Successo e partecipazione per l’incontro voluto dal Lions Club Rovigo Host in Accademia dei Concordi

ROVIGO – Sala degli Arazzi gremita e pubblico caloroso per il sentito e doveroso omaggio a Gian Antonio Cibotto, il più grande intellettuale che il Polesine abbia mai avuto, che è stato ricordato il 13 novembre in Accademia dei Concordi in un evento pubblico voluto e promosso dal Lions Club Rovigo Host e condotto da Sofia Teresa Bisi. 

Nell’imminenza del centenario dalla nascita – nel 2025 – del celebre scrittore e giornalista, a un giorno dal 72° anniversario della tragica alluvione del Polesine del 1951, con “Gian Antonio Cibotto cantore del Veneto” si è tracciato un primo quadro di questa personalità brillante, eclettica e geniale. Ruggero Zambon, presidente dei Lions, ha sottolineato come “questo incontro sia stato fortemente voluto come un tributo fondamentale alla cultura locale e al suo massimo rappresentante, nell’obiettivo di condividere con la città alcuni temi di valore comune. Nell’ambito del programma annuale del Club, concentrato su alcuni obiettivi dell’agenda Onu 2030, tra cui Salute e Protezione della vita sulla Terra, Istruzione di qualità, Parità di genere, Città e comunità sostenibili, ci è sembrato fondamentale un tributo alla cultura locale.”

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“Nel 2025 – le parole di Giovanni Boniolo, presidente uscente dell’Accademia dei Concordi – Rovigo dedicherà a Gian Antonio Cibotto un’importante iniziativa espositiva. Nel frattempo si sta completando l’opera di ricognizione sul lascito di 36.000 libri avvenuto dopo la sua scomparsa grazie alla nipote Annamaria Battizocco. È importante valutare e scegliere i testi più significativi e poterli rendere prima possibile disponibili per la fruizione alla cittadinanza, ma prima è necessario formalizzare la donazione, provvedere alla catalogazione e trovare un’adeguata collocazione a tutto il materiale. La torre libraria, anche dopo i lavori di ristrutturazione attualmente in corso, non avrà spazi disponibili, quindi stiamo cercando di collocare del materiale in un magazzino esterno che abbia caratteristiche adeguate alla conservazione dei libri”. 

Antonella Turri, responsabile del settore biblioteca e archivio, ha illustrato i criteri con cui il fondo Cibotto viene organizzato. “Gian Antonio Cibotto – ha detto – ha deciso di donare i suoi testi all’Accademia il 12 giugno 2007 in accordo con l’ex presidente Luigi Costato; il fondo costituendo, di cui 14612 sono gli elementi già analizzati, è una raccolta che testimonia gli interessi e l’operato della sua vita ed è diviso per ambiti: le pubblicazioni autentiche; il materiale legato alla sua attività e alle relazioni con intellettuali coevi; i testi posseduti come critico letterario; gli elementi speciali non inseriti in alcun circuito di vendita.”

Letizia Piva, attrice e direttrice di Minimiteatri, ha portato una personale esperienza di conoscenza di Cibotto, con una “immersione malinconica nella terra d’acqua del Polesine”. Ha letto pagine toccanti tratte da due dei tanti capolavori, Cronache dell’alluvione e Scano boa, e poi ha spiegato l’impegno di Cibotto verso il teatro veneto, di cui ha fatto un’ampia ricognizione, inserendo anche nomi e opere quasi sconosciuti. 

Il giornalista Ivan Malfatto ha poi raccontato i lati umani e formativi dello stare per sette anni in redazione con “Toni”, presenza acuta, sapiente ma anche spiritosa e talora scanzonata. Gli ultimi anni del suo lavoro al Gazzettino si legano ai Diari Veneti, un appuntamento settimanale di cui il 24 novembre ricorrono i 40 anni dalla prima uscita. Ha raccontato l’attenzione di Cibotto per i giovani talenti, tra cui si ricordano Elisabetta Sgarbi e Giancarlo Marinelli; ha aggiunto il valore della dedica di una menzione speciale dedicata a Cibotto entro il concorso letterario voluto dalla Fondazione banca del Monte di Rovigo e ha spiegato di avere contattato l’impresa che sta demolendo la casa di viale Trieste per costruire un condominio di prestigio. “La loro idea – ha spiegato – è di inserire nell’edificio una targa e di collocare nel giardino una panchina in memoria di Cibotto”. 

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