Il coach della FemiCz Rovigo con la voce rotta dall’emozione ringrazia il pubblico per il sostegno e la squadra “penso che i tifosi possano essere orgogliosi di questo gruppo di giocatori”
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ROVIGO – Il MiracoloLodi non è riuscito. Non questa volta. Ci aveva abituato ad imprese epiche, purtroppo quando si disputa una stagione con un solo mediano d’apertura di ruolo, e con un sostituto che di fatto è un centro, pensare di battere un Petrarca al gran completo era veramente difficile. Senza l’infortunio di Atkins (un vero mediano d’apertura di caratura internazionale) il Rovigo probabilmente avrebbe chiuso la regular season al primo posto battendo il Valorugby a Reggio Emilia, e probabilmente la storia sarebbe stata diversa. 

Con i se e con i ma purtroppo non si vincono gli scudetti, ma per l’anno prossimo la dirigenza rossoblù dovrà fare tesoro di quanto successo. Atkins sarebbe stato abile ed arruolato per la finale del 2 giugno, purtroppo per i tifosi rossoblù sarà un affare tra Viadana e Petrarca Padova.

LEGGI LA CRONACA DI FEMICZ ROVIGO – PETRARCA

LEGGI LE PAROLE DI MARCATO E TROTTA

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Coach Ale Lodi abbraccia tutti negli spogliatoi, prima di uscire per la consueta conferenza stampa si prende dei minuti per metabolizzare, parlare alla squadra e ai suoi validi collaboratori (Davide Giazzon per la mischia e Joe Van Niekerk per la difesa). Un derby perso fa male, in semifinale scudetto fa malissimo. Un dolore troppo forte da gestire per un allenatore di Rovigo sulla panchina più difficile della città. 

Quando esce stringe la mano, si dirige nella zona riunioni adibita a sala stampa, prende le sedie per i cronisti, predispone la scrivania, una scena surreale. Lo sguardo fisso, gli occhi lucidi, ad un certo punto non riesce nemmeno a parlare (si interrompe due volte), vorrebbe piangere, si trattiene. Capiamo il momento, e per diversi secondi c’è un silenzio irreale, sullo sfondo il canto dei petrarchini che festeggiano negli spogliatoi. Un macigno lo divora, trova delle parole di circostanza per non colpevolizzare nessuno, perchè un capitano non abbandona la nave. Chapeau.

“Il rammarico più grande due soluzione da gioco al piede – ammette coach Ale Lodi – su errori nostri abbiamo regalato punti troppo facili, e però sotto 0-14 la capacità di ritornare in partita, ed il secondo tempo in vantaggio, dimostra quando questo gruppo mentalmente sia cresciuto, sia sempre stato consistente tutta la stagione, quando perdi di due punti non posso dire niente ai ragazzi, hanno lasciato tutto in campo. Chiaramente ci sono stati degli errori che hanno permesso al Padova di vincere, ma non posso dire niente ai giocatori. Il pubblico vuole un Rovigo così, lo vuole anche veder vincere, volevamo regalare a tutta la gente che c’era oggi questa soddisfazione, per noi, i giocatori, il club, il presidente, il pubblico. Ci dispiace non aver centrato questo obiettivo”.

Poi un lungo silenzio di Ale Lodi “…Tanto ci dispiace, ma penso che il pubblico possa essere orgoglioso di questo gruppo di giocatori”. Bersaglieri che si sarebbe buttati nel fuoco per il tecnico rodigino, lo hanno anche fatto, ma non è bastato. Purtroppo lo sport è crudele, dà e toglie per questione di dettagli. 

I Bersaglieri hanno dato molto di più di quello che umanamente e fisicamente fosse possibile, questo è fuori di dubbio. “Giustamente sono andati in finale loro, merito al Petrarca. A volte il risultato offusca i giudizi, se guardiamo la stagione a quanto siamo cresciuti, abbiamo superato momenti difficili, infortuni, e tante situazioni. Abbiamo sempre risposto con il lavoro”. Grazie Ale.

Giorgio Achilli

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