ROVIGO – Una serata interclub all’insegna dei valori dello sport, della memoria e della cultura sportiva quella organizzata giovedì 18 giugno all’Hotel Cristallo, con il Panathlon Rovigo guidato dal presidente Lello Salvan, e dal Panathlon di Adria e Delta del Po, presieduto da Stefania Tescaroli. Ospite d’onore e relatore principale della conviviale è stato Giacomo Santini, figura di primo piano del giornalismo sportivo italiano e past president del Panathlon International, accolto da una nutrita partecipazione di soci e ospiti.

L’apertura della serata è stata caratterizzata dall’esecuzione dell’Inno d’Italia e dell’Inno Olimpico, momento particolarmente significativo perché accompagnato dall’ingresso di un nuovo socio nel club rodigino. A essere presentato alla platea è stato Massimo Braga, tecnico sanitario di laboratorio biomedico e appassionato sportivo, praticante della subacquea sportiva con brevetto Snsi Advanced, che nel corso degli anni ha coltivato anche discipline come rugby, nuoto e sci.

I saluti istituzionali sono stati affidati, per ragioni di ospitalità, alla presidente del Panathlon Club Adria e Delta del Po, Stefania Tescaroli. Al tavolo presidenziale erano presenti, oltre a Santini, Giuseppe Zambon, consigliere del Distretto Italia e già presidente del Panathlon Venezia, Giuseppe Franco Falco, governatore dell’Area 1 Veneto-Trentino Alto Adige, la past president del club rodigino Pia Poliero, il presidente del Collegio Arbitrale Federico Cogo e Matteo Lazzizzera, presidente del Panathlon Club Trento.
Prima della cena conviviale, il tradizionale “Spazio Soci” ha dato voce alle esperienze sportive e associative dei membri del club. Applausi per Rita Simeoni, reduce dall’ennesima impresa nella storica Maratona del Passatore, conclusa coprendo i 100 chilometri da Firenze a Faenza in 10 ore, 16 minuti e 44 secondi. Michela Zanoli ha invece condiviso alcuni momenti legati alla 50ª edizione del Torneo Aldo Milani, nel quale vengono assegnati anche il premio Fair Play del Panathlon e quello intitolato allo storico socio Milto Baratella.
Durante la serata è stato proiettato un videomessaggio di Pieter-Steph du Toit, due volte campione del mondo con gli Springboks, che a 16 anni giocò proprio al Torneo Milani prima di conquistare anche il titolo iridato Under 20. Il campione sudafricano ha rivolto i suoi auguri alla manifestazione che ha contribuito a far conoscere Rovigo nel mondo. Applausi anche per Edo Lubian, socio del Panathlon e allenatore della Monti Rugby Rovigo Junior U16, che ha riportato il trofeo Aldo Milani a Rovigo dopo dieci anni.
A seguire, Nino Rossi ha ricordato la recente festa organizzata ad Arquà Polesine per celebrare il cinquantesimo anniversario dello storico scudetto conquistato nel 1976 dalla Sanson Rugby Rovigo: “ringrazio l’associazionismo arquatese nella figura del Sindaco Serafin, per la riuscita Festa Rossoblu”.

qui sopra Lello Salvan, Giacomo Santini e Stefania Tescaroli
I 75 anni del Panathlon e il valore educativo dello sport
Il momento centrale della serata è arrivato dopo la cena con l’incontro dal titolo “Con Giacomo Santini parliamo di Panathlon e non solo”. Presentato da Stefania Tescaroli, Santini, già Senatore della Repubblica ed Europarlamentare, ha ripercorso la storia del Panathlon dalle sue origini, illustrandone il contesto di nascita, le finalità e i principi che ancora oggi ne guidano l’azione.
L’intervento ha assunto un significato particolare anche perché il Panathlon ha recentemente raggiunto un traguardo storico. “Da sei giorni abbiamo compiuto 75 anni – ha ricordato Santini –. Il 12 giugno 1951 nasceva a Venezia il Panathlon, oggi Panathlon International”.
Nel suo intervento il giornalista ha sottolineato come il movimento continui a fondarsi su valori che vanno oltre il semplice risultato sportivo. “Noi abbiamo la presunzione che un buon sportivo, che si impegna nello sport in maniera corretta soprattutto da giovane, diventerà sicuramente un bravo cittadino”, ha affermato.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema del fair play, definito come uno dei pilastri dell’identità panathletica. Richiamando i principi contenuti nelle carte etiche del movimento, Santini ha ricordato che il fair play significa “essere degni nella vittoria e degni anche nella sconfitta”, un valore che coinvolge atleti, dirigenti e famiglie.
Non è mancato un richiamo al ruolo educativo dei genitori nello sport giovanile. Santini ha citato uno dei principi contenuti nella Carta dei doveri dei genitori: “Quando i nostri figli tornano dalla loro attività sportiva non dovremmo chiedere se hanno vinto o perso, ma se si sentono migliori di quando erano partiti”.
L’ex presidente ha inoltre illustrato la dimensione globale del Panathlon, oggi presente in 31 nazioni con centinaia di club e migliaia di soci, riconosciuto da organismi come il Comitato Olimpico Internazionale, l’Unesco e le istituzioni europee impegnate nelle politiche sportive giovanili.

Il ciclismo di ieri e quello di oggi
Grazie al suo lungo percorso professionale, Santini ha offerto ai presenti anche una riflessione sull’evoluzione del ciclismo internazionale, disciplina che ha raccontato da radiocronista e telecronista seguendo Giro d’Italia, Tour de France, Mondiali e Giochi Olimpici.
Rispondendo a una domanda sul confronto tra il ciclismo degli anni Settanta e quello attuale, Santini ha evidenziato i profondi cambiamenti intervenuti nel settore. “Allora le squadre erano basate per il 90% su sponsor del settore ciclistico: telai, biciclette, ruote e componenti. Oggi sono quasi tutte realtà sostenute da grandi multinazionali”, ha spiegato.
Il giornalista ha ricordato i campioni incontrati agli inizi della sua carriera, da Eddy Merckx a Francesco Moser, evidenziando come il panorama contemporaneo sia dominato da pochi fuoriclasse internazionali. “Oggi ci sono tre o quattro grandi campioni che si dividono le vittorie più importanti e dietro di loro un gruppo di corridori di livello medio e alto”.
Santini ha poi sottolineato l’enorme crescita economica del ciclismo professionistico. “Siamo passati dagli stipendi paragonabili a quelli di un buon impiegato o di un operaio ai budget stratosferici delle squadre del World Tour”, ha osservato, ricordando come oggi il sistema mobiliti centinaia di milioni di euro.
Tra gli esempi citati, quello di Tadej Pogačar, indicato come simbolo della nuova dimensione economica del ciclismo mondiale: “Ha un ingaggio annuale di circa 8 milioni di euro, una cifra che ai tempi di Merckx sarebbe stata semplicemente impensabile”. Un buon gregario nel World Tour arriva a guadagnare da 300 a 600 mila euro lordi.
Confrontando passato e presente, Santini ha concluso che il ciclismo moderno è ormai “incomparabile con quello che ho vissuto io”, ricordando i tempi in cui i corridori affrontavano difficoltà economiche e incertezze professionali molto diverse da quelle attuali.

Le curiosità storiche raccontate da Giuseppe Zambon
Nel corso del dibattito è intervenuto anche Giuseppe Zambon, che ha arricchito l’incontro con alcune curiosità legate alla nascita del Panathlon.
Tra gli aneddoti più apprezzati, quello relativo alla data di fondazione del club veneziano. “La prima assemblea costituente era stata convocata il 6 giugno 1951, ma un violento nubifragio si abbatté su Venezia e si presentarono soltanto nove invitati. Per questo motivo tutto venne rinviato al 12 giugno, data che oggi celebriamo come nascita ufficiale del Panathlon”.
Zambon ha inoltre raccontato la discussione che precedette la scelta del nome dell’associazione. Tra le proposte figuravano denominazioni come Omnia Sport, Sport Union e Pan Sport, fino all’intuizione del conte Foscari, che suggerì il termine Panathlon, inteso come sintesi di “tutti gli sport”.
Particolarmente interessante anche il passaggio dedicato al motto ufficiale del movimento, Ludis Iungit, adottato nel 1954 dopo un lungo confronto interno e ancora oggi elemento distintivo dell’identità panathletica.
In chiusura il presidente Salvan ha ricordato il prossimo appuntamento del club, in programma il 5 settembre dopo la pausa estiva, con una visita alla Goletta Verde ormeggiata nel porto di Albarella. La serata si è conclusa con la consegna della tradizionale formella a Giacomo Santini e delle litografie ricordo (donate da Alberto Cristini) a Giuseppe Zambon, Giuseppe Franco Falco e Matteo Lazzizzera. Doni particolari offerti ai due presidenti del Panathlon anche dal socio Felice Cassetta. Prima dei saluti finali, e di Matteo Lazzizzera, che ha portato il saluto del Panathlon di Trento con un dono speciale al presidente Lello Salvan, la consueta foto di gruppo che ha suggellato un incontro particolarmente riuscito.

Una conviviale che ha confermato ancora una volta la vocazione del Panathlon Club Rovigo a essere luogo di incontro, approfondimento e condivisione dei valori autentici dello sport, impreziosita dalla presenza di un ospite di assoluto prestigio come Giacomo Santini, protagonista di una testimonianza capace di unire storia, competenza e passione.














