Il documento è stato redatto dall’avvocato Matteo Ceruti consigliere di Italia Nostra sezione di Rovigo, l’iniziativa punta a bloccare il decreto legge

ADRIA (Rovigo) – Dopo la manifestazione “No trivelle” di Adria (RO) (LEGGI ARTICOLO) di Sabato 3 Febbraio 2024 alla quale hanno partecipato 27 Sindaci Polesani, insieme all’Assessore Regionale Cristiano Corazzari, tre Consiglieri Regionali Laura Cestari, Elena Ostanel e Andrea Zanoni, il Vice Presidente della Provincia di Rovigo Graziano Azzalin, alcune classi di allievi degli Istituti scolastici di Adria e più di 500 persone fra cittadini di vari paesi e città polesane, le Associazioni ambientaliste, i Comitati ambientalisti locali della provincia di Rovigo, della provincia di Padova e di Venezia, che è stata promossa dal Sindaco di Adria Massimo Barbujani, dal Presidente del Parco del Delta del Po Veneto Moreno Gasparini e dal Coordinamento Polesine No Trivelle, è stato inviato Lunedì 5 Febbraio 2024 da Italia Nostra sezione di Rovigo il documento e il modulo raccolta firme “Richiesta al Presidente della Repubblica di non promulgare la legge che autorizza le trivellazioni in Alto Adriatico” a tutti i Sindaci, a tutte le istituzioni, alle categorie produttive, ai Comitati ambientalisti del Polesine.

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L’appello di condivisione del documento è partito durante la manifestazione dal Sindaco di Adria ed è stato ripreso in quasi tutti gli interventi istituzionali.

Il documento redatto dall’avvocato Matteo Ceruti consigliere di Italia Nostra sezione di Rovigo è stato ancor prima dell’approvazione del decreto energia, inviato dall’Associazione Italia Nostra ai parlamentari tutti, con la speranza che il decreto non fosse convertito in legge.

Il decreto 9 Dicembre 2023, n° 181, recante disposizioni urgenti per la sicurezza energetica del paese, la promozione del ricorso delle fonti rinnovabili di energia, il sostegno alle imprese a forte consumo di energia e in materia di ricostruzione nei territori colpiti dagli eccezionali eventi alluvionali verificatesi a partire dal 01 Maggio 2023, come modificato in sede referente dalle commissioni riunite VIII ambiente e X attività produttive, invece con voto di fiducia, è stato approvato dal Senato della Repubblica il 31 Gennaio 2024.

È nata quindi la necessità di inviare una richiesta urgente al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinché questa legge non venga promulgata. Da qui quindi l’iniziativa si raccogliere tante firme per fare in modo che l’appello al Presidente della Repubblica sia forte e che dimostri la grande contrarietà dei Veneti ma in particolare degli abitanti del Polesine a nuove trivellazioni in Alto Adriatico.

Dal documento “Quel che è certo è che con la conversione in legge del DL 181/2023 (si veda il nuovo art. 16, comma 3, del d.lgs. 17/2023 convertito nella legge 34/2022, come ora modificato dall’art. 2 del DL n. 181/2023 da ultimo convertito in legge) nel tratto di mare oltre le 9 miglia dalla costa compreso tra il 45° parallelo e 40 km più a sud, ossia tra Taglio di Po e Comacchio, d’ora in poi sarà possibile estrarre gas naturale non solo in deroga alla fascia di rispetto che esiste nel resto d’Italia, ma addirittura all’interno delle aree marine e costiere “a qualsiasi titolo protette”, ossia in forza di leggi regionali e nazionali, ma anche in attuazione di atti dell’Unione europea e persino di Convenzioni internazionali.

È infine semplicemente paradossale che una normativa approvata con lo scopo, tra l’altro, di favorire la ricostruzione nei territori colpiti dagli eventi alluvionali del maggio dello scorso anno, rischi di incentivare nuove alluvioni in Polesine.  

Il rischio è che anche un ulteriore minimo abbassamento del territorio, combinato con l’innalzamento del livello del mare dovuto al cambiamento climatico, porti a non rendere più gestibile il lavoro dei consorzi di bonifica, danneggi l’ambiente, le attività economiche importanti quali il turismo per l’erosione delle spiagge, la mitilicoltura e l’agricoltura per l’ingresso del mare in aree sempre più vaste.

È cieco inoltre pensare che la transizione energetica si faccia passando dal gas e men che meno dalle scarse risorse dello stesso nel sottosuolo nazionale che non garantirebbero né prezzi bassi e neppure autosufficienza se non per qualche mese.

Insistere sulla via delle trivelle e sul gas è, anzi, il voler mantenere in prospettiva la dipendenza energetica dalle forniture di Paesi stranieri e, nel contempo, provocare gravi danni socio-economici ed ambientali al nostro Paese”.

Il Coordinamento Polesine No Trivelle ha subito aderito e sottoscritto il documento di Italia Nostra sottolineando che con la conversione in legge del decreto energia il Delta del Po diventa l’area meno tutelata al mondo. Fanno parte del Coordinamento Polesine No Trivelle i comitati ambientalisti a difesa dell’ambiente e del territorio polesano, alcuni comitati della provincia di Padova e Venezia, le associazioni ambientaliste della provincia di Rovigo Italia Nostra sezione di Rovigo, Legambiente Rovigo, Lipu Rovigo, WWF Rovigo, FIAB Rovigo.

Il documento da inviare al Presidente della Repubblica e le firme raccolte dovranno pervenire a Italia Nostra sezione di Rovigo entro 30 giorni a partire dal 5 Febbraio 2024. Nella speranza che questa iniziativa che è partita proprio Sabato 3 Febbraio con il banchetto di raccolta firme durante la manifestazione ad Adria si moltiplichi e diventi una azione civica e ambientale decisiva e un appello forte di tanti polesani e altri perché la legge non venga promulgata, invitiamo quante più persone possibili a farsi promotori di raccolta firme.

2 Comments
    1. Italia Nostra ha inviato i moduli in tutti i Comuni. Dalla prossima settimana (lunedì 12 febbraio) il comitato farà le opportune verifiche per capire se si possa effettivamente firmare la petizione.

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