Elisabetta Gagliardi prima semifinalista del contest legato ai diritti umani. A luglio l’appuntamento a Rovigo con “Voci per la libertà”

ADRIA (Rovigo) – Si avvicina la scadenza per partecipare al Premio Amnesty International Italia nella sezione dedicata agli artisti emergenti: c’è tempo fino a lunedì 20 aprile per candidare brani che affrontino tematiche legate ai diritti umani. Il concorso culminerà, come da tradizione, all’interno del festival “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty”, in programma dal 24 al 26 luglio 2026 a Rovigo, giunto alla sua ventinovesima edizione.

Nel frattempo, arriva già il primo nome tra i semifinalisti: è Elisabetta Gagliardi, selezionata con il brano “Toc Toc chi bussa?”. L’artista, originaria di Alessandria, è stata scelta tra i quasi cento iscritti pervenuti entro la prima fase del bando, chiusa il 31 marzo, grazie alla selezione congiunta di “Voci per la libertà” e della Rete dei festival.

Per Gagliardi si apre anche un’ulteriore opportunità: l’esibizione a Eufonica 2026, il salone dedicato alla musica e alle professioni del settore organizzato da BolognaFiere, in programma a Bologna dal 15 al 17 maggio. Un evento che mette in dialogo il mondo della musica indipendente con quello della formazione e del mercato, attraverso live, workshop, incontri e momenti di networking.

Le iscrizioni restano aperte anche per chi non ha partecipato alla prima selezione: tutti gli artisti possono ancora candidarsi accedendo al sito ufficiale del festival, dove è disponibile il bando. I brani possono essere presentati in qualsiasi lingua e appartenere a qualunque genere musicale, purché legati a temi sociali e civili.

“Fai sentire la tua voce” è lo slogan scelto per l’edizione 2026, che come ogni anno affiancherà alle esibizioni musicali anche incontri, ospiti e iniziative dedicate a cultura, arte e attivismo.

Al centro del progetto di Elisabetta Gagliardi c’è un forte impegno personale e artistico. “Toc Toc chi bussa?”, racconta la cantautrice, nasce dall’ascolto di storie di violenza sulle donne, vissute direttamente o attraverso testimonianze vicine. Il brano trasforma un dolore individuale in un messaggio collettivo: una richiesta di rispetto, libertà e solidarietà femminile. “Cantarlo – spiega – è stato un modo per esorcizzare il dolore e condividerlo”.

Diplomata in pianoforte al Conservatorio “Antonio Vivaldi” di Alessandria, Gagliardi ha costruito nel tempo un percorso tra esibizioni live, concorsi e partecipazioni televisive. Dal 2020 si dedica anche all’insegnamento nei dipartimenti pop rock di diversi conservatori. Di recente ha pubblicato “Pills x reels”, un progetto di brani strumentali registrato a Londra, confermando una ricerca artistica in continua evoluzione.

Il conto alla rovescia è partito: per i nuovi talenti della musica impegnata, il 20 aprile rappresenta l’ultima occasione per entrare in gara e portare la propria voce su un palco che da anni unisce musica e diritti.

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