ROVIGO – Nel 2021 (ultimi dati Inail disponibili) 83 le denunce di malattie professionali in agricoltura presentate in provincia di Rovigo. Addirittura soltanto 45, invece, nel 2020. “Questi numeri ci restituiscono una fotografia che stona con la realtà dei fatti – sottolinea Cia Veneto – Quello dell’agricoltore è un mestiere che comporta, ancor oggi, un’importante usura fisica. Probabilmente gli stessi operai non sempre riconoscono il fatto che determinate problematiche fisiche derivano proprio dal particolare lavoro che svolgono”.
Negli scorsi mesi la Cia, peraltro, ha predisposto un monitoraggio ad hoc a livello regionale. “Stando a quanto emerso dalla rilevazione – commenta il responsabile del Patronato Inac-Cia Veneto, Luciano Bozzato – registriamo un incremento di patologie quali l’asma e i tumori alle cute, alla trachea e alle pleura”. Fra le altre malattie professionali più diffuse in agricoltura, il Patronato Inac Cia Veneto segnala inoltre disturbi dei dischi intervertebrali, entesopatie periferiche, mononeuriti dell’arto superiore e mononeuriti multiple, sordità, spondilosi, disturbi dei tendini. Oltre ad artrosi, lesioni interne del ginocchio, disturbi dell’orecchio, traumatismo dei nervi periferici del cingolo scapolare e dell’arto superiore. “Bisogna far passare il messaggio di una maggiore consapevolezza fra gli agricoltori. A tale riguardo giova ricordare che il Patronato Inac è disponibile, mediante operatori e medici legali, a valutare la posizione di ogni singolo lavoratore”.
Non solo. “Rafforzare la sicurezza del settore, avere precise garanzie sulle tutele legate al benessere dei lavoratori agricoli, comprendere il perimetro del sistema assicurativo – continua Bozzato – È questa la strada da intraprendere al fine di offrire le giuste garanzie ai lavoratori”. Stupisce che “nonostante lo scenario inequivocabile rappresentato e supportato dalle cifre, l’agricoltura non sia considerata tra le attività gravose e usuranti. Di conseguenza è rimasta tagliata fuori dai beneficiari dell’Ape sociale e della pensione anticipata per i precari”. Forme di aiuti e finanziamenti sono stati sì attivati negli anni scorsi sia dal Governo che dall’UE. Tuttavia, conclude Bozzato, “spesso tali contributi non giungono fino alle piccole aziende, per tradizione la stragrande maggioranza in Polesine. Non è corretto, infatti, prevedere gli stessi bandi di gara per imprese che fatturano milioni di euro e per quelle con dei bilanci inferiori a 15mila euro”.

















