ROVIGO – Giovedì 13 novembre serata a tinte rossoblù al Panathlon club di Rovigo. All’hotel Cristallo di Rovigo conviviale dal titolo “L’obiettivo dei fotografi sul 15° scudetto della FemiCz Rugby Rovigo” con graditi ospiti Matteo Ferro capitano dei rossoblù fino alla finale del 31 maggio scorso (4 scudetti e due Coppa Italia in bacheca), attuale ds della Monti Rugby Rovigo Junior, ed Edoardo Lubian, emblema della FemiCz per oltre un decennio, ed attuale tecnico dell’Under 16. Tra gli invitati c’era anche il presidente Francesco Zambelli, purtroppo era impossibilitato a partecipare, ha fatto pervenire il suo saluto ai soci.
Prima della conviviale, si è svolta nella Sala Caminetto del Cristallo l’Assemblea elettiva del Panathlon club Rovigo. Pia Poliero è stata confermata presidente per il biennio 2026-2027.
Una serata dedicata allo scudetto della Rugby Rovigo, nata da un’idea del segretario del Panathlon, Lello Salvan, attraverso gli scatti di Giampaolo Donzelli, Max Sandri, Martina Rossetto e del socio del Panathlon, Giorgio Achilli (di Rovigo.news) che ha condotto la serata.
I quattro fotografi hanno portato in visione alcune gallery della stagione 2024-2025, con quattro stampe ‘simbolo’, un omaggio di Rce foto al Panathlon club Rovigo L’esultanza dopo la finale vinta di Sironi (foto Sandri), la meta di Della Sala siglata al 51’ nella finale di Parma (foto Donzelli), Belloni portato in trionfo (foto Rossetto), e l’abbraccio tra Matteo ed Alberto Moscardi (foto Achilli).
Giampaolo Donzelli (6 scudetti e due Coppa Italia), inizia la carriera nel 1982, per decenni è stato il fotografo ufficiale de Il Resto del Carlino di Rovigo, ma ha pubblicato anche su Gazzetta dello Sport, The Sunday, The South Africa Sport Illustrated (Sud Africa), e nei quotidiani più importanti d’Italia. E’ stato anche fotografo ufficiale della Mediolanum Amatori Rugby Milano all’epoca di Campese. Attualmente fotografa per il Gazzettino e per la Rugby Rovigo Delta.
Max Sandri ha iniziato la professione nel 1988, appena in tempo per la finale scudetto del Flaminio, quella del celebre treno rossoblù. Fotografo storico del Gazzettino di Rovigo fino al 2024, ha anche pubblicato anche su Sport Week. Socio del negozio Rce di Rovigo e Bologna, con Giampaolo Donzelli e Martina Rossetto è il fotografo ufficiale della società di viale Alfieri.
Martina Rossetto, un maestro in casa come Max Sandri, la prima macchina fotografica in mano a soli 6 anni, studia Economia, ma da 4 anni ha abbracciato la professione con competenza e gusto. Due anni fa ha realizzato con lo stesso Sandri un bellissimo calendario, con i Bersaglieri protagonisti, sul tema della sostenibilità.
Durate la serata ci sono stati anche gli interventi di Francesco Giuseppe Falco, Governatore dell’Area 1 del Panathlon, Gianpaolo Milan socio del club rodigino e consigliere internazionale, e di Lucio Taschin, delegato provinciale del Coni.
Le perle tirare fuori dagli archivi. Durante la serata sono state proiettate anche due gallery fotografiche speciali per i graditi ospiti, scatti di una carriera, partendo dalle giovanili del Rovigo.
“Queste emozioni sono incredibili – ha commentato Edoardo Lubian attuale tecnico dell’U16 della Monti – le vedi a distanza di anni, come per lo scudetto del 2016, e ti ricordi tutto quello che hai provato in quell’istante. Ci abbiamo messo un po’ a vincere il primo, perché è stata la mia sesta o settima stagione, però abbiamo formato un gruppo di giocatori di Rovigo, che ha formato lo zoccolo duro della squadra, che poi ci ha permesso di raggiungere questi risultati, che adesso stanno continuando ad arrivare”.
Monumento rossoblù, Lubian ha rappresentato la rodiginità in campo, 3 scudetti (2016, 2021 e 2023) ed una Coppa Italia “Qualcosa abbiamo lasciato sicuramente, per me indossare questa maglia è stato l’orgoglio della mia vita, ogni volta che guardo queste foto mi viene un po’ da commuovermi. Il lascito che c’è è di quelli importanti, quest’anno siamo ancora competivi, grazie sicuramente agli sforzi del presidente Francesco Zambelli che ogni anno continua a crederci, come il primo giorno che l’ho conosciuto. Non è da tutti, in Italia, ne abbiamo viste tante di squadre che hanno performato per un po’, ma non hanno avuto quella continuità che ha avuto Rovigo”.
Tra le foto più iconiche c’è sicuramente quella della coppia rossoblù Ferro-Lubian, con la medaglia dello scudetto vinta al Plebiscito “A Padova si è chiuso un cerchio”, ha esordito Matteo Ferro. Ma per il capitano degli ultimi scudetti della FemiCz Rovigo, sono tutti importanti “Il primo nel 2016 perchè lo abbiamo vinto dopo tanti anni e tante finale, il secondo ovviamente perchè in casa del Petrarca (2021), quello con Ale Lodi (2023), un allenatore di Rovigo, ed un grosso gruppo di rodigini, ha sicuramente una valore speciale. Non lo avevo mai avuto come allenatore, è arrivato in una situazione complicata, abbiamo fatto qualcosa di clamoroso. Quello del 31 maggio 2025 è stato l’ultimo da giocatore, finire all’apice, anche se ancora non lo sapevo, è stato fantastico”.
“Dobbiamo sempre ringraziare la famiglia Zambelli per quello che ha fatto per questa società, alla città e a questo sport – ha continuato Ferro – la scorsa stagione, nell’anno del 90esimo, abbiamo vinto tutto, una stagione storica con scudetto e Coppa Italia, non era masi successo, una ciliegina sulla torta di un club che in Italia ha fatto la storia, facendo conoscere la città nel Mondo. Senza dimenticare la recente Supercoppa”.
Matteo Ferro ora ricopre i ruolo di direttore sportivo della Monti Rugby Rovigo Junior, un faro in campo e fuori, come ha ricordato Edo Lubian “E’ ancora il mio capo, lo era da giocatore con i gradi di capitano, lo è anche ora. E’ un leader, un esempio da seguire”.
“È un bel impegno – ha sottolineato il ds Matteo Ferro – però vedere i ragazzi, lo stadio Marvelli, lo stadio Bartellini pieno di ragazzi che giocano, di famiglie contente a portare i loro figli al campo è sicuramente qualcosa di bello. Vogliamo solo migliorare e continuare a lavorare bene, prima di tutto per formare i ragazzi e i bambini, portarli ad adulti con dei valori, e poi speriamo che più ragazzi possibili riescano un giorno a vivere queste emozioni che abbiamo vissuto noi. Mi reputo fortunato per aver vissuto un’epoca molto prospera a livello sportivo, ma io da piccolo ci credevo, lo volevo e auguro a tanti ragazzi di poter fare quello che ho fatto io, ma anche solo uno scudetto che rimane dentro per sempre. È un augurio che gli faccio, ma c’è tanta strada da fare, tanti alti, tanti bassi, ma le soddisfazioni con il lavoro duro arrivano”.


















