Dal 17 giugno al 31 agosto divieto di attività all’aperto tra le 12.30 e le 16 nei settori più esposti. La Regione recepisce le linee guida nazionali e rafforza le misure contro il rischio da stress termico

VENEZIA – Il Veneto corre ai ripari contro l’ondata di calore che sta già interessando le prime settimane dell’estate 2026. Il presidente della Regione del Veneto ha firmato un’ordinanza contingibile e urgente per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori esposti alle alte temperature e alla radiazione solare, recependo le “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore” condivise dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

Il provvedimento, in vigore dal 17 giugno al 31 agosto 2026, introduce il divieto di svolgimento delle attività lavorative all’aperto nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16 nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili e nelle cave, ma solo nelle giornate in cui il sistema di previsione del rischio elaborato dal progetto Worklimate segnali un livello “alto” di esposizione.

Misure attivate solo in caso di rischio elevato

L’ordinanza si applica nei casi in cui, nonostante le misure preventive previste dalla normativa vigente, permangano condizioni di rischio rilevante per la salute dei lavoratori. Restano comunque validi eventuali accordi aziendali che garantiscano standard di tutela equivalenti o superiori.

Sono esclusi dal divieto gli interventi di pubblica utilità, protezione civile e salvaguardia della pubblica incolumità, a condizione che vengano adottate adeguate misure organizzative per ridurre l’esposizione al caldo.

Raccomandazioni e prevenzione

Accanto alle restrizioni operative, la Regione raccomanda di limitare o evitare le attività nelle ore più calde della giornata, soprattutto per i lavoratori impegnati all’aperto o in ambienti non climatizzati.

Particolare attenzione viene richiesta ai datori di lavoro, chiamati ad adottare misure organizzative come la rotazione del personale, la riduzione dei tempi di esposizione e il rafforzamento della sorveglianza sanitaria, utilizzando anche gli strumenti messi a disposizione dal INAIL e dal CNR.

Un percorso già avviato nei mesi scorsi

Il provvedimento si inserisce in una strategia più ampia avviata dalla Regione del Veneto, che a maggio aveva già approvato uno schema di protocollo d’intesa per la gestione del rischio da calore negli ambienti di lavoro, condiviso con istituzioni e parti sociali.

La decisione è stata assunta a seguito della riunione straordinaria del Comitato regionale per la salute e sicurezza sul lavoro, che ha evidenziato la necessità di un intervento immediato e uniforme su tutto il territorio regionale.

L’obiettivo è ridurre l’impatto crescente delle alte temperature su chi lavora all’aperto, in un contesto climatico sempre più estremo e imprevedibile.

“Come organizzazioni sindacali – dichiarano Tiziana Basso, Massimiliano Paglini e Roberto Toigo, segretari generali di Cgil Cisl e Uil Veneto – infatti avevamo ritenuto che il Protocollo calore della Regione contenesse misure insufficienti, a partire dalla mancanza di rinvio alla contrattazione collettiva, a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori esposti alle prossime ondate di calore, da qui la decisione unitaria di non firmarlo e di richiedere invece un’ordinanza contenente misure specifiche come gli stop orari nelle fasce di massimo rischio. Le ondate di calore sono ormai una realtà anche in Veneto, e non possiamo trovarci impreparati a gestirne le conseguenze, mettendo così a repentaglio la salute e la sicurezza dei lavoratori, soprattutto nei settori dell’edilizia e dell’agricoltura, della logistica ma anche per le attività indoor nelle fabbriche. Siamo soddisfatti della decisione della Regione, che – da quanto ci risulta – coglie molte delle richieste delle organizzazioni sindacali: l’ordinanza, infatti, si applica nei casi in cui, nonostante l’adozione delle misure di prevenzione previste dalla normativa vigente e dalle linee guida regionali, permangano rischi rilevanti per la salute dei lavoratori derivanti dall’esposizione al calore. Attendiamo il testo definitivo, convinti che la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori sia la priorità da perseguire”.

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