Non un semplice elenco ma un dizionario con quasi mille schede su artisti e artigiani d'arte, a volte o spesso dimenticati

ROVIGO – Quasi 1000 schede biografiche che diventano uno strumento di ricerca e documentazione per il reperimento di informazioni essenziali allo studio e all’approfondimento di singole personalità che nei secoli XIX e XX, nati o attivi nella provincia di Rovigo, hanno operato nel campo delle arti.

Nel volume “Dizionario degli artisti nati o attivi in Polesine nel XIX e XX secolo”, un progetto della Fondazione Banca del Monte di Rovigo, pubblicato da Apogeo Editore, che esce nella collana “I Tigli” dell’Accademia dei Concordi, trovano spazio, oltre ai principali artisti del territorio, figure minori, dimenticate, valenti artigiani, artisti di origine locale che hanno fatto fortuna all’estero e giovani emergenti. L’obiettivo è fornire un inedito strumento di ricerca e consultazione sul modello di analoghi repertori per autori realizzati in altre zone d’Italia, nella convinzione che la storia degli artisti polesani negli ultimi due secoli sia, se non da riscrivere, quantomeno da rileggere con occhi nuovi, liberi da mode e condizionamenti contingenti, allargando lo sguardo ad altri campi della creatività e andando oltre i confini strettamente locali. 

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Il risultato fotografa non solo l’inedita ricchezza di figure e personalità espresse dal territorio della provincia di Rovigo nel campo delle arti visive ma racconta anche una peculiare attitudine verso le arti applicate e l’artigianato artistico, favorita dalla presenza diffusa di valide Scuole d’arti e mestieri, le cui vicende meriterebbero, esse stesse, di essere approfondite in altre sedi. E se è pur vero che è complessivamente ridotto il numero degli artisti che sono assurti alla fama nazionale e internazionale, è altrettanto vero che le vicende di alcuni di loro erano rimaste finora pressoché sconosciute, perché riferite ad artisti emigrati e divenuti celebri altrove, in Italia e all’estero. 

Per ogni artista sono indicati gli ambiti disciplinari nei quali si è espresso, i dati anagrafici rintracciati, le informazioni biografiche essenziali, le principali mostre o attività svolte e, ove possibile, sono riportate note di carattere critico-stilistico. In calce ad ogni scheda sono forniti i rimandi alla bibliografia che chiude il repertorio e sono riportate le principali fonti consultate. Sono state considerate fonti bibliografiche e documentarie, periodici e quotidiani, siti web e fonti orali.

Sala gremita in Accademia dei Concordi per la presentazione, tanto apprezzamento per il lavoro dei tre autori Paola Pizzamano, Alfredo Sigolo e Mihran Tchaprassian

Molti artisti rodigini presenti  e tra il pubblico anche alcuni eredi di artisti citati nel Dizionario.

I ringraziamenti sono andati all’Accademia dei Concordi per l’ospitalità e per aver accolto di pubblicare il volume per la collana I Tigli edito da Apogeo; altrettanti ringraziamenti alla Fondazione Banca del Monte di Rovigo senza il cui intervento il lavoro di ricerca non avrebbe visto la realizzazione.

Soprattutto grazie ai tre autori la cui relazione, preceduta da Andreina Milan che ha introdotto il lavoro scientifico e le motivazioni del Dizionario e ha presentato i ricercatori, ha restituito, seguendo diversi filoni di presentazione (la struttura del Dizionario, la ricerca,  il metodo, i risultati),  il grande impegno e la meticolosità dell’indagine per dimostrare la creatività del Polesine. Non un semplice elenco ma un dizionario con quasi mille schede su artisti e artigiani d’arte, a volte o spesso dimenticati,  riportati alla luce e all’interesse di tutti, un punto di partenza per continuare ad indagare sul patrimonio di questa terra che ha dato i natali a tanta arte o ha creato terreno fertile perchè l’arte si producesse o si diffondesse anche in altre terre.

A portare i saluti iniziali ovviamente il presidente dell’Accademia Giovanni Boniolo e il presidente della Fondazione Banca del Monte di Rovigo Giorgio Lazzarini, e poi il Vice Sindaco Roberto Tovo  e Pier Luigi Bagatin. Tutti si sono complimentati con i tre studiosi autori di uno strumento che mancava, e ora c’è.

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