ROVIGO – “Sul progetto PINQUA sono state dette troppe falsità”. Con queste parole l’assessore ai Lavori pubblici e PNRR Lorenzo Rizzato ha risposto in Consiglio comunale all’interrogazione del consigliere Diego Crivellari, riaccendendo il confronto politico sulla riqualificazione dell’area ex Gabar nel quartiere San Bortolo.
Crivellari aveva chiesto chiarimenti sulle dichiarazioni dell’assessore in merito alla Cittadella delle Arti e della Musica prevista in viale Oroboni, sottolineando la necessità di comprendere lo stato dell’intervento e le intenzioni dell’amministrazione su un progetto ritenuto strategico per la città.
Il nodo delle risorse: “Non 19 milioni, ma 16 disponibili”
Nella sua replica, Rizzato ha ricostruito numeri e atti amministrativi, contestando la narrazione di un progetto da 19 milioni di euro.
“Il finanziamento reale – ha spiegato – è composto da 15 milioni del PNRR, 1 milione del Comune e 3 milioni del fondo FOI. Ma questi ultimi non sono utilizzabili per opere strutturali: servono solo a coprire l’aumento dei costi delle materie prime”.
Da qui la tesi dell’assessore: il progetto, già in origine, sarebbe stato sottofinanziato, con una disponibilità effettiva inferiore rispetto al valore complessivo degli interventi previsti.
I 600 mila euro mai arrivati e la variazione di bilancio
Altro passaggio critico riguarda i 600 mila euro di contributi privati inseriti nel progetto originario ma mai concretizzati. “Non è arrivato nulla – ha affermato Rizzato – e quella cifra è stata coperta con una variazione di bilancio”.
Il riferimento è alla delibera di Consiglio comunale n. 52 del 27 luglio 2023, con cui l’amministrazione Gaffeo ha destinato 600 mila euro di avanzo libero per garantire la copertura finanziaria.
Il voto sul progetto e le astensioni
Rizzato ha poi richiamato anche il passaggio consiliare di approvazione del progetto PINQUA, citando la delibera n. 84 del 20 novembre 2023, approvata dalla maggioranza dell’epoca.
In quella sede, ha ricordato l’assessore, si registrarono alcune astensioni: tra queste proprio quella dello stesso Rizzato, insieme al presidente del Consiglio comunale Moretto e ai consiglieri Aretusini e Menon, che avevano già sollevato criticità sul progetto.
Auditorium: “Previsti 99 posti, non 320”
Uno dei punti più contestati riguarda la Cittadella delle Arti. Secondo Rizzato, il progetto approvato prevedeva un auditorium da 99 posti, e non da 320 come sostenuto in questi giorni nel dibattito pubblico.
“Gli atti sono chiari – ha ribadito – e chi ha votato quel progetto dovrebbe conoscerli”.
Ritardi, vincoli e premio di accelerazione
Nel ricostruire l’iter, l’assessore ha evidenziato anche i ritardi accumulati, legati alla complessità dell’area – interessata da fallimenti e procedure urbanistiche articolate – e alle stringenti scadenze del PNRR.
Per evitare la perdita del finanziamento, l’amministrazione ha introdotto un premio di accelerazione, stimato in circa 500 mila euro.
A incidere anche le prescrizioni della soprintendenza, che hanno comportato costi aggiuntivi rilevanti – tra cui interventi strutturali non previsti, come il recupero integrale di elementi edilizi con tecniche conservative.
La scelta: meno spazio alla cultura nell’immediato, più parcheggi da subito
Alla luce delle risorse disponibili, la giunta ha deciso di rimodulare il progetto, rinunciando di fatto alla realizzazione della Cittadella nella forma prevista e puntando sulla messa in sicurezza dell’ex comando della polizia locale e sulla realizzazione di circa 160 posti auto.
Una scelta che, secondo Rizzato, risponde a una necessità concreta del quartiere, più volte oggetto di segnalazioni e richieste da parte dei residenti.
Il confronto politico resta aperto
La risposta dell’assessore non ha chiuso il dibattito, ma lo ha reso ancora più esplicito: da un lato la difesa tecnica e contabile della rimodulazione, dall’altro le critiche politiche sulla rinuncia a un’infrastruttura culturale considerata strategica.
Sul fondo, resta il nodo principale: non solo cosa fare dell’area ex Gabar, ma quale modello di città si vuole costruire.













