Thierry Parmentier e le considerazioni finali di Gianni Tognoni fanno calare il sipario sulla 39° edizione del Festival dei popoli di Salvaterra presso la “Casa della cultura e della legalità”
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BADIA POLESINE (Rovigo) – Con lo spettacolo nello spettacolo (proiezione e mimo-danzatore) del Golem di Riccardo Joshua Moretti, portato in scena da Thierry Parmentier e le considerazioni finali di Gianni Tognoni è calato il sipario sulla 39° edizione del Festival dei popoli. Il segretario del Tribunale Permanente dei popoli, agganciandosi al filo conduttore della manifestazione, ha invocato la necessità di recuperare oggi più che mai la centralità dell’essere umano.

A tirare brevemente le somme è stato Remo Agnoletto, che ha commentato soddisfatto l’ottimo esito della manifestazione ed i numeri registrati di presenze invitando tutti alla quarantesima edizione del 2023. Il tema-quesito proposto quest’anno “Oltre i muri?”, è stato sicuramente attrattivo, specialmente nella preoccupante contingenza internazionale oggi vissuta.

“È stata una settimana impegnativa ma piena di soddisfazioni” (LEGGI GLI ARTICOLI), ha rilevato il numero uno del Cdp ringraziando tutti i collaboratori, i patrocinatori e il Comune per il sostegno economico.

Ai saluti istituzionali Valeria Targa, ha ricordato l’impegno dell’Amministrazione comunale nel sostenere le attività della “Casa della cultura e della legalità”, accennando anche al progetto di riqualificazione della barchessa e della casa. L’assessore alla Cultura ha dichiarato di sentirsi onorata d’aver partecipato ad una rassegna che per qualità e spessore fa ben figurare anche chi amministra.

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L’edizione 2022, nella villa confiscata alla mafia a Salvaterra, come sempre ha ospitato all’interno dell’edificio una rassegna fotografica, allestita quest’anno con gli scatti di Beppe D’Alba, Gabriele Casarin e Vittorino Zambello. Alla serata conclusiva era presente anche il padre storico del Festival: don Pierantonio Castello.

Ugo Mariano Brasioli

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