ROVIGO – L’Associazione Civica per Rovigo ed i consiglieri comunali della Lista con Edoardo Gaffeo Sindaco replicano alle grida di sdegno della minoranza e di una parte del Partito democratico in merito alla proposta di demolizione di Casa Serena avanzata dal sindaco in riunione capigruppo la scorsa settimana.
“Stucchevoli e anche un po’ naïf gli attacchi e la condanna alle intenzioni per una proposta che poteva essere discussa serenamente nei luoghi deputati alla politica, da capigruppo, commissioni e consiglio comunale. Poteva essere un’occasione di approfondimento e comprensione per chi si ostina a tenere la testa sotto la sabbia per non capire, o non ammettere, le responsabilità di un accordo di programma che non si è concretizzato” affermano dalla associazione civica ribadendo quanto aveva già anticipato la presidente Claudia Biasissi (LEGGI ARTICOLO).
“Arriva sui tavoli della politica un ragionamento e… apriti cielo! Non si può perdere l’occasione di urlare allo scandalo per convenienza politica in aria di campagna elettorale. Un grido che parte dalla Lega (che controlla le scelte di Regione, Ulss 5 ed Ater), dalla minoranza consiliare e anche da chi, pur dall’esterno del consiglio, si considera legittimato a intervenire in nome di un partito che alle prossime amministrative ambisce ad esprimere almeno un assessore: poco importa se ci saranno o no consiglieri, come ad Adria, l’importante è governare” affermano riferendosi a Forza Italia guidata in città da Andrea Bimbatti, presidente dell’azienda pubblica Polaris che si occupa di rifiuti speciali.
“Relativamente alla questione Iras, Maniezzo (ed altri) (LEGGI ARTICOLO) discutono questioni di competenza regionale quali la gestione della casa di cura e la perdita di posti di lavoro, “dimenticando” l’unico tema che riguarda veramente la nostra comunità e che, pertanto, ci compete, ovvero la restituzione di Casa Serena al Comune: l’immobile è di proprietà del Comune ma in uso ad Iras in virtù di una convenzione che si ritiene ancora in essere, motivo del ricorso al Tar.
Il grande lavoro progettuale fatto un anno fa con Ater, Regione e Ulss andava in questa direzione e avrebbe consentito di risolvere i problemi del nostro Comune: riappropriarsi dell’immobile in maniera legittima, alleviare i conti di Iras (che la legge vieta di “aiutare” in quanto soggetto in grave sofferenza) e recuperare un vuoto urbano dando nuova vita e funzioni di pubblica utilità allo stesso.
Il fallimento della trattativa non è del sindaco, ma di chi a fine dicembre 2022 non ha portato in consiglio comunale la proposta elaborata in Prefettura e già condivisa da tutti i soggetti, nei tempi previsti per l’accordo. È bene ricordarlo, ogni tanto. Una proposta trasmessa a tutti, nella sua forma definitiva, che doveva solo essere approvata dal consiglio comunale per evitare quanto poi è accaduto: la mancata sottoscrizione dell’accordo nei termini che ha consentito a Regione, Ater e Ulss 5 (soggetti estranei agli interessi del Comune) di apportare al testo modifiche tali da stravolgerlo al punto di renderlo irricevibile e farlo bocciare dallo stesso consiglio comunale” ricordano i consiglieri comunali ed i componenti dell’associazione civica.
“Vorremmo che per un momento vi dimenticaste il nome “Edoardo” e il cognome “Gaffeo”, ciecamente da attaccare a tutti i costi per mero interesse elettorale. E che vi immaginaste nelle vesti di “responsabili dei conti di casa”, così come lo sono i nostri amministratori e dirigenti che devono garantire stabile finanziariamente la tenuta del nostro Comune, la casa di tutti noi cittadini, e fare il bene di questa.
Con una simile responsabilità sulle spalle, la prospettiva cambia, vero?
Per inciso: demolire un immobile che ha una funzione non utilizzabile dal Comune (la Regione non ne ha cambiato la destinazione d’uso), inagibile per quella destinazione (Casa Serena era in deroga anche quando utilizzata e con la presenza degli ospiti di Iras), staticamente non conforme alla normativa antisismica (da adeguare), in abbandono e senza manutenzione da anni (Iras non ha investito su Casa Serena, fatto salvo il progetto di trasformarla in mensa di comunità, fallito), e che nessuno vuole (non lo voleva il Comune quando l’ha prestato ad Iras e non lo vuole Iras che l’ha abbandonato perché lo considerava un buco nero nel proprio delicato bilancio), avrebbe consentito di eliminare l’oggetto di una convenzione ancora in vigore, quella per la gestione di Casa Serena, e così la convenzione stessa” spiegano dalla maggioranza.
“Dopo la demolizione, liberi dai vincoli della convenzione in essere che ci lega mani e piedi, sarebbe stato possibile trovare il modo di “girare” a Iras il residuo dei famosi 3,2 milioni (1,6 milioni circa, presumibilmente). L’idea non piace? Ce ne faremo una ragione e ci terremo una struttura che la Regione non ci consente di usare per altri scopi.
Per chi grida, evidentemente va bene così” concludono dalla Civica per Rovigo ed i consiglieri della Lista Gaffeo.

















