Un mese di incontri, riflessioni e protagonisti per raccontare il “mare di mezzo” tra storia, conflitti e utopie condivise

ROVIGO – Rovigo si prepara a vivere un mese intenso di cultura, dialogo e partecipazione con la nona edizione del Maggio Rodigino, la rassegna che trasforma la città in un laboratorio diffuso di idee e confronto. Il tema scelto per il 2026 è ambizioso e quanto mai attuale: il Mediterraneo, raccontato nelle sue molteplici dimensioni di spirito, tempo e utopia.

Presentata a Palazzo Nodari, l’iniziativa – promossa dalla Fondazione per lo Sviluppo del Polesine – si propone come un percorso collettivo capace di intrecciare conoscenza, attualità e visioni future. Dopo aver affrontato negli anni scorsi temi cruciali come l’uguaglianza di genere e l’intelligenza artificiale, l’edizione di quest’anno punta lo sguardo su uno spazio simbolico e reale che continua a segnare profondamente gli equilibri globali.

Il Mediterraneo emerge così come culla di civiltà e crocevia di popoli, ma anche come teatro di tensioni contemporanee: migrazioni, conflitti, disuguaglianze e trasformazioni geopolitiche. Un luogo dove si intrecciano storie, culture e religioni, ma anche sfide urgenti che interrogano il presente.

L’obiettivo della rassegna è chiaro: offrire occasioni di ascolto, confronto e crescita civile, coinvolgendo l’intera comunità. Studenti, istituzioni, associazioni e cittadini saranno protagonisti di un calendario ricco e articolato, pensato soprattutto per le nuove generazioni, chiamate a immaginare nuovi orizzonti.

Il Mediterraneo, il suo spirito, il suo tempo, la sua utopia: lo abbiamo scelto come tema della nona edizione dando voce a esperti, testimoni e studenti”, afferma la presidente della Fondazione per lo Sviluppo del Polesine, Elisabetta Lorenzetti. “Non un luogo da cui distogliere lo sguardo, ma una casa di tutti, dove riconoscerci figli dello stesso mare”.

Tra gli ospiti attesi figurano giornalisti, accademici, rappresentanti religiosi ed esperti di geopolitica, economia e ambiente, chiamati ad approfondire temi cruciali come le migrazioni, la crisi dell’ordine internazionale e il dialogo tra culture.

Il Maggio Rodigino si conferma un appuntamento di grande valore per la comunità, capace di offrire occasioni preziose di crescita culturale e civile”, sottolinea il sindaco di Rovigo, Valeria Cittadin. “Il Mediterraneo è insieme radice e orizzonte, uno spazio che invita alla consapevolezza e al dialogo”.

Non mancheranno momenti artistici e musicali, con concerti, mostre ed eventi partecipativi. La città intera diventerà così uno spazio vivo e inclusivo, capace di coniugare cultura e partecipazione.

Vogliamo raccontare il Mediterraneo nella sua complessità, come luogo di suoni, profumi, storie e contaminazioni”, aggiunge l’assessore alla Cultura Erika De Luca. “Un invito aperto a tutta la cittadinanza a lasciarsi coinvolgere in un viaggio di conoscenza e condivisione“.

In un tempo segnato da incertezze e conflitti, il Maggio Rodigino si propone come un invito a comprendere e costruire nuovi ponti. Perché, come emerge dallo spirito della rassegna, la conoscenza resta il primo passo verso una convivenza più consapevole e pacifica.

Eventi in Calendario

CONCERTO INAUGURALE

Le rotte della musica: i suoni del Mediterraneo

La sposa del mare. Cavalli ed i Maestri della Serenissima Basilica di S. Marco

Domenica 3 maggio, ore 18:00 – Tempio Beata Vergine del Soccorso

A cura del Conservatorio “F. Venezze” di Rovigo

Nei primi cinquant’anni del XVII secolo, nella Basilica Ducale di San Marco in Venezia, hanno operato i migliori musicisti che l’Italia potesse vantare: personalità come Claudio Monteverdi e Francesco Cavalli, per citare i più noti, collaboravano con musicisti del calibro di Giovanni Rovetta, Alessandro Grandi, Francesco Usper e Carlo Filago (rodigino, primo organista), Giovan Battista Grillo e molti altri ancora. Le loro musiche celebravano i fasti della “Serenissima”, con un forte attaccamento alla figura della Beata Vergine e ai santi protettori della “città nel mare”, con sontuosi mottetti e salmi destinati ad organici polivocali e policorali e ad insiemi strumentali concertanti (prassi tipicamente veneziana). 

Accanto a questi, mottetti a una o due voci con il solo sostegno strumentale del basso continuo (dell’organo in particolare), pubblicati in sillogi dedicate ai più noti appartenenti alle famiglie veneziane dominanti, scandivano le giornate in una dimensione “domestica” della liturgia. Sembra di scorgere, nell’accostamento tra queste due grandi “categorie” compositive, l’unione che chi entra nella chiesa della Rotonda può scorgere nelle raffigurazioni pittoriche: la gloria di Venezia, la “Sposa del mare”, e la sua presenza in terraferma, non solo come “governo” delle terre, ma come movimento generante bellezza e grandiosità, tanto nella dimensione “visiva” quanto in quella “uditiva”, nelle solennità e nella ferialità liturgica. Il 350° anniversario della morte di Francesco Cavalli ha ispirato questo programma, dove organici misti fino a 11 voci si alternano alla voce sola, grandiosità della Basilica e intimità dell’Oratorio, cui fanno da sfondo la figura della Beata Vergine e le acque della laguna che si aprono al Mediterraneo.

Una regione geopolitica in formazione: il Mediterraneo

Lunedì 4 maggio, ore 17:30 Sala degli Arazzi di Palazzo Roncale, Rovigo

I professori dell’Università “La Sapienza” di Roma Matteo Marconi, Francesco Zampieri e Paolo Sellari dialogano con Giorgia Brandolese.

Tanti parlano di Mediterraneo ma non sono molti coloro che hanno saputo rispondere a una domanda cruciale: il nostro mare rappresenta una realtà geopolitica coerente? Spazio della complessità, attraversato da molteplici fratture, negli ultimi secoli ha rappresentato principalmente una linea di collegamento con le due masse oceaniche con cui è in comunicazione. 

Oggi siamo finalmente in grado di praticare un pensiero diverso, che metta al centro una delle peculiarità più evidenti del nostro mare, ovvero l’alternanza continua tra mare e terra. Proprio mare e terra, in quanto ambienti geopolitici, danno vita nel contesto postmoderno a un paesaggio differente, all’insegna di una insperata unità.

Quale tutela del diritto e dei diritti nella crisi dell’ordine internazionale?

Martedì 5 maggio, ore 18:00 Palazzo Angeli, CUR, Rovigo

Il Magistrato Alberto Perduca dialoga con Alessandra Annoni

Salvare le future generazioni dal flagello della guerra, riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, promuovere il progresso sociale ed un più elevato tenore di vita in una più ampia libertà, sono alcuni dei solenni impegni assunti dalla Carta di San Francisco che nel giugno del 1945 istituisce l’ONU. Ottant’anni dopo il mondo offre una realtà sempre più distante da quella scelta che le nazioni Unite fecero dopo due devastanti conflitti mondiali in un solo secolo. Ora, la guerra avanza, la forza prevarica il diritto, la negazione dei diritti non si arresta, la cooperazione internazionale vacilla, l’ONU viene marginalizzata.

Anche la giustizia internazionale, chiamata a perseguire i più gravi crimini che offendono l’intera umanità, condivide questa traiettoria. Dopo essersi progressivamente affermata a partire dagli anni Novanta fino alla creazione della Corte penale internazionale, con i suoi più frequenti interventi sui teatri di guerra russo-ucraino e israelo-palestinese, subisce attacchi sempre più virulenti. Occorre evitare di rassegnarsi all’idea che questa deriva della legalità sia in preda ad una fine irreversibile.  Se lo si fa, si finisce per rendere un servizio alla prepotenza, deresponsabilizzando allo stesso tempo le istituzioni – nazionali ed internazionali – cui spetta la promozione del diritto e dei diritti.

Il Mediterraneo come frontiera tra il Sud globale e l’Occidente

Mercoledì 6 maggio, ore 17:30Sala della Gran Guardia, Rovigo

Il Professore Egidio Ivetic dell’Università degli Studi di Padova dialoga con Paolo Zorzato

Il Mediterraneo riassume in sé molti significati, tra cui essere di nuovo una frontiera. Si trova sulla linea di demarcazione tra il Nord e Sud del mondo: da una parte il miliardo di benestanti, dall’altra i sette miliardi di esclusi o candidati a una vita migliore, ma con esigue speranze. Nella dinamica che si è imposta tra i due mondi il mare antico è diventato un luogo di passaggio, in cui si evidenzia tutto il contrasto e tutto il dramma. È il luogo dei migranti e degli innumerevoli tentativi di raggiungere le sponde europee. Nel Mediterraneo passa il limite divisorio tra l’Occidente e il non-Occidente, cioè il resto del mondo. 

Lo scarto tra Occidente e non-Occidente non è una questione politica, bensì riguarda i valori civili, la democrazia, la religiosità e la cultura. Il Mediterraneo si trova in mezzo a un confronto culturale sottaciuto tra le parti, ma che diventerà stringente nei prossimi anni e decenni, un confronto sui valori occidentali.  A complicare la situazione c’è il fatto che il Mediterraneo separa l’Unione Europea, che controlla il 70-80% delle sue acque e che è in decrescita demografica, da un policentrismo incardinato su Turchia, Egitto, Algeria, Marocco e dal suo vasto entroterra che ormai comprende il Sahel e i paesi del Golfo, tutti contesti in cui si ragiona di modernità alternative rispetto a quella occidentale. Una geografia che riflette e scarica su scala mediterranea le tensioni del policentrismo globale, politico e culturale. 

Mediterraneo: migrazioni e migranti, ieri e oggi

Giovedì 14 maggio ore 17:30 – Sala Arazzi di Palazzo Roncale, Rovigo

Nello Scavo, giornalista, in dialogo con Maurizio Romanato.

(In attesa di conferma)

Il giornalista Nello Scavo traccerà le vie di un Mediterraneo figlio di migrazioni continue e frutto di un continuo dialogo interculturale. In un contesto di grande ricchezza, emerge però anche una continua e precaria fragilità, che attanaglia molti Paesi che si affacciano sul Mare, arrivando a conflittualità che, purtroppo, sono sotto i nostri occhi ancora oggi tutti i giorni.

Chiesa e chiese del Mediterraneo. Maggioranza, minoranza, storia e attualità

Venerdì 15 maggio ore 21.00Teatro di San Bortolo, Rovigo

Flavio Pace, Arcivescovo, Segretario del Dicastero per la promozione dell’unità dei Cristiani dialoga con Don Andrea Varliero

Il 23 febbraio 2024 papa Francesco nomina Flavio Pace segretario del Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani, promuovendolo contemporaneamente al rango di arcivescovo, assegnandogli la sede titolare di Dolia. Il 4 maggio seguente ha ricevuto l’ordinazione episcopale nel Duomo di Milano. Tra i più giovani vescovi eletti, Flavio Pace presenta un orizzonte mediterraneo della Chiesa, tra comunità solide e comunità minoritarie, per tessere il filo del Cristianesimo, nato tra le sponde Mediterraneo.

MOSTRA GRAFICA: il logo del Maggio Rodigino 2026

Dal venerdì 15 a martedì 18 maggioPescheria Nuova, Rovigo

In collaborazione con IIS “De Amicis” di Rovigo

I materiali di comunicazione visiva realizzati da nove studenti e studentesse del corso di Grafica e Comunicazione apriranno una finestra sul processo creativo che li vedrà protagonisti, così come nell’edizione precedente, della progettazione grafica dell’intera identità visiva del Maggio Rodigino 2026. Manifesti, programma e materiali promozionali declinati attorno al tema del Mediterraneo, scelto per questa edizione: i ragazzi li interpreteranno attraverso scelte tipografiche, cromatiche e compositive proprie del progetto grafico professionale. Il percorso di FSL, Formazione Scuola Lavoro, li porterà a misurarsi con una committenza reale, con scadenze concrete e con la necessità di tradurre in immagine e segno una visione condivisa.
Accanto a questi elaborati troveranno spazio le fotografie nate all’interno del progetto di street photography “Scatta l’inclusione”, promosso dall’IIS De Amicis in collaborazione con la cooperativa Uguali Diversamente e finanziato dalla Banca del Monte, con l’obiettivo di interrogare e raccontare i luoghi della città in cui l’inclusione fatica a realizzarsi pienamente. Attraverso lo sguardo attento e consapevole degli studenti e degli adulti del progetto di occupabilità di “Uguali Diversamente”, la città di Rovigo diventerà spazio di osservazione, dialogo e riflessione. Ogni fotografia diventa uno spazio di confronto, capace di trasformare l’esperienza estetica in occasione di cittadinanza attiva.

Il mediterraneo e la nascita della democrazia

Sabato 16 maggio, ore 17:30Sala Arazzi di Palazzo Roncale, Rovigo

Il professore e filosofo Giovanni Boniolo dialoga con Roberta Cusin

In un’epoca assai problematica dal punto di vista politico come la nostra, dove sembra ci si sia dimenticati che cosa sia democrazia e dove sembra che la questione identitaria sia limitata all’elogio della “poenta e osei”, forse giova ritornare alle origini di quella forma di governo che i nostri avi, in quel di Atene e di Siracusa prima e di Roma poi, provarono ad implementare segnando per sempre la nostra storia e la nostra identità. Essere figli di una tradizione politica, nata nel bacino del Mediterraneo più di duemila anni fa, non può essere scordato, pena perdere di vista chi veramente siamo.

CONCERTO: Il Mediterraneo e le sue contaminazioni musicali

Sabato 16 maggio, ore 21:00Piazza Vittorio Emanuele II

A cura del Conservatorio “F. Venezze” di Rovigo

Direzione musicale a cura del Maestro Francesco Carlesi

Un viaggio sonoro attraverso molteplici identità del mare, come luogo di incontro tra le culture, memoria condivisa, confine e orizzonte. Il programma, a cura del Conservatorio “Venezze” di Rovigo, realtà formativa di riferimento nel panorama italiano, attraversa linguaggi e atmosfere diverse, dal repertorio italiano a suggestioni internazionali, costruendo un racconto musicale ricco di colori, ritmo e profondità espressiva.

Protagonisti della serata, sono gli allievi del Dipartimento Pop del Conservatorio, impegnati in un percorso interpretativo che coniuga tradizione e contemporaneità, trasformando ogni brano in una tappa di questo itinerario musicale. Ospite d’eccezione, Marcello Cirillo, artista di grande esperienza e sensibilità, il cui contributo arricchirà ulteriormente il valore della serata.

EVENTO PER LE SCUOLE: La parola agli studenti: Il Mediterraneo e la loro utopia

Martedì 19 maggio, ore 9 Urban Digital Center, Rovigo

In collaborazione con USP – Rovigo

Coordinamento a cura del prof. Ermanno Ferretti

Già dall’edizione 2025 le scuole hanno cominciato a essere coinvolte in maniera molto proficua e interessante nelle attività del “Maggio Rodigino”. Quest’anno, tornano a mettersi in gioco sul tema del Mediterraneo. Diversi istituti secondari di Rovigo e della provincia hanno deciso di partecipare a una mattinata di incontro e condivisione. I ragazzi delle diverse scuole potranno presentare ai loro coetanei i lavori svolti durante l’anno su questo tema straordinariamente ricco, declinando quel mare e le sue utopie attraverso i diversi percorsi scolastici. Il Mediterraneo è da sempre molto più di uno spazio geografico: è un crocevia di civiltà, lingue, religioni e immaginari che si intrecciano da millenni. È il mare di Ulisse e di Enea, ma anche quello delle migrazioni contemporanee; è il luogo in cui noi abbiamo le nostre radici, ma anche una frontiera che ancora oggi divide e unisce. È proprio questa complessità che rende il Mediterraneo un tema ideale per un percorso scolastico interdisciplinare, capace di attraversare la storia, la letteratura, la geografia, le arti e le scienze sociali.

DEGUSTAZIONE PUBBLICA: Mediterraneo, un mosaico di sapori

Venerdì 22 maggio, ore 10:30Sala della Gran Guardia, Rovigo
A cura delle classi terze del percorso enogastronomico dell’IIS “Cipriani-Colombo” di Adria

Uno studio sulla cultura enogastronomica delle popolazioni che si affacciano o in qualche modo afferiscono al Mare Nostrum e l’interpretazione e realizzazione in chiave moderna di alcuni piatti tipici dei vari territori. Il percorso analizza le radici comuni e le specificità tecniche di quattro grandi aree geografiche: Maghreb e Africa Subsahariana con la Tajine marocchina, il Cous Cous e l’uso del pane Injera, per parlare di convivialità e su cotture lente; Balcani con la lavorazione della pasta fillo usata nel Burek e la preparazione delle Qofte, accompagnate dalla tradizionale salsa Fergese a base di peperoni e formaggio; Medio Oriente con Hummus e Baba Ganush, abbinate al pane arabo, e la tecnica della frittura speziata, tipica di Falafel, Samosa e delle cartellette Fatajer. Studenti e docenti chiariranno come ingredienti e tecniche per la preparazione di questi piatti siano il risultato tangibile di secoli di passaggi e contaminazioni tra le sponde del Mediterraneo. A conclusione del convegno, gli studenti avranno il piacere di guidare i partecipanti alla degustazione pratica: il convegno si concluderà infatti con un aperitivo-buffet di finger food e la presentazione del “Dolce Mediterraneo”, creato appositamente per l’occasione.

L’Algeria e il Mediterraneo. Laboratorio di dialogo tra Islam e Cristianesimo

Venerdì 22 maggio ore 21.00Teatro di San Bortolo, Rovigo

Kamel Layachi, imam della comunità islamica del Veneto e la sorella Laura Vedelago delle Pie Discepole del Vangelo, con fraternità ad Algeri, dialogano con Giorgia Brandolese.

L’intervento intende offrire una riflessione sull’esperienza tra Italia e Algeria come spazio concreto di incontro e di dialogo tra tradizioni religiose diverse. In un Mediterraneo spesso raccontato come frontiera di conflitti, migrazioni e incomprensioni, l’Algeria rappresenta anche un luogo di relazioni quotidiane, di ascolto reciproco e di costruzione paziente di fiducia tra musulmani e cristiani. A partire dalle testimonianze e dal percorso umano e spirituale di Kamel Layachi e della sorella Laura Vedelago, delle Discepole del Vangelo, l’intervento metterà in luce come il dialogo interreligioso non sia soltanto un tema teorico o diplomatico, ma un’esperienza vissuta fatta di prossimità, condivisione e presenza. La storia recente dell’Algeria, segnata da ferite ma anche da gesti profondi di fraternità, diventa così un laboratorio privilegiato per comprendere come Islam e Cristianesimo possano incontrarsi nella vita quotidiana. L’incontro intende quindi riflettere sul Mediterraneo come spazio simbolico e reale di dialogo, dove le differenze religiose e culturali non costituiscono necessariamente un ostacolo, ma possono diventare una risorsa per costruire relazioni nuove. 

Gabbris Ferrari. Rovigo incontra l’artista

Sabato 23 maggio 2026, ore 11Sala Flumina, Museo dei Grandi Fiumi, Rovigo

Evento in collaborazione con Fondazione Banca del Monte di Rovigo

L’evento vuole essere un momento di approfondimento e conoscenza su una delle figure di spicco del panorama culturale e artistico rodigino, a dieci anni dalla sua scomparsa: Gabbris Ferrari.

Durante la mattinata, verranno proiettati e presentati al pubblico due documentari: La parabola espressiva di Gabbris Ferrari, attraverso una selezione di opere e La galleria d’arte diffusa. Le opere di Gabbris Ferrari in città a cura dei registi Camilla Ferrari e Alberto Gambato.

Canti e danze dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo

Domenica 24 maggio, ore 18:00 Piazza Annonaria, Rovigo
Evento a cura dell’associazione Ande Cante e Bali

Il Mediterraneo come spazio di incontro tra suoni, danze e voci, con un approccio per tutti. Un momento di festa, con danze regionali e internazionali e con particolare attenzione alle tradizioni mediterranee. I presenti saranno invitati a partecipare attivamente, animando la piazza con movimenti e ritmi condivisi. 

La piazza diventa, come è sempre stato sin dall’antichità, un luogo d’incontro, inclusivo e sostenibile, in linea con un’idea di cultura diffusa e partecipata.

Olimpiadi, da Olimpia a Milano-Cortina

Lunedì 25 maggio, ore 17:30 – Sala della Gran Guardia, Rovigo

Con Andrea Borgato, atleta e campione paralimpico FITET – Federazione Italiana Tennis Tavolo

Con la professoressa Pia Poliero, Docente di Scienze Motorie e Past President di Panathlon.

In collaborazione con l’Assessorato allo Sport del Comune di Rovigo.

Un viaggio affascinante nella storia dello sport: dalle Olimpiadi dell’antica Grecia fino alla nascita dello sport moderno tra Settecento e Ottocento. Un evento pensato per raccontare come competizione, valori e cultura si siano evoluti nel tempo, fino alla rinascita dei Giochi grazie a Pierre de Coubertin. Parleremo anche delle Olimpiadi Invernali, la cui prima edizione si è disputata in terra francese nel 1924 e delle Paralimpiadi, nate per promuovere inclusione e nuove possibilità, e del loro potente significato simbolico, diverso ma complementare a quello olimpico.

Un focus speciale sarà dedicato a Roma: dalle Olimpiadi del 1960 alle prime Paralimpiadi ufficiali, un momento storico che ha segnato per sempre il mondo sportivo. Un’occasione per riscoprire i valori autentici dello sport: rispetto, inclusione e la capacità di unire popoli, culture e storie diverse sotto un’unica, grande passione. Sarà presente, come ospite d’eccezione, Andrea Borgato, atleta paralimpico di tennis tavolo, attualmente alla 14esima posizione nel ranking mondiale IPTTC di categoria Classe 1 e ottava nel seeding del torneo paralimpico. Ha partecipato alle Paralimpiadi di Londra 2012, Rio 2016, Tokyo 2020, Parigi 2024, raggiungendo la nona posizione a Londra e la quinta posizione nelle ultime tre competizioni.

Mediterraneo: ambiente e clima tra passato e presente

Martedì 26 maggio, ore 17:30 Sala Arazzi, Palazzo Roncale, Rovigo

Stefano Lugli, geologo e professore dell’Università degli Studi di Moderna e Reggio Emilia e Gabriele Nenzioni, Direttore del Museo della Preistoria “L. Donnini” di San Lazzaro di Savena, Bologna dialogano con Carlo Peretto, professore onorario dell’Università degli Studi di Ferrara.

Dalla crisi di salinità del Mar Mediterraneo, quasi 6 milioni di anni fa, ai gessi dell’Appennino ora patrimonio dell’UNESCO, l’indagine geologica all’esterno e all’interno delle montagne svela i cambiamenti climatici del nostro pianeta dovuti a cause astronomiche. Esploreremo gli strati e i cristalli di gesso alla scoperta delle tracce dei cicli arido-umido che si ripropongono nel bacino del Mediterraneo, indotti dal monsone africano, con una frequenza attorno ai 25.000 anni. Alla complessità della formazione evaporitica fanno riscontro le recenti indagini sull’età dei diversi fenomeni carsici, anche ipogei, alcuni dei quali descritti per la prima volta al mondo.  Le cavità carsiche più antiche contengono una fauna continentale di riferimento mondiale risalente al tardo Miocene fino ad arrivare ad epoche più recenti come per l’Uomo di Neandertal e per i resti archeologici di età preistorica che hanno contribuito a formare gli albori della paletnologia italiana nella seconda metà del XIX secolo. In epoca romana, alcune grotte naturali furono trasformate in miniere per l’estrazione di splendidi cristalli trasparenti di gesso da utilizzare nelle finestre al posto del vetro, il lapis specularis. Grazie al fermento culturale che caratterizzò l’Italia nel XVII secolo e alla vicinanza di eminenti università, l’insieme dei contenuti geologici, ambientali e antropici è stato il primo studiato al mondo ed è oggi il più studiato in assoluto.

PREMIAZIONE Concorso letterario “Sergio Garbato” – XI edizione

27 maggio 2026, ore 17:30 Urban Digital Center, Rovigo

A cura di Fondazione Banca del Monte di Rovigo per la scuola

Premiazione del concorso che vede protagonisti gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado del territorio provinciale e i loro racconti. Il concorso letterario della Fondazione Banca del Monte di Rovigo, intitolato dal 2018 al mai dimenticato Sergio Garbato, promuove e valorizza l’espressione personale dei giovani e la scrittura. Tra i venti finalisti presentati al pubblico, saranno tre i racconti proclamati vincitori. Durante la cerimonia conosceremo inoltre gli istituti scolastici della provincia che hanno partecipato con i migliori elaborati.

Il Mediterraneo: un mare di opportunità e sfide

28 maggio 2026, ore 18:00 Palazzo Angeli, sede del CUR, Rovigo

Salvatore Capasso, economista e professore dell’Università “Partenope” di Napoli, dialoga con Cristina Fioravanti.

Il Mediterraneo è oggi uno dei principali crocevia delle trasformazioni globali. Spazio di connessione tra Europa, Africa e Medio Oriente, concentra in forma amplificata le tensioni del nostro tempo: competizione geopolitica, transizioni energetica e digitale, squilibri demografici, fragilità istituzionali e nuove forme di interdipendenza economica. Lontano dall’essere una periferia, il Mediterraneo si configura sempre più come un laboratorio strategico in cui si ridefiniscono equilibri, poteri e traiettorie di sviluppo. La presentazione propone una lettura integrata delle dinamiche economiche e geopolitiche dell’area, mettendo in evidenza le persistenti asimmetrie tra le due sponde del mare. Da un lato economie mature, caratterizzate da crescita lenta e invecchiamento demografico; dall’altro Paesi più giovani e dinamici, ma segnati da fragilità strutturali, instabilità politica e limitata capacità di trasformare il potenziale demografico in sviluppo sostenibile. 

In questo contesto la geoeconomia assume un ruolo crescente: infrastrutture, energia, commercio e logistica emergono come strumenti centrali di competizione e cooperazione, mentre le crisi e i conflitti in atto accentuano l’incertezza, ma aprono anche nuove opportunità di riposizionamento strategico. La trasformazione delle sfide mediterranee in opportunità richiede un cambio di paradigma: dalla gestione emergenziale a una strategia di lungo periodo fondata su integrazione, co-sviluppo e governance condivisa.

Turiste NON per caso. Un viaggio lento attraverso i deserti che si affacciano sul Mediterraneo

29 maggio 2026, ore 17:00Sala della Gran Guardia, Rovigo

Con le professoresse Elisabetta Lorenzetti e Livia Casetta

Da un incontro casuale un pomeriggio di Natale di qualche anno fa alla stazione di Rovigo all’esplorazione del mondo. Così, Elisabetta e Livia, insieme a suo marito Gilberto, si sono trovate nel capoluogo polesano e ritrovate nel deserto Algerino. Da quell’incontro, oltre ad una solida amicizia, è nato un patto: quello che spesso avviene tra i viaggiatori. In un mondo di corsa, il deserto diventa la meta ideale per ritrovarsi e ripartire. L’incontro sarà quindi un viaggio affascinante, alla scoperta del deserto non solo come meta, ma anche come modalità di viaggio e di esperienza, per far scattare, negli uditori, la voglia di partire, la curiosità di scoprire.

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