In Sala Gran Guardia avvocati e rappresentanti di Forza Italia rilanciano la campagna referendaria sulla riforma costituzionale della giustizia

ROVIGO – Serata partecipata e con una forte presenza di esponenti del centrodestra quella che si è svolta alla Sala Gran Guardia di Rovigo, dove è stata presentata ufficialmente la sezione rodigina del Comitato nazionale “Cittadini per il Sì”, impegnato nella campagna referendaria per la modifica costituzionale legata alla cosiddetta riforma della giustizia (LEGGI ARTICOLO).

All’incontro erano presenti il presidente del comitato di Rovigo Giorgio Crepaldi, avvocato, la vicepresidente Lucia Merlin, anche lei avvocato, il deputato di Forza Italia Piergiorgio Cortelazzo e il coordinatore provinciale azzurro Andrea Bimbatti oltre a diversi esponenti politici locali come i consiglieri comunali Paolo Avezzù e Aniello Piscopo.

L’obiettivo dichiarato è quello di informare i cittadini e sostenere le ragioni del “Sì”, in particolare sui temi della separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante e sul nuovo assetto del Consiglio Superiore della Magistratura.

Piergiorgio Cortelazzo (Forza Italia)

Domanda: a Rovigo si presenta il già nato Comitato Cittadini per il Sì, che propone il sì al quesito referendario per la modifica costituzionale, cosiddetto referendum della giustizia. Onorevole, le motivazioni del sì sono insite all’interno della storia di Forza Italia e di tutto quanto ha vissuto il presidente Silvio Berlusconi. Oggi presentiamo a Rovigo il Comitato, cosa ci può dire?

Risposta: intanto ringrazio il Comitato per l’invito, chiaramente, perché è un comitato che, come si evince anche dalla rappresentazione del logo, non ha riferimenti legati a partito o a partiti.
Sì, è una battaglia trentennale per quanto riguarda il movimento di Forza Italia, cappeggiata dal suo fondatore Berlusconi, che ha sempre avuto questa posizione di separare le carriere tra magistrato inquirente e magistrato giudicante.

Le motivazioni per sostenere il sì sono ovviamente molteplici. L’auspicio è che ci sia la massima partecipazione, perché quando si va a consultare i nostri concittadini su una modifica costituzionale, perché non è una legge ordinaria, l’auspicio è che ci sia la massima partecipazione.

Sosteniamo le ragioni del sì per una motivazione molto semplice, al di là di tutta una serie di situazioni molto tecniche e tecnicistiche dal punto di vista giuridiche. Si ritiene che la ancora maggiore imparzialità del giudice, che già lo è adesso, ma dal punto di vista carrieristico, se il magistrato giudicante e il magistrato inquirente hanno carriere separate e che non possono essere poi confluenti, per il cittadino, per il sistema giustizia c’è ancora più la percezione di una possibilità di non pestarsi i piedi tra colleghi.

Domanda: di fatto sono colleghi dello stesso sistema, il referendum chiede che questi due magistrati appartengano a due ordinamenti diversi, tanto che avranno due consigli superiori alla magistratura diversi. Quello che sembra una cosa di buonsenso viene considerato inutile dai sostenitori del No, ma i sostenitori del Sì affermano che la cosa più straordinaria di questa riforma è il sorteggio dei componenti del CSM per azzerare il potere di corrente.

Risposta: certo, e per capirci, perché altrimenti si rischia di banalizzare. Non stiamo parlando che il sorteggio avviene su chi passa per strada: c’è un albo dove vengono richiesti requisiti, anzianità, competenza e quant’altro, per cui ovviamente è sempre all’interno di magistrati o giudici.

Le citazioni da parte dei sostenitori del No che dicono che il rischio è che non vengono premiati quelli che hanno più consenso all’interno delle correnti, è una non verità perché si viene sorteggiato all’interno di un albo dove ci sono prerequisiti ben chiari.

È chiaro che anche questa è una rivoluzione, perché oggi il Consiglio Superiore della Magistratura determina i conferimenti delle altissime cariche, decide chi fa il procuratore di Napoli, di Milano, di Venezia, di Roma.

È comprensibile anche le ragioni del No sostenute da una buona parte dell’ANM, perché se dovesse passare questo tipo di proposta, il loro potere interno è quasi azzerato.

Giorgio Crepaldi (Presidente Comitato “Cittadini per il Sì” Rovigo)

Domanda: quale è la necessità di aprire un ulteriore Comitato per il Sì?

Risposta: intanto ringrazio tutti i presenti in questa serata, perché è un momento che vuole essere un momento di confronto e di scambio di idee, idee volte ovviamente a sostenere il sì a questa riforma.

Questa è una riforma per una giusta giustizia, che concretizza un principio semplice: parità delle parti davanti ad un giudice terzo e imparziale. L’accusa e la difesa sullo stesso piano, con le stesse prerogative, con le stesse possibilità e con gli stessi limiti.

Due parti, solamente due parti, che stanno su uno stesso piano possono confrontarsi in maniera equa e corretta davanti a un giudice che deve essere sereno, libero e imparziale di prendere la decisione giusta.

Domanda: Quali sono le differenze tra un avvocato che difende un imputato e un pubblico ministero che dovrebbe lavorare nell’interesse dell’imputato, ma che di fatto viene considerato la pubblica accusa?

Risposta: la prima differenza è concettuale e purtroppo dobbiamo riuscire a superarla. Troppo spesso c’è l’idea che se sei davanti al giudice qualcosa avrai fatto, in realtà la nostra Costituzione non dice questo.

La nostra Costituzione dice: tu sei davanti al giudice da innocente ed è la pubblica accusa che deve dimostrare che io qualcosa ho fatto. Io mi difendo da ciò che gli altri devono provare, non da ciò che io ho fatto.

La presunzione di innocenza è un principio cardine.

L’altra differenza è pratica: pensiamo solo al fatto che le procure sono spesso collegate al piano superiore dei tribunali, la difesa invece è collocata nel suo studio. Io per vedere un fascicolo devo prendere un appuntamento, recarmi in tribunale, chiedere copie, pagare, tornare ed elaborare la difesa.

Si è provato a superare queste difficoltà con il telematico, ma non ci siamo ancora arrivati compiutamente. Pensate invece la differenza di chi può avere tutto questo scendendo semplicemente le scale.

L’incontro di Rovigo segna dunque l’avvio ufficiale della campagna del Comitato “Cittadini per il Sì” anche in Polesine, con l’intenzione di portare nelle prossime settimane momenti informativi e iniziative pubbliche in vista del voto referendario.

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