Il presidente della Regione Veneto condanna con fermezza le intimidazioni rivolte a Monica Sambo, Chiara Luisetto e Anna Maria Bigon: «La violenza delle parole è una forma di aggressione»
⭐ Aggiungi Rovigo.News alle tue fonti preferite su Google News e ricevi ogni giorno le notizie del Polesine.

VENEZIA – «Esprimo la mia piena solidarietà alle consigliere regionali Monica Sambo, Chiara Luisetto e Anna Maria Bigon per le minacce ricevute sui social. Sono parole inaccettabili, che condanno con assoluta fermezza, tanto più gravi perché pronunciate in riferimento alla morte di una donna vittima di femminicidio».

È quanto afferma il presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani, intervenendo sulle minacce rivolte attraverso i social alle tre consigliere del Partito Democratico in Consiglio regionale.

«La violenza non può mai trovare spazio, né nella vita reale né tantomeno attraverso i social, dove troppo spesso qualcuno pensa di poter utilizzare l’anonimato o la distanza dello schermo per rivolgere minacce e intimidazioni – sottolinea Stefani –. La violenza delle parole è una forma di aggressione e non può essere minimizzata o considerata una semplice provocazione».

Il presidente regionale ribadisce quindi la propria vicinanza alle tre esponenti del Pd, sottolineando l’importanza del ruolo svolto da chi ricopre incarichi istituzionali.

«Rivolgo alle consigliere il mio sostegno, nella convinzione che chi svolge un ruolo istituzionale e si impegna quotidianamente per la tutela dei diritti e della comunità debba poterlo fare senza essere oggetto di minacce o intimidazioni», afferma.

Stefani esprime inoltre piena fiducia nell’operato delle autorità, auspicando che il responsabile delle minacce possa essere identificato rapidamente.

«Mi auguro che l’autore del commento possa essere rapidamente individuato dalle autorità competenti e che risponda delle proprie azioni nelle sedi previste dalla legge – conclude il presidente della Regione –. Di fronte ad episodi di questo genere non ci possono essere ambiguità: la libertà di espressione non può diventare un alibi per minacciare o intimidire altre persone».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

Ultime notizie