PORTO VIRO (Rovigo) – Singolare e politicamente significativa svolta nel panorama amministrativo di Porto Viro, dove la consigliera comunale di maggioranza Cecilia Bernusso ha ufficializzato la propria adesione a Futuro Nazionale, il movimento politico guidato dal generale Roberto Vannacci.
Una scelta che segna un evidente riposizionamento politico e che non passa inosservata, considerando che Bernusso era entrata in consiglio comunale nel luglio 2025 attraverso la surroga di Maurizio Zagato, nell’ambito della lista civica collegata alla candidatura di Mario Mantovan, sostenuta dall’area civica e dal centrosinistra locale.
L’adesione a Futuro Nazionale la rende di fatto la prima consigliera comunale del Polesine a entrare formalmente nel progetto politico vannacciano, rafforzando la presenza del movimento anche nel territorio polesano.
Secondo quanto dichiarato dalla stessa Bernusso, la scelta sarebbe coerente con un percorso personale sempre più vicino all’area del centrodestra.
“Mi sono sempre riconosciuta nei valori del centrodestra – afferma – e considero naturale aderire a un progetto che pone al centro sicurezza, famiglia, identità e attenzione concreta al territorio”.
Una dichiarazione che inevitabilmente apre interrogativi sul posizionamento politico originario con cui la consigliera era stata eletta, alimentando possibili tensioni sia sul piano amministrativo sia su quello della coerenza elettorale.
Il passaggio assume particolare rilievo anche perché Futuro Nazionale, attraverso il comitato cittadino guidato da Enrico Bonafè (ex Forza Italia), punta ora a strutturare una presenza più organizzata a Porto Viro.

Bernusso sostiene che attorno alla sua adesione si starebbero già raccogliendo cittadini e gruppi interessati al progetto politico promosso da Vannacci, segnale di una possibile espansione locale della nuova formazione.
La vicenda rappresenta così un elemento di forte interesse politico, non solo per Porto Viro ma per l’intero Polesine, dove i tradizionali equilibri civici e di coalizione si confrontano ora con l’emergere di nuove realtà identitarie e sovraniste.
In termini pratici, resta da comprendere quali effetti questo cambio di collocazione potrà produrre sugli assetti consiliari e sulle dinamiche della maggioranza.
Di certo, il passaggio di Bernusso da una civica di area centrosinistra al movimento di Vannacci introduce una frattura politica tutt’altro che ordinaria, destinata a far discutere sia per il valore simbolico sia per le implicazioni sul quadro amministrativo locale.














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E qui stringe la mano ad un femminista