Un manifesto sul Municipio per non dimenticare la tragedia che segnò il Polesine
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POLESELLA (Rovigo) – Nel settantaquattresimo anniversario dell’alluvione del 14 novembre 1951, il Comune di Polesella rinnova la memoria di una delle pagine più dolorose della storia del Polesine. Con oltre 180.000 sfollati e un centinaio di vittime, la rottura degli argini del Po rappresentò una delle più gravi catastrofi idrogeologiche del Novecento italiano, lasciando un segno indelebile nel territorio e nella sua comunità.

L’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Emanuele Ferrarese, ha scelto quest’anno una modalità sobria ma intensa per ricordare quei drammatici momenti: sul balcone del Municipio è stato esposto un manifesto che raffigura l’esodo dei residenti, le imbarcazioni improvvisate, le famiglie costrette alla fuga dalle acque. Un’immagine semplice, ma evocativa, capace di parlare direttamente a chi attraversa la piazza o alza lo sguardo verso il palazzo comunale.

L’iniziativa non vuole essere un semplice gesto simbolico: l’obiettivo è quello di riportare alla memoria collettiva ciò che Polesella visse in quelle ore concitate, quando migliaia di persone persero la casa e furono costrette ad abbandonare il paese in poche ore. Immagini che appartengono al passato, ma che continuano a modellare l’identità della comunità rivierasca.

La commemorazione, discreta ma incisiva, testimonia la volontà dell’Amministrazione di mantenere vivo un ricordo che non deve svanire. Ricordare non è solo guardare indietro: significa coinvolgere la cittadinanza in un dialogo aperto con la propria storia.

Proprio alla luce dell’eredità lasciata dall’alluvione, il Comune ha scelto di assumere un nuovo impegno concreto: per la prima volta è stata istituita la delega ai “rapporti con il fiume Po”, affidata fin dall’insediamento al consigliere comunale Davide Turri. Una scelta che mira a restituire centralità al fiume non solo sotto il profilo della sicurezza e della prevenzione, ma anche attraverso iniziative culturali, ambientali e di valorizzazione del suo patrimonio naturale e paesaggistico.

L’anniversario diventa così un’occasione non solo di ricordo, ma anche di riflessione sul futuro: un invito a costruire un rapporto più consapevole e rispettoso con il territorio e con il Grande Fiume. Perché la memoria, sottolinea l’Amministrazione comunale, non va soltanto celebrata: va custodita, ascoltata e trasformata in visione.

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