ROVIGO – L’udienza di convalida si è tenuta giovedì 23 novembre, lo rende noto il Procuratore della Repubblica di Rovigo, dott.ssa Manuela Fasolato, competente in ragione del luogo dell’arresto (LEGGI ARTICOLO).
Il Giudice ha sciolto la riserva venerdì 24 novembre, convalidando l’arresto, il 34enne resta in carcere.
La maxi indagine sulla pedopornografia della Polizia Postale di Milano, ha fatto scattare la custodia cautelare in carcere per “G.N., del 1989, residente in provincia di Rovigo, medico in servizio presso Ospedale di Rovigo Azienda Ulss 5, per il reato, in ipotesi accusatoria, di cui all’art. 600 quater co. 1 e co. 2 c.p. commesso a San Martino di Venezze e Rovigo” come comunica la Procura della Repubblica di Rovigo. Il reato è stato accertato il 21 novembre perchè “Si procurava e deteneva un ingente quantitativo di materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni diciotto, fatto aggravato dalla ingente quantità di materiale pedopornografico detenuto, fatti emersi a seguito della perquisizione dell’indagato eseguita dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni Lombardia – Centro operativo per la sicurezza cibernetica in base a decreto di perquisizione emesso dalla Procura di Milano nell’ambito di un procedimento pendente nei confronti di più soggetti, tra cui G.N., per associazione a delinquere e pornografia minorile”.
“La misura cautelare in carcere è stata richiesta dalla Procura della Repubblica di Rovigo per la gravità dei fatti contestati in ipotesi accusatoria e per il pericolo di reiterazione di analoghi reati e in considerazione della competenza della Procura distrettuale ex art. 51 cpp per il reato contestato, la richiesta di misura cautelare è stata avanzata anche ai sensi dell’art. 27 cpp, norma che disciplina le misure cautelari disposte da giudice che contestualmente o successivamente si dichiari incompetente”.

















