“Renoir. L’alba di un nuovo classicismo” dal 25 febbraio a Palazzo Roverella un Renoir inedito fino al 25 giugno 2023 in un mostra davvero originale curata da Paolo Bolpagni

ROVIGO – Sono già 10.000 le prenotazioni raccolte ancor prima di aprire per la mostra dedicata a Pierre-Auguste Renoir (1841 – 1919) a Palazzo Roverella a Rovigo grazie a Fondazione Cariparo, Intesa San Paolo e Comune di Rovigo.
Visitabile da oggi fino al prossimo 25 giugno, raccoglie 47 opere da musei e collezioni private di tutto il mondo, più capolavori dal passato che hanno ispirato Renoir durante il suo secondo periodo artistico.

Renoir è famoso infatti per essere stato uno dei massimi esponenti dell’Impressionismo, ma questa fase della sua carriera fu in realtà piuttosto breve. Dopo il viaggio in Italia del 1881 e 1882 avvenne in lui una rivoluzione creativa che lo portò a rivolgere il suo sguardo al passato.

Partito dalla Venezia di Carpaccio e Tiepolo, ebbe una meta fondamentale a Roma, dove Renoir venne travolto dalla forza della luce mediterranea e sviluppò un’ammirazione profonda per i maestri rinascimentali, in particolare per Raffaello. Prima di terminare a Palermo, il viaggio lo portò nel golfo di Napoli: qui Renoir scoprì le pitture pompeiane e fu soggiogato dai capolavori di arte antica esposti nel museo archeologico. Tutte queste esperienze avviarono in lui una sorta di rivoluzione creativa che lo portò ad abbandonare la tecnica e la poetica impressioniste: impermeabile alle mode del momento, Renoir guardò al passato per sviluppare una pittura neorinascimentale che molti, superficialmente, interpretarono come il tramonto del grande artista dopo gli splendori impressionisti.

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In realtà, come illustra la mostra di Rovigo, era l’alba di un nuovo classicismo, per dipingere in un possente stile neorinascimentale, sviluppando una “moderna classicità” che ne ha fatto il precursore del “richiamo all’ordine” che avrebbe caratterizzato l’arte tra le due guerre

La mostra di Palazzo Roverella apre con il grande studio preparatorio del celeberrimo “Moulin de la Galette” e si concentra su questa seconda fase della sua carriera, mettendo a confronto le sue opere con quelle di artisti italiani come Marino Marini, Carlo Carrà, Giorgio de Chirico, Filippo de Pisis e molti altri.

Moulin de la Galette

Dalla figurazione “neorinascimentale” ai paesaggi della Provenza e della Costa Azzurra, senza trascurare il fil rouge del racconto biografico delle vicende personali dell’artista, anche sulla scia della biografia che il figlio, il grande cineasta Jean, dedicò al padre all’inizio degli anni Sessanta del Novecento.

La mostra sarà aperta dal lunedì al venerdì con orario 9-19, mentre sabato, domenica ed altre giornate festive, l’orario sarà 9-20.

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