Come avviene da molti anni il festival si svolge a Salvaterra (Rovigo) in via dei Partigiani nella Casa della cultura e della legalità. 

BADIA POLESINE (Rovigo) – Come annunciato nella conferenza stampa del 7 luglio, oggi torna il Festival dei Popoli con la 39esima edizione. La manifestazione dal titolo “Oltre i muri?”, è stata presentata ieri in sala consiliare dal presidente del Cdp Remo Agnoletto dalla vice Donatela Traniello e per l’amministrazione comunale dagli assessori Stefano Baldo e Maria Grazia Ragazzini.

Come avviene da molti anni il festival si svolge a Salvaterra in via dei Partigiani nella Casa della cultura e della legalità. 

La rassegna d’incontri, riflessioni e spettacoli promossa dal Centro documentazione polesano si tiene dal oggi 9 luglio al 17 prossimo con un calendario di appuntamenti serali che inizieranno dalle 21 (ingresso libero) nel giardino della villa. Questa sera dunque il via con il lavoro teatrale “Mai a casa” scritto e diretto da Sandro Fracasso, interpretato da Marino Bellini.

Domani, dalle 11.30 circa, ci sarà la quarta edizione di Paciclica, la pedalata polesana per la pace, mentre in serata toccherà alla musica col concerto Libertà e malinconia di Paola Sabbatani con Roberto Bartoli, Tiziano Negrello e Daniele Santimone. 

Lunedì 11 sarà la volta di “L’illusione del mondo aperto”, conversazione con Alfredo Luis Somoza presidente dell’Istituto di cooperazione economica internazionale di Milano. Martedì 12 spazio l’appuntamento sarà con “Informazione e democrazia al tempo di pandemia e guerra” con Roberto Reale (giornalista e scrittore), Monica Andolfatto (segretaria del Sindacato giornalisti Veneto) e Nicola Chiarini (portavoce di Articolo 21 Veneto). Il festival proseguirà mercoledì 13 alla presenza di Jean Pierre Piessou per un Viaggio nei mondi africani senza confini ideologici-geografici. Giovedì 14 assieme a Gianfranco Schiavone si ragionerà su “Vite sospese: la condizione dei migranti nell’età dei muri”.

Il prossimo week-end sarà aperto venerdì 15 dal concerto del gruppo Ottone pesante (tromba, trombone e batteria) a cui seguirà, sabato 16, l’incontro con Raffaele Mantegazza, docente di Scienze umane e pedagogiche all’Università di Milano- Bicocca. Domenica 17 la conclusione: Thierry Parmentier porterà il suo spettacolo di teatro-danza e il segretario generale del Tribunale permanente dei popoli, Gianni Tognoni, terrà l’intervento finale. All’interno della Casa della legalità si potrà visitare l’esposizione fotografica firmata da Beppe D’Alba, Vittorino Zambello e Gabriele Casarin.

Come da tradizione, il Festival dei popoli seguirà un filo conduttore: il tema di quest’anno sarà “Oltre i muri?” Il perché lo hanno spiegato Agnoletto e Traniello: “Sembrava che l’umanità, dopo la pandemia, avesse potuto prendere una via diversa, ma non è stato così”. Vale per la guerra ma anche per il lavoro e i diritti umani.

Remo infine propone una bella riflessione sul concetto di confine. “È una linea di separazione tra due spazi. Nella mitologia da cui si origina la nostra cultura, il confine è rappresentato da un perimetro che chiude uno spazio “proprietario” la cui difesa impegna, senza alcuna remora, il fratricidio: Romolo uccide il gemello Remo che ha osato violare la linea. Nella storia dell’Europa, i confini sono stati pretesto di violenza, originando un modello di nazionalismo aggressivo. La concezione dello Stato competitivo ha spinto l’Onu a dichiarare la non modificabilità dei confini, legittimandone la rigidità come garanzia mentre lo stato di diritto, come in un puzzel, avrebbe condotto ad un mondo pacificato.

Ma l’utopia non basta concepirla: richiede visione e dedizione per impostare la direzione di un cammino e, citando Luigi Ferrajoli, conclude: “È ora di lavorare per una Costituzione per la Terra (e per l’Umanità)”.

Ugo Mariano Brasioli

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