Domenica 20 novembre presso l’Auditorium Marco Tamburini di Rovigo il settimo appuntamento della XIV edizione di Musica e Poesia 

ROVIGO – Si è tenuto domenica 20 novembre presso l’Auditorium Marco Tamburini di Rovigo il settimo appuntamento della XIV edizione di Musica e Poesia, organizzata e offerta da Conservatorio di Musica Francesco Venezze, Fondazione Banca del Monte di Rovigo con il sostegno di Fineco Bank, incentrata su Pier Paolo Pasolini e la musica.

Marco Brusaferro, Nicola Cecchetto, Davide Periotto e Alberto Zongaro

Al saluto del Presidente della Fondazione Banca del Monte di Rovigo Giorgio Lazzarini è seguita una breve riflessione, condotta da Giuseppe Fagnocchi, dedicata all’interesse di Pier Paolo Pasolini per le tradizioni musicali popolari che, nei suoi film, si sono fatte “atemporali aumentando il mistero indefinibile del mito”. Culmine di questo processo Stelutis alpinis, canto alpino della Grande Guerra composto da Arturo Zardini che, al termine dell’ultimo film pasoliniano, Salò o le 120 giornate di Sodoma, racchiude l’amore per il dialetto friulano, il ricordo del truce assassinio del fratello Guido, il martirio quale unica forma di libertà dalle nefandezze della storia del Novecento, fino a preconizzare l’imminente, drammatica fine di Pier Paolo.

il quintetto del Conservatorio con i compositori Vicentini e Ministeri

E Stelutis alpinis – nell’intensa elaborazione per quattro sassofoni di David Vicentini – è stato il brano di chiusura del concerto tenuto dal Venezze Sax&Drums Quintet, con Marco Brusaferro sax soprano, Nicola Cecchetto sax contralto, Davide Periotto sax tenore, Jacopo Borin sax baritono, Alberto Zongaro percussioni, tutti studenti del Conservatorio Venezze che già da alcuni anni, sotto la solida guida di Fabio Petretti e di Daniela Borgato, danno lustro con le loro brillanti e suggestive performance alla città di Rovigo e non solo partecipando a eventi di rilievo quali il Festival Biblico o le serate in musica ai Musei Vaticani.

Marco Brusaferro e Nicola Cecchetto

Il programma musicale era stato aperto da un’altra preziosa elaborazione, sempre a cura di David Vicentini, di una celebre aria attribuita a Johann Sebastian Bach e compresa nel Quaderno di Anna Magdalena, Bist du bei mir BWV 508, nel cui testo ritorna, come in Stelutis alpinis, il drammatico ma spesso inscindibile binomio di amore e morte.

Il tema popolare campeggiava nei brani centrali del concerto costituiti da una suite di otto quadri tratti dal musical West Side Story di Leonard Bernstein, forti contaminazioni tra musica classica, melodie e ritmi popolari denuncianti tensioni etniche e sociali e, ancora una volta, il sacrificio della vita per amore.

Qui il Venezze Sax&Drums Quintet, grazie anche ad un ampio e vario set di percussioni formato da tastiere e batteria tutti affidati in maniera sicura e persino spettacolare ad Alberto Zongaro, ha offerto al numeroso pubblico presente tavolozze timbriche dai netti contrasti e di grande raffinatezza, specie nei delicati canti contrapposti al sempre preciso meccanicismo ritmico dei quadri esprimenti l’illusorio benessere in nome delle tecnologie avanzate della società del XX secolo.

A seguire l’inedito Amunì per quartetto di sax del giovane compositore Antonio Ministeri, già studente del Venezze, in cui colore e calore mediterraneo – in particolare della zona del “Calatino” in provincia di Catania di cui Antonio è originario con le sue sontuose feste processionali sempre guidate dalle bande musicali – sono stati i tratti di ispirazione del pezzo di grande impegno virtuosistico e sonoro in cui Marco Brusaferro, Nicola Cecchetto (disinvolto anche nelle sequenze improvvisative), Davide Periotto e Jacopo Borin hanno mostrato di trovarsi a loro perfetto agio in un crescendo di immagini sonore liberamente reinterpretate ma aventi sempre a fondamento, come osservava Pasolini, quella “lingua più vicina al mondo” e resa epica”, nelle sue continue riprese che ne garantiscono la memoria e un’immaginario della vita più spontanea e autentica.

Davide Periotto e Jacopo Borin

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