POLESELLA (Rovigo) – In occasione della Giornata della Memoria, l’associazione Polesella Cultura e Territorio ha promosso, nell’ambito della rassegna “Serate tra storia e memoria” e con il patrocinio del Comune, l’incontro dal titolo “Riflessioni sulla Shoah: il senso della memoria oggi”, svoltosi martedì 27 gennaio nella Sala Agostiniani.
La serata, curata dal docente e storico Erminio Colò, ha proposto una lettura profonda e non rituale della Shoah, affrontata come il punto più alto e tragico del progetto di eliminazione sistematica di un’etnia nella storia contemporanea. L’Olocausto è stato presentato come simbolo estremo della capacità dell’uomo di distruggere i propri simili quando ideologia, apparati statali e tecnologia si uniscono in un unico disegno di annientamento.
A partire da questo evento fondativo della memoria europea, la riflessione si è estesa anche ad altri genocidi del Novecento, tra cui quelli avvenuti nella ex Jugoslavia tra il 1991 e il 1995 e in Ruanda nella prima metà degli anni Novanta, evidenziando come il genocidio sia stato spesso utilizzato come strumento politico di dominio, volto all’affermazione di un’etnia su altre e sull’eliminazione di chi viene considerato “diverso”.
L’incontro ha poi posto l’attenzione sull’attualità, interrogando il significato stesso del ricordare alla luce di quanto sta accadendo oggi in Medio Oriente. È stata analizzata la dimensione politica del conflitto israelo-palestinese, sottolineando come discriminazione, esclusione e violenza sistematica sollevino interrogativi urgenti sul valore concreto della memoria storica e sulla sua responsabilità nel presente.
Nel suo saluto iniziale, il Sindaco Emanuele Ferrarese ha richiamato il tema dell’indifferenza, già affrontato durante la cerimonia della mattina nella Sala consiliare della Provincia, citando un passaggio del discorso della senatrice Liliana Segre:
«In mezzo a tutto questo c’era una cosa ancora più terribile: l’indifferenza.
Perché l’indifferenza è più colpevole della violenza stessa.
La violenza la riconosci, ti travolge, ti ferisce.
L’indifferenza invece ti cancella, ti lascia morire senza nemmeno vederti».
Il Sindaco ha quindi espresso l’auspicio che la Giornata della Memoria non sia soltanto una ricorrenza o un esercizio storico, ma diventi un autentico monito capace di educare le coscienze.
La serata ha ribadito con forza che la memoria non può ridursi a una celebrazione formale, ma deve rimanere uno strumento vivo, capace di interpretare il presente, riconoscere le derive disumanizzanti e contribuire a prevenire il ripetersi di tragedie già vissute.
Solo così la storia può continuare a svolgere la sua funzione più alta: insegnare a non ripetere gli stessi errori.













