ROVIGO – Dal 23 al 28 giugno il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco è stato protagonista dell’esercitazione nazionale di Protezione Civile “PO EXE 2026”, un’importante attività addestrativa finalizzata a verificare la capacità di risposta del sistema di emergenza in caso di eventi alluvionali di vasta portata lungo il bacino del fiume Po.
A coordinare l’esercitazione sono stati il Direttore Interregionale del Veneto e Trentino-Alto Adige, ingegner Cristina D’Angelo, insieme all’ingegner Cristiano Cusin, responsabile dell’Area Emergenza della Direzione Interregionale. Le attività sono state seguite costantemente dal Prefetto di Rovigo, dottoressa Franca Tancredi.
L’esercitazione ha coinvolto le principali componenti del sistema di Protezione Civile, simulando scenari complessi legati a una piena del Po. Le prove hanno riguardato il soccorso alla popolazione, le evacuazioni, il recupero di persone in aree alluvionate, l’impiego di mezzi specialistici e il coordinamento tra le diverse strutture operative impegnate nell’emergenza.
Tra la notte del 24 e il 25 giugno, le squadre provenienti dai comandi di Vicenza, Padova e Verona hanno allestito, negli spazi della Fiera CENSER di Rovigo, il Modulo di Supporto Logistico (MSL) da 120 posti letto. Successivamente è stata installata anche la mensa da campo, gestita dal comando dei Vigili del Fuoco di Belluno, mentre nel campo base è stata predisposta una postazione della Croce Rossa.
Dopo l’attivazione dell’Incident Command System (ICS), le unità specializzate nel soccorso fluviale e alluvionale hanno operato in numerosi scenari distribuiti tra il Polesine e le altre aree del bacino del Po. Nell’ambito dell’esercitazione è stato inoltre testato il soccorso in ambiente notturno sul fiume Brenta, nel territorio comunale di Grantorto (Padova).
L’attività ha consentito di verificare l’efficienza delle procedure di mobilitazione delle risorse, della catena di comando e controllo, della gestione logistica e della capacità di garantire assistenza alla popolazione in contesti caratterizzati da elevata criticità .
Tra le operazioni svolte figurano l’impiego di mezzi nautici, delle squadre specializzate nel soccorso acquatico e alluvionale, la verifica dei sistemi di comunicazione tra Sale Operative e Centri di Comando e il consolidamento dell’integrazione tra il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, le strutture regionali di Protezione Civile e gli altri enti coinvolti nella gestione delle emergenze.
“PO EXE 2026” si conferma così un fondamentale banco di prova per affinare procedure, rafforzare il coordinamento tra le diverse componenti del sistema di soccorso e mantenere elevato il livello di preparazione degli operatori chiamati a intervenire nelle emergenze reali, sempre più frequenti e complesse.


















