ROVIGO – Il sindacato SUNIA torna a mobilitarsi sul tema dell’emergenza abitativa. In concomitanza con i lavori della Camera dei Deputati per la conversione in legge del Decreto “Piano Casa” (Dl 66/2026), martedì 23 giugno si terrà anche a Rovigo, come in numerose province del Veneto e del resto d’Italia, un presidio davanti alla Prefettura per chiedere modifiche sostanziali al provvedimento.
A illustrare le ragioni della protesta è Mauro Baldi, vice segretario SUNIA Padova e Rovigo, che esprime forti perplessità sull’impianto del decreto.
“Il Piano Casa, così come è stato configurato, non è in grado di rilanciare le politiche abitative in modo coerente con il reale fabbisogno delle famiglie del Polesine e del Paese“, afferma Baldi.
Secondo il sindacato, il testo penalizzerebbe proprio il comparto dell’Edilizia Residenziale Pubblica, fondamentale per garantire il diritto all’abitazione alle fasce economicamente più fragili della popolazione.
Nel mirino del SUNIA vi è in particolare la previsione di nuovi piani di vendita degli alloggi pubblici per finanziare l’ammortamento dei titoli di Stato, oltre alla possibilità di modificare senza particolari limitazioni la destinazione d’uso delle vecchie case popolari.
“Si rischia di sottrarre abitazioni destinate alle famiglie a basso reddito per trasformarle in appartamenti di lusso o uffici a prezzi di mercato, riducendo ulteriormente il patrimonio abitativo pubblico disponibile”, sottolinea Mauro Baldi.
Preoccupazione anche per le norme che prevedono un’accelerazione delle procedure esecutive di sfratto. Per il sindacato, infatti, il decreto non introduce adeguate misure di sostegno per gli inquilini in difficoltà economica e non rafforza i servizi sociali dei Comuni.
“Una famiglia che perde il lavoro e si ritrova senza reddito rischia di non avere alcuna soluzione alternativa. Senza strumenti di sostegno concreti, il disagio sociale e abitativo non potrà che aumentare“, evidenzia il vice segretario del SUNIA.
Il sindacato contesta inoltre l’assenza di interventi efficaci per il contenimento dei canoni di locazione e per la tutela degli inquilini più esposti alle difficoltà economiche.
Per SUNIA Padova e Rovigo, il provvedimento, se approvato senza modifiche, potrebbe aggravare una situazione già critica.
“Servono investimenti sull’edilizia pubblica, tutele per gli inquilini e politiche in grado di garantire realmente il diritto alla casa. Questo decreto, invece, rischia di aumentare le disuguaglianze e di colpire soprattutto le fasce più deboli della popolazione”, conclude Baldi.
Il presidio di Rovigo si inserisce dunque nella mobilitazione nazionale promossa dal sindacato per chiedere una revisione del Piano Casa e una maggiore attenzione alle esigenze dei territori, a partire dal Polesine, dove il tema dell’accesso all’abitazione continua a rappresentare una delle principali emergenze sociali.













