ROVIGO – Il loro motto è “Ubi dolor, ibi vigiles”, ovvero dove c’è dolore lì ci sono i vigili, ma al ritorno dell’emergenza per cui sono intervenuti, i vigili del fuoco della provincia di Rovigo dal primo di gennaio di quest’anno rimangono a pancia vuota, oppure si devono arrangiare in qualche modo, viste le criticità del servizio mensa, soprattutto nel comando di Adria.
Si salva solo Castelmassa, dove non c’è la mensa e i pompieri ricevono un buono pasto da 7 euro da spendere come credono per il cibo.
La situazione è già stata denunciata (LEGGI ARTICOLO), è stato proclamato lo stato di agitazione, a cui aderisce anche il personale per il quale non è previsto il servizio mensa, ed è stata rimarcata dal vigile Andrea Baldo, coordinatore provinciale per la FP Cgil VVF, Riccardo Mantovan, segretario generale di FP Cgil Rovigo e da Paolo Franceschetti per la Uil FPL
“Dopo tre note sindacali senza risposta abbiamo proclamato lo stato di agitazione – esordiscono i sindalisti – e non è escluso che si possa arrivare allo sciopero per rivendicare un diritto, visto che il servizio mensa è obbligatorio per chi fa turni di 12 ore”.

Baldo spiega come nel 2023 sia stata fatta una ricognizione per quanto riguardava il servizio ed a larga maggioranza fosse stata scelta la formula del “catering completo”.
Dopo una proroga a dicembre 2024 del servizio esistente, dal 1 gennaio 2025 c’è stato il passaggio al nuovo servizio, derivante da una gara nazionale indetta dal Ministero, poi suddivisa tra Regioni ed in Province, facendo nascere i problemi, soprattutto ad Adria.
Troppo poche le risorse messe in campo, da un capitolato di spesa da 451.000 euro il servizio è stato aggiudicato al ribasso all’unica ditta che ha partecipato al bando.
Il giudizio dei pompieri e dei sindacati è senza appello: “Servizio insufficiente e qualità troppo bassa dei pasti. Una situazione irrispettosa, non dignitosa e troppo rigida in quanto non prevede la flessibilità nel caso in cui gli operatori del turno siano impegnati fuori dalla caserma”.
Franceschetti rimarca quanto richiesto nelle note, rimaste inascoltate: “Si pretende una soluzione istantanea al problema. Vogliamo risposte subito!”.
Dal punto di vista tecnico i sindacati hanno attivato lo stato di agitazione dei Vigili del Fuoco del Comando di Rovigo e Adria e
richiedono l’avvio della procedura amministrativa di conciliazione secondo quanto previsto dagli accordi di settore ai sensi dell’art. 2 comma 2 della legge 146/90 e successive modificazioni e/o integrazioni.
“Bisogna cambiare il trend dei continui tagli fin da subito investendo sulla pubblica amministrazione partendo proprio dai servizi che sono a tutela del cittadino e del territorio – afferma Mantovan – Difficile pensare che nella regione che si vanta di essere all’avanguardia i Vigili del Fuoco che prestano un servizio fondamentale e ad alto rischio personale, con turni di 12 ore, si ritrovino a doversi portare i pasti da casa.
La mensa è un diritto oltre che una necessità . Un diritto che nel territorio di Rovigo ed Adria viene negato.
Ricordiamo che proprio in considerazione del grave e delicato lavoro che i Vigili del Fuoco svolgono, l’alimentazione assume un valore molto importante. Talmente importante da essere regolamentato a parte rispetto a tutto il resto dell’amministrazione pubblica.
Se la conciliazione non troverà esito positivo il passo successivo sarà la proclamazione dello sciopero” concludono Baldo, Franceschetti e Mantovan.














