ROVIGO – Ultima in Veneto per crescita economica, con un PIL pro capite fermo a 32.855 euro e un incremento dal 2019 ad oggi di appena l’1,8% contro il +5,1% regionale (LEGGI ARTICOLO): è la fotografia impietosa della provincia di Rovigo secondo gli ultimi dati elaborati dalla CGIA di Mestre, che segnalano un divario sempre più profondo tra il Polesine e il resto del Veneto.
Un quadro che suscita “delusione e sconforto”, come dichiara Emanuela Pizzardo, candidata del Partito Democratico alle elezioni regionali del 23 e 24 novembre.
«Questi numeri – afferma – raccontano un territorio lasciato indietro. Non è un caso se il nostro PIL pro capite è quasi 10 mila euro in meno della media veneta (42.264). Il Polesine non è stato messo in condizione di crescere: pochi incentivi, scarsi investimenti infrastrutturali e tecnologici, assenza di una strategia di sviluppo.»
“Agricoltura, pesca, artigianato: settori in sofferenza”
Secondo Pizzardo, il quadro economico riflette anche la crisi del tessuto produttivo locale, fondato su agricoltura, pesca, commercio e piccole imprese artigiane.
«Nonostante gli sforzi e la dedizione – spiega – queste realtà si trovano oggi a combattere da sole, senza un vero sostegno pubblico. Il risultato è una crescente incertezza e la perdita di competitività.»
A preoccupare è anche la fuga dei giovani, in particolare dei laureati, che lasciano il Polesine per cercare lavoro altrove, spesso all’estero.
«Ogni giovane che se ne va – aggiunge – è una sconfitta collettiva. Significa impoverire il territorio non solo economicamente ma anche culturalmente e socialmente.»
“Il centrodestra ignora il declino del Polesine”
Pizzardo punta il dito contro le politiche regionali degli ultimi anni:
«Chi governa il Veneto da decenni sembra accettare l’idea di un Veneto a due velocità, dove Rovigo rimane in fondo alla classifica. Ma questo non è il destino, è il risultato di precise scelte politiche: si è investito nelle aree già forti e lasciato indietro chi avrebbe più bisogno di sostegno.»
“Innovazione, infrastrutture e formazione: così si riparte”
Per la candidata PD serve ora un Piano di rilancio del Polesine, centrato su innovazione tecnologica, infrastrutture e formazione.
«Bisogna investire sui giovani, sulla ricerca e sui servizi alle imprese – conclude Pizzardo –. Il Polesine ha ancora energie e competenze, ma servono visione e coraggio politico per riattivare un’economia che oggi arranca. Il 23 e 24 novembre i cittadini possono scegliere di cambiare passo e restituire dignità al nostro territorio.»
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