ARQUÀ POLESINE – BOSARO – L’Ostello Canalbianco torna alla sua vocazione originaria. Dopo un decennio di utilizzo come centro di accoglienza per richiedenti asilo, la storica struttura realizzata nel 2004 grazie a un progetto europeo torna a ospitare attività sportive, sociali e culturali.
Questa mattina la cooperativa Aquathlon, gestore dell’immobile, ha presentato un nuovo accordo con Avis Bosaro e il Circolo ricreativo “Mons. Sicchirollo” di Arquà Polesine. Tre realtà diverse che uniranno forze, volontari e progetti per costruire attorno all’ostello un nuovo polo di comunità, aperto a famiglie, bambini, anziani e associazioni dei due comuni.
Donzelli (Aquathlon): “Riapriamo, passo dopo passo. Sei stanze operative, la sala eventi pronta”
A illustrare il percorso è stato Andrea Donzelli, presidente di Aquathlon, che ha ricordato la storia dell’ostello: “Questo edificio nasce nel 2004-2005 da un accordo di programma tra Arquà Polesine, Bosaro, Rovigo, Pontecchio e la Provincia. Ha ospitato eventi sportivi anche internazionali. Poi, vista la natura ricettiva, per dieci anni è stato affittato alla cooperativa Porto Alegre per l’accoglienza dei richiedenti asilo.”
Un’esperienza che negli anni aveva attirato anche visite istituzionali di rilievo, compresi i complimenti dell’attuale vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini.
Il contratto con Porto Alegre è scaduto nel 2024. La struttura è rientrata al Comune di Arquà Polesine e alla gestione Aquathlon, fino al 2032, ma non senza conseguenze: “Dieci anni di uso intensissimo hanno lasciato segni importanti. Non siamo ancora pienamente funzionali: oggi apriamo la sala ristorante e sei stanze su diciotto. Le altre richiedono interventi che stiamo affrontando su un altro tavolo.”

Un patto con il territorio: attività gratuite per la comunità
Il cuore dell’accordo riguarda la concessione gratuita degli spazi alle attività sociali di Avis Bosaro e del Circolo Sicchirollo: “Vogliamo che le loro iniziative si svolgano qui, senza costi. L’ostello deve diventare un punto di riferimento per bambini, anziani, famiglie e persone fragili.”
Oltre alla sala interna e agli ampi spazi verdi, l’area può contare sull’attività sportiva che non si è mai fermata: “La canoa non si è mai interrotta, nemmeno durante il periodo dell’accoglienza. Canoe Rovigo porta qui oltre 2.000 bambini all’anno, con percorsi sportivi e ambientali. L’ostello ha pontili, palestra, spogliatoi: tutto è gestito da Aquathlon e dato in comodato d’uso alla società.”
Verso eventi sportivi, sociali e culturali
Donzelli anticipa anche i progetti futuri: “Abbiamo testato alcune iniziative e la risposta è stata eccezionale. Ora, con la collaborazione delle amministrazioni, vogliamo costruire eventi più grandi e coinvolgenti. Non solo sport, non solo sociale: entrambi. E vogliamo ripristinare anche la rassegna culturale dell’Ostello che un tempo ospitava jazz, teatro, incontri. Lavoriamo anche con le Pink Ladies del Dragon Boat, con cui organizzeremo momenti di sensibilizzazione.”

Cibin (Avis): “Sport, socialità e iniziative per due comunità che qui trovano casa”
Per Monica Cibin, presidente Avis Bosaro e componente del direttivo del Circolo Sicchirollo, la convenzione è un passo naturale: “Abbiamo già iniziative sportive, sociali e aggregative che si inseriscono perfettamente in questo contesto. Questo luogo dà un’opportunità nuova alle comunità di Arquà e Bosaro.”
Brandolese (Circolo Sicchirollo): “Mission sociale condivisa. Qui i nostri corsi per tutto il 2026”
Il presidente del Circolo, Giorgio Brandolese, sottolinea la sintonia tra associazioni: “L’ostello ha una mission sociale che coincide con quella delle Acli. Valorizza luoghi, crea relazioni, sostiene le persone. Abbiamo già in programma corsi di ballo, ginnastica dolce, yoga, serate di burraco e lezioni di cultura, anche sanitaria. Li faremo qui, con una pianificazione completa entro fine anno per tutto il 2026.”
Un nuovo inizio per un luogo chiave del territorio
L’accordo segna di fatto il rilancio ufficiale dell’Ostello Canalbianco come spazio polivalente. Un luogo che, dopo anni di emergenza e accoglienza, torna a essere un centro di comunità, sport e cultura, capace di mettere insieme pubblico, associazioni e volontariato.
Non tutto è ancora operativo, ma la direzione è tracciata: l’ostello rinasce, e lo fa tornando alle sue origini.

















