ROVIGO – Organico della Polizia penitenziaria quasi completo, ma organizzazione interna ancora da definire e diverse carenze nei servizi di supporto. È quanto emerso dalla seconda visita dell’Uspp all’Istituto penale per i minorenni di Rovigo, dopo il primo sopralluogo effettuato nell’aprile scorso (LEGGI ARTICOLO). La delegazione era composta dal segretario nazionale Leonardo Angiulli, dal segretario interregionale Mauro Cirelli e dal vice segretario interregionale Marco Gallo.
Secondo quanto riferito dai rappresentanti sindacali, la pianta organica prevede 47 unità di Polizia penitenziaria e attualmente ne risultano presenti 46. A settembre sono attesi ulteriori movimenti di personale attraverso la mobilità straordinaria, anche se agli ingressi corrisponderanno alcune uscite.
«Il problema non riguarda più soltanto il numero degli agenti, ma il modo in cui vengono distribuiti nei diversi posti di servizio», hanno spiegato Angiulli e Gallo. L’istituto presenta infatti numerose attività didattiche, pedagogiche e trattamentali che richiedono frequenti spostamenti dei detenuti e un impiego consistente di personale. Per l’Uspp sarà quindi necessario definire un’organizzazione più precisa, capace di garantire contemporaneamente sicurezza e rispetto delle norme contrattuali.
Nel carcere minorile sono attualmente presenti 22 detenuti, a fronte di una capienza massima di 31 posti. Tra loro figurano anche giovani adulti di 23 e 24 anni.

Mancano amministrativi e contabili
La criticità più evidente riguarda il comparto amministrativo. A fronte di sette figure previste tra amministrativi e contabili, attualmente non ne risulterebbe presente nessuna.
L’assenza dell’economo e del personale specializzato crea difficoltà nella gestione delle gare d’appalto, degli acquisti, delle missioni e dei relativi pagamenti. Le funzioni vengono temporaneamente svolte da altri operatori, che però non possiedono formalmente la qualifica richiesta. «La macchina continua a funzionare grazie allo sforzo del personale», osservano i rappresentanti dell’Uspp, «ma si tratta di una situazione che non può essere considerata strutturale».
Il sindacato chiede inoltre una maggiore continuità nella presenza dei comandanti di reparto, ritenuta essenziale per consolidare l’organizzazione e garantire una gestione uniforme dei servizi.
Mensa assente e cancelli ancora manuali
Durante la visita sono state riscontrate anche alcune carenze logistiche. Diversi cancelli non risultano automatizzati e vengono ancora gestiti manualmente. Secondo l’Uspp dovrà essere valutato, caso per caso, se l’automazione possa effettivamente migliorare la sicurezza e il funzionamento dell’istituto.
Gli agenti non dispongono ancora di una mensa di servizio né di un vero spazio di ristoro. Non sarebbero presenti neppure distributori automatici, mentre al personale viene riconosciuto il buono pasto quando l’orario di lavoro coincide con il servizio mensa obbligatorio.
«L’istituto è una struttura ancora in fase di assestamento», sottolinea il sindacato. «Sono stati fatti passi avanti rispetto ad aprile, ma deve ancora entrare pienamente a regime sotto il profilo organizzativo».

Nuovo incontro a settembre
L’Uspp valuta positivamente la disponibilità al confronto dimostrata dalla direzione. È stato richiesto un incontro ufficiale all’inizio di settembre, quando dovrebbe essere più chiaro il quadro definitivo del personale dopo la mobilità straordinaria.
In quella sede verranno analizzati la distribuzione degli agenti, la copertura dei posti di servizio, i turni e il rispetto delle previsioni contrattuali.
Il sindacato non esclude che la dotazione prevista dal decreto ministeriale possa rivelarsi insufficiente rispetto alle reali esigenze dell’istituto. Una valutazione definitiva, tuttavia, potrà essere formulata soltanto dopo avere definito nel dettaglio l’organizzazione del lavoro. «Il nostro obiettivo è far coincidere la tutela degli agenti con la sicurezza e il buon funzionamento dell’istituto», concludono Angiulli e Gallo.









