L'analisi di Unioncamere del Veneto evidenzia un comparto industriale regionale in crescita. Le imprese rodigine registrano risultati superiori alla media del Veneto, con un forte aumento del fatturato, degli ordinativi esteri e dei giorni di lavoro garantiti.
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ROVIGO – Segnali incoraggianti per l’industria manifatturiera del Polesine. I dati di VenetoCongiuntura, diffusi da Unioncamere del Veneto, fotografano un secondo trimestre 2026 positivo per il sistema produttivo regionale e, in particolare, per la provincia di Rovigo, che registra performance superiori alla media veneta in quasi tutti gli indicatori economici.

L’indagine è stata condotta su un campione di 2.265 imprese venete con almeno 10 addetti, di cui 74 aziende della provincia di Rovigo e 238 della Città metropolitana di Venezia.

Veneto: produzione e fatturato in crescita

Nel complesso, il sistema manifatturiero veneto conferma una buona capacità di tenuta. Nel secondo trimestre del 2026 la produzione industriale cresce dell’1,2% rispetto al trimestre precedente e del 3,3% su base annua.

La crescita è trainata soprattutto dai comparti a più alta intensità tecnologica, come macchine elettriche ed elettroniche (+6,3%), gomma-plastica (+5,7%) e mezzi di trasporto (+5,3%). Più contenuta invece la dinamica dei settori tradizionali, con il tessile-abbigliamento fermo al +0,3% e il comparto marmo, vetro e ceramica stabile.

Il grado medio di utilizzo degli impianti si attesta al 72%, mentre gli ordini garantiscono mediamente 64 giorni di produzione. Positivo anche il fatturato (+2,7%) e gli ordinativi, in aumento sia sul mercato estero (+3,0%) sia su quello interno (+2,4%).

Venezia cresce, ma rallenta sugli ordinativi

Nella Città metropolitana di Venezia, il campione di 238 imprese, pari a 7.552 addetti, evidenzia un andamento congiunturale simile a quello regionale, ma una crescita tendenziale meno brillante, influenzata dalle difficoltà del sistema moda e del comparto alimentare.

La produzione aumenta dell’1,3% rispetto al trimestre precedente e del 2% su base annua. Il grado di utilizzo degli impianti sale dal 69% al 72%, mentre il fatturato cresce del 3,2%, sostenuto soprattutto dall’export.

Più contenuto invece l’andamento degli ordinativi, con una crescita dell’1,9% sul mercato estero e dell’1,6% su quello interno. I giorni di produzione assicurati dagli ordini scendono a 58, sei in meno rispetto alla media regionale.

Le previsioni per il trimestre successivo restano positive ma più prudenti: il 45% degli imprenditori prevede un aumento della produzione e il 44% un incremento del fatturato, mentre le aspettative risultano più caute per gli ordinativi, in particolare quelli provenienti dai mercati esteri.

Rovigo sopra la media regionale

È però la provincia di Rovigo a distinguersi nel panorama veneto. Le 74 imprese manifatturiere analizzate, che occupano 2.708 addetti, mostrano un andamento particolarmente dinamico, pur considerando che la ridotta dimensione del campione può amplificare le variazioni statistiche.

La produzione industriale cresce dell’1,4% rispetto al trimestre precedente e del 3,4% su base annua, mentre il grado di utilizzo degli impianti raggiunge il 71%.

Ancora più significativa la crescita del fatturato, che segna un incremento del 4,5%, superiore alla media regionale.

Molto positivi anche gli ordinativi, soprattutto quelli provenienti dall’estero, in aumento del 5,3%. Anche il mercato interno mostra un andamento favorevole con un +3,4%, circa un punto percentuale sopra la media del Veneto.

Particolarmente rilevante il dato relativo ai giorni di produzione garantiti dagli ordini, che raggiungono quota 84, ben 20 giorni in più rispetto alla media regionale.

Fiducia anche per il trimestre estivo

Le prospettive degli imprenditori rodigini restano improntate all’ottimismo, seppur con maggiore prudenza rispetto ai mesi precedenti.

Il 48% delle imprese prevede un aumento della produzione nei prossimi tre mesi, il 51% stima una crescita del fatturato e il 50% si attende un incremento degli ordinativi provenienti dall’estero. Per il mercato interno prevalgono invece aspettative di stabilità.

Nel complesso, i dati confermano la buona capacità di reazione del comparto manifatturiero polesano, che nel secondo trimestre del 2026 si colloca tra le realtà più dinamiche del Veneto, sostenuto dalla crescita del fatturato, dall’espansione dell’export e da un portafoglio ordini particolarmente solido.

 

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