VENEZIA – Il ponte del Primo Maggio rappresenta tradizionalmente uno dei momenti più attesi della primavera per turismo e tempo libero, ma dietro l’aumento di partenze e presenze nelle località di vacanza resta una vasta platea di lavoratori che continua a garantire il funzionamento del sistema economico e sociale.
Secondo l’elaborazione dell’Ufficio studi CGIA di Mestre su dati Istat, in Veneto saranno infatti quasi 280mila i lavoratori dipendenti impegnati durante questo fine settimana festivo, pari al 15,6% del totale regionale.
A fronte di oltre 500mila veneti pronti a concedersi qualche giorno di vacanza tra mare, montagna e città d’arte, una parte significativa della popolazione continuerà dunque a operare nei comparti che non possono fermarsi.
Tra i principali settori coinvolti figurano turismo, ristorazione, commercio, sanità, trasporti, sicurezza, agricoltura, industria a ciclo continuo e servizi pubblici essenziali.
La CGIA sottolinea come il Veneto, pur essendo tra le regioni economicamente più dinamiche, presenti una percentuale di lavoro festivo inferiore rispetto ad altre aree italiane, collocandosi tra le ultime posizioni nazionali per incidenza percentuale, soprattutto per il peso rilevante del comparto manifatturiero rispetto ad altre regioni a forte vocazione turistica.
A livello nazionale, l’Italia registra oltre 3,4 milioni di lavoratori attivi nei giorni festivi, mentre nel confronto europeo il Paese si colloca sotto la media UE, con il 17,8% dei dipendenti impegnati durante le festività contro una media comunitaria del 20,3%.
L’analisi pone inoltre l’attenzione sul cosiddetto “costo invisibile” del lavoro festivo: non solo l’impegno professionale, ma anche il sacrificio personale e familiare di chi rinuncia a momenti di socialità, riposo e condivisione.
Per la CGIA, il tema non riguarda soltanto la necessità di mantenere attivi servizi fondamentali, ma richiede una riflessione più ampia sulla qualità della vita dei lavoratori, sull’equilibrio tra esigenze produttive e benessere personale, e sulla necessità di garantire turnazioni e compensazioni adeguate.
Dietro il ponte festivo, insomma, resta una parte fondamentale del Veneto produttivo che continua a lavorare, spesso lontano dai riflettori, per permettere a milioni di cittadini di muoversi, viaggiare, curarsi e vivere normalmente anche nei giorni di festa.

















