ADRIA (Rovigo) – Sulla vicenda della gestione della piscina comunale e sul fallimento della società Adria Nuoto, il sindaco Massimo Barbujani interviene per chiarire la posizione dell’Amministrazione comunale, respingendo con decisione le accuse di strumentalizzazione politica e di presunti attacchi alle precedenti giunte di centrosinistra.
Il rapporto tra il Comune di Adria e Adria Nuoto, ricorda il sindaco, affonda le sue radici in una prima convenzione risalente al 26 dicembre 1980, cui sono seguiti nel tempo diversi rinnovi e proroghe che hanno esteso la concessione fino al 31 agosto 2016. All’origine, l’affidamento della gestione avvenne senza una procedura a evidenza pubblica, una modalità non più compatibile con il quadro normativo successivo.

Proprio in applicazione della legge 221 del 2012, il Comune ha disposto la risoluzione anticipata della convenzione a partire dal 31 dicembre 2013 e, in attesa di una nuova gara pubblica, la Giunta ha approvato una proroga tecnica limitata nel tempo, dal 1° gennaio al 31 luglio 2014. Una scelta, sottolinea Barbujani, dettata esclusivamente dal rispetto degli obblighi di legge.
«Affermare che l’Amministrazione abbia dichiarato una “guerra” alla gestione della piscina con l’intento di screditare le precedenti amministrazioni (LEGGI ARTICOLO) è del tutto infondato», afferma il sindaco. La gara pubblica per l’affidamento dei servizi, prosegue, non era una scelta politica ma un obbligo normativo, al quale il Comune non poteva sottrarsi.
All’esito della prima procedura, la gestione fu affidata per due anni alla stessa Adria Nuoto, unica partecipante, mentre in una successiva gara a evidenza pubblica l’aggiudicazione è andata a un diverso operatore.
Il sindaco respinge anche le accuse di un presunto coinvolgimento improprio di dirigenti e funzionari comunali. «È grave – osserva – sostenere che i dirigenti siano semplici esecutori di decisioni politiche». Al contrario, Barbujani ribadisce che la distinzione tra indirizzo politico e gestione amministrativa è un principio cardine dell’ordinamento, che l’attuale Amministrazione afferma di aver sempre rispettato.
Quanto al fallimento di Adria Nuoto, Barbujani riconosce che si sia trattato di una perdita per il tessuto economico locale, ma precisa che le responsabilità gestionali della società non possono essere confuse con l’operato del Comune. «Attribuire all’Amministrazione comunale responsabilità che non le competono significa proporre una lettura strumentale e priva di fondamento», afferma.
Infine, il sindaco rivendica l’azione della Giunta, sostenendo che la vicenda sia stata affrontata «con serietà e determinazione», a differenza di quanto avvenuto in precedenza, quando – a suo giudizio – si era adottato un atteggiamento dilatorio, senza soluzioni concrete.
Un passaggio è dedicato anche alla seduta del Consiglio comunale del 4 dicembre, durante la quale, al momento del voto, la minoranza ha abbandonato l’aula. «In quell’occasione – conclude Barbujani – la maggioranza si è assunta l’onere e il dovere di prendere l’unica decisione possibile nell’interesse della città».

















