ROVIGO – Bimbi piccoli rimasti senza un padre con famiglie monoreddito, uomini usciti di casa per andare al lavoro, e mai più tornati. Una piaga che ha scosso il Polesine, lodevole iniziativa delle organizzazioni sindacali di Rovigo. Lavoratori somministrati, in qualche caso di ditte in un subappalto, una tragedia senza fine.
Un atto concreto di solidarietà per non lasciare sole le famiglie colpite da una tragedia che continua a ripetersi. Cgil, Cisl e Uil di Rovigo hanno avviato una raccolta fondi a favore dei familiari delle vittime di infortuni mortali sul lavoro, dopo un 2025 drammatico che ha visto nove morti nella sola provincia polesana, il dato più alto del Veneto in rapporto alla popolazione attiva.
L’iniziativa rientra nel percorso annunciato dalle organizzazioni sindacali lo scorso novembre, dopo una sequenza di infortuni mortali che ha acceso i riflettori su un’emergenza strutturale. Presidi davanti alla Prefettura, incontri istituzionali, scioperi e una fiaccolata hanno scandito questi mesi, ma ora i sindacati scelgono di affiancare alla mobilitazione un gesto tangibile di vicinanza.
“Siamo in zona rossa – ha spiegato Gino Gregnanin, coordinatore della Uil di Rovigo –. Nel 2025 in Veneto ci sono stati 111 morti sul lavoro, 32 in più rispetto al 2024, e a Rovigo ne contiamo nove. Dopo scioperi, presidi e tavoli istituzionali, abbiamo sentito il bisogno di fare un atto concreto verso i familiari delle vittime, che troppo spesso, passato il momento della tragedia, rimangono soli“.
Un dramma che non può essere archiviato come una fatalità. “Nove infortuni mortali sono qualcosa di fuori da ogni logica, quasi scandaloso – ha sottolineato Samuel Scavazzin, segretario generale della Cisl Padova Rovigo –. Come sindacato confederale abbiamo alzato il livello dell’attenzione con presidi e iniziative, ma accanto alla denuncia serve anche un aiuto reale. Perché oltre al dolore per chi se ne va, spesso resta una famiglia che perde l’unica fonte di reddito, con conseguenze sociali gravissime”.
Il fondo nasce proprio da questa consapevolezza. “I numeri ci dicono che non è solo un problema polesano – ha aggiunto Pieralberto Colombo, segretario generale della Cgil di Rovigo – ma è innegabile che la nostra provincia abbia oggi la più alta incidenza di morti sul lavoro rispetto alla popolazione attiva. Abbiamo purtroppo constatato che, superata l’ondata emotiva iniziale, le famiglie rischiano di essere abbandonate a se stesse, anche in situazioni economicamente drammatiche”.
Le somme raccolte saranno consegnate pubblicamente ai familiari delle vittime entro la fine del 2026, mentre anche Cgil, Cisl e Uil contribuiranno con risorse proprie, invitando cittadini, lavoratori e imprese a fare altrettanto.
Come donare
È possibile contribuire al Fondo di solidarietà per le vittime sul lavoro effettuando un bonifico bancario:
IBAN: IT06F0200812210000107400587
Intestatario: Cgil Cisl Uil Rovigo (nel caso in cui l’intestatario venga rifiutato comunque fa fede l’Iban)
Causale: Fondo solidarietà vittime sul lavoro
Un’iniziativa che ribadisce un messaggio chiaro e condiviso dalle tre sigle sindacali: basta morti sul lavoro. Perché la sicurezza non è uno slogan, ma una responsabilità collettiva.

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