"Se in futuro ci saranno altri interventi, sarà mia cura garantire sempre una comunicazione chiara e puntuale"

ROVIGO – La sindaca di Rovigo Valeria Cittadin nel proprio intervento all’incontro sul biometano organizzato dalla Rete dei comitati polesani a difesa dell’ambiente e della salute pubblica insieme ad Italia nostra di Rovigo (LEGGI ARTICOLO) ha espresso per punti la propria posizione al riguardo.

“L’amministrazione che guido si è insediata quando il progetto era già stato presentato: interlocuzioni iniziate a dicembre 2023 durante la precedente amministrazione e progetto presentato in aprile 2024 durante il commissariamento. Autorizzazione data infine dalla Regione (competente a farlo).

⁠Ogni amministrazione ha il dovere di suggerire gli strumenti che favoriscono (sia per i soggetti pubblici che privati) la realizzazione dei progetti che intendono realizzare.

⁠In questo caso la legge considera tali impianti “indifferibili e urgenti” (LEGGI ARTICOLO) dando una valenza altamente positiva alla loro realizzazione (stiamo parlando di impianti ad energia verde).

⁠Solo motivazioni di tipo tecnico possono intervenire a fermare questi progetti. Voglio sottolineare che questo è garanzia di democrazia: per quale motivo si deve ostacolare un progetto che rispetta le regole e le prescrizioni che gli vengono date?

⁠Ribadisco la fiducia nelle Commissioni tecniche che hanno il compito di dare autorizzazioni: se ci sono elementi tecnici di rilevanza dimostrabile che non sono a conoscenza delle Commissioni preposte e degli Enti chiamati a dare il proprio giudizio di autorizzazione e le relative prescrizioni, vengano documentate e presentate da chi ritiene di averle.

⁠Visto l’esito positivo di partecipazione su questo tema, se in futuro ci saranno altri interventi, sarà mia cura garantire sempre una comunicazione chiara e puntuale. Questo non per ostacolare, ma per informare tenendo sempre presente che rispetterò sempre regole e legalità.

⁠Sottolineo che sia aberrante da parte di chi è stato un amministratore strumentalizzare ad hoc situazioni di questo tipo diffondendo continuamente sfiducia e disprezzo per le istituzioni e gli enti preposti a garantire sicurezza e salute ai cittadini.

Colgo inoltre il solito rancore con cui certa sinistra si approccia alle questioni, mistificando la realtà, omettendo o inventando cose, sempre con atteggiamenti di scontro e di belligeranza. Il partito del NO non perde occasione di dimostrarsi rabbioso e poco democratico, incapace di ascoltare e di capire la lingua italiana quando parla qualcuno che la pensa in modo diverso.

La stessa determinazione, da chi fa opposizione politica su temi ambientali, sarebbe interessante vederla per tutti gli impianti di digestione, compreso quello pianificato per Ecoambiente con i fondi Pnrr che tratterebbe rifiuti, molto più pericolosi del biometano. Per questo, voluto dagli stessi che ora si stracciano le vesti, nulla, silenzio tombale. Su questo non esiste problema di strade, salute, ambiente e tratterebbe, ripeto, rifiuti oltre a interessare ancora una volta la stessa frazione di Sarzano.

Questo è palesemente amore per l’ambiente a intermittenza” ha concluso Cittadin innescando un acceso dibattito tra i partecipanti all’incontro, ma placato subito dal prof. Gianni Tamino e dal portavoce Vanni Destro.

L’intervento della sindaca di Rovigo dopo 2 ore e trenta dall’inizio del convegno:

Per Tamino il biometano fatto bene non esiste, meglio sarebbe il compostaggio della matrice organica dei rifiuti solidi urbani preventivamente vagliati, senza alcuna compustione, e l’utilizzo del prodotto compostato in agricoltura; per Destro invece la risposta è che la Rete dei comitati è sempre stata critica nei confronti di qualsiasi impianto per la produzione di biometano, ma, se proprio se ne vuole fare uno in Polesine che serva davvero, forse è il caso di quello di Ecoambiente, a gestione e controllo interamente pubblico, alimentato dalla produzione locale di rifiuto, senza dover ricorrere ad importare in Polesine rifiuti da fuori provincia, regione o stato, come già accade per altri impianti anche vicini che ricevono scarti da trattare anche dall’Ucraina. Secondo il piano economico finanziario redatto dall’azienda sarebbe poi economicamente più vantaggioso il trattamento in house dell’umido piuttosto che conferirlo in altri impianti come quelli di Eni a Boara, Sesa a Este, Hera nelle province di Ferrara o Padova.

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