Assenti per dire No ad un disastro ambientale annunciato per il Delta il mondo del credito cooperativo locale con Banca Adria ed i rappresentanti di Fratelli d'Italia
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ADRIA (Rovigo) – L’idea è quella di raccogliere migliaia di firme a sostegno del documento che il Presidente di Italia Nostra della provincia di Rovigo Fabio Bellettato ha trasmesso al presidente del Senato Ignazio La Russa, della Camera Lorenzo Fontana, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ai ministri Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente e Sicurezza energetica), Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy) ed ai presidenti di Regione Luca Zaia e Stefano Bonaccini.

Si sono riuniti circa in trecento sabato mattina ad Adria per confermare il categorico No alla ripresa delle trivellazioni in Adriatico per l’estrazione di gas davanti alle coste della provincia di Rovigo (LEGGI ARTICOLO). Rispetto alla stessa iniziativa dello scorso maggio, tenutasi sempre ad Adria, la partecipazione politica è stata ben maggiore.

Organizzata dal Comune di Adria grazie alla Rete dei comitati ambientalisti guidati da Vanni Destro, di cui fa parte anche Polesine No Trivelle, alle associazioni ambientaliste di cui è capofila Italia Nostra, l’evento ha coinvolto una ventina di sindaci da tutto il Polesine. Inoltre, c’era l’assessore regionale al Territorio Cristiano Corazzari (Lega), e con lui i consiglieri regionali Laura Cestari (Lega), Elena Ostanel (Il Veneto che vogliamo) e Andrea Zanoni (Pd), “perchè la difesa del territorio contro la scellerata idea delle estrazioni di gas davanti alle coste polesane non ha colore politico” come ribadito da Cestari.

Vanni Destro

Mancavano il senatore polesano Fdi Bartolomeo Amidei, che ha votato il recente decreto Energia che liberalizza lo sfruttamento di gas in mare davanti al Delta del Po, ed il sindaco di Porto Viro, anche presidente provinciale di Fdi, Valeria Mantovan.

La risposta di pubblico è stata apprezzata dal portavoce del comitato “No Trivelle” Vanni Destro: “Sono molto contento anche che siano presenti delle scolaresche a questo appuntamento”. Nel suo intervento, Corazzari ha voluto rimarcare “l’unità della nostra provincia davanti a questa incombente minaccia. Tutta la nostra giunta ha voluto subordinare ogni sua decisione a certezze scientifiche, e quindi ha attivato un tavolo tecnico-scientifico. Ebbene, la relazione consegnata lo scorso ottobre chiede che non vengano riattivate le trivellazioni”.

Il sindaco di Taglio di Po Layla Marangoni non ha potuto tacere l’assurdità del concomitante convegno organizzato dal segretario Pd Angelo Zanellato: “Il Pd provinciale sta organizzando un incontro nel mio paese, proprio durante questa nostra manifestazione, per dire No alle trivelle. Da soli, perchè loro sono il Pd. Non si fa così, dovremmo essere tutti uniti“.

Arturo Lorenzoni, docente di Economia dell’energia all’Università di Padova, nonché consigliere regionale, ha chiosato: “I cittadini, i comitati spontanei e le associazioni hanno fatto bene a manifestare ad Adria contro le trivellazioni in Alto Adriatico. Si tratta di operazioni che mettono a rischio il loro territorio, come già avvenuto nei decenni scorsi. Sono contrario anche e soprattutto perché il gas è una tecnologia che ci siamo impegnati ad abbandonare per gli elevati costi climatici. Disponiamo di tecnologie alternative rispetto alle quali le imprese venete sono leader internazionali: sosteniamole, invece di guardare al passato mettendo per giunta in crisi il nostro territorio”.

Gli argomenti contro le trivellazioni davanti alle coste polesane sono stati ribaditi con vigore dai manifestanti. La subsidenza causata dalle estrazioni di metano fino agli anni Sessanta del secolo scorso e il conseguente abbassamento del Delta del Po di oltre tre metri sotto il livello del mare.

E’ stato ricordato che andrebbero ricostruiti tutti gli impianti idrovori perché dovrebbero essere abbassati alle nuove quote che saranno prodotte dalle trivellazioni. E’ stato spiegato che le estrazioni, a fronte di effetti ambientali pesantissimi, garantirebbero solo il 2 per cento del fabbisogno nazionale di gas.

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A Taglio di Po, invece, il contemporaneo convegno contro le trivellazioni in Adriatico organizzato dal Partito democratico di Angelo Zanellato dove si è parlato di superare le fonti fossili, ripensare il rapporto tra Polesine e produzione energetica e sfruttare le tecnologie rinnovabili per rilanciare la provincia di Rovigo.

Sono intervenuti, oltre al segretario provinciale Zanellato, la responsabile nazionale del Pd nazionale per conversione ecologica, clima, green economy e Agenda 2030 Annalisa Corrado, il consigliere comunale di Taglio di Po Davide Marangoni ed il responsabile per l’ambiente del Pd Veneto Matteo Favero.

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