Seduta sospesa ad Occhiobello, punto ritirato per essere ripresentato corretto. La minoranza insorge dopo che Irene Bononi ha denunciato l'errore nel piano di pagamenti a beneficio del creditore

OCCHIOBELLO (Rovigo) – Nella seduta del consiglio comunale del 29 maggio è stato presentato alla cittadinanza l’atto di transazione che mette fine ad un procedimento giudiziario per cui il Comune di Occhiobello è stato condannato dal Tribunale di Rovigo a pagare quasi 1 milione e 400mila euro per riserve maturate da parte di un’azienda impegnata nella costruzione della tangenziale (LEGGI ARTICOLO).

“Oltre alle spese concordate con la Regione Veneto per quasi 12 milioni di euro nel 2009, l’opera è costata molto di più a causa di varie problematiche sorte nei lunghi anni di costruzione – ha ricordato il sindaco Sondra Coizzi – Questi ulteriori costi sono stati richiesti al Comune di Occhiobello in quanto unico committente, già a partire dal 2017, per cui la vicenda è arrivata in tribunale che ha condannato il Comune a pagare anche questa ulteriore e pesante somma.

L’accordo conseguito oggi dall’amministrazione comunale con i creditori è assolutamente vantaggioso per Occhiobello, perché prevede un saldo e stralcio a 600mila euro (LEGGI ARTICOLO). Il grande lavoro degli ultimi 4 anni con il supporto degli avvocati al fianco dell’amministrazione ha portato a evitare il dissesto finanziario che una spesa come quella avanzata dall’azienda costruttrice, di quasi 5milioni di euro e poi fissati a quasi 1 milione e 400mila, avrebbe potuto causare. Il soddisfacente risultato ottenuto comporterà la chiusura tombale della prima, in ordine cronologico, delle tre cause intentate contro il Comune di Occhiobello dalle aziende appaltatrici che hanno presentato riserve sulle opere della tangenziale: altre due cause sono in giudizio per un ammontare di 4 milioni e più” ha concluso il sindaco Coizzi.

La deliberazione è stata rimandata alla prossima seduta del consiglio comunale, perchè “sia corretto l’errore formale presente nel parere comunque favorevole del revisore dei conti, messo in evidenza dalla minoranza” recita il comunicato della amministrazione, troppo semplicistico a detta della minoranza.

Dal gruppo Occhiobello per te Irene Bononi tuona: “Ad Occhiobello ormai lo sappiamo; la colpa è sempre degli altri. La cosa peggiore è che la comunicazione del sindaco colpevolizza a 360 gradi il “povero” revisore dei conti, ancora una volta accantonando un’umiltà che dovrebbe conseguire a figuracce come quelle accadute in consiglio dove, dopo la presentazione, il punto è stato ritirato dalla votazione”.

“Dopo un’ora di slides titolate “dal problema al risultato”, spiegate per filo e per segno come una maestrina dalla sindaca Coizzi, compresa una cronistoria fatta di foto, dati e numerose autocelebrazioni e sfilate sul ponte di Calatrava – continua Bononi – siamo arrivati alla votazione del tanto acclamato accordo transattivo tra il Comune di Occhiobello e la società creditrice, per un accordo transattivo che è un beneficio per le casse del nostro Comune.

E’ stato previsto un piano di rientro suddiviso in 4 anni nello specifico: 100.000 nel 2023, 200.000 nel 2024 e nel 2025, 100.000 nel 2026. La bozza del medesimo accordo è stata portata alla valutazione del revisore dei conti, che in men che non si dica ci abbona € 200.000 riducendo a 3 il numero di rate, esprimendo comunque parere favorevole.

Durante il consiglio comunale da consigliere ho espresso tutte le mie perplessità sulla soluzione così come è stata presentata – incalza Irene Bononi – richiamando anche il testo unico degli enti locali, che espressamente prevede che si possa provvedere al ripiano del debito con un piano di rateizzazione triennale al massimo. Ho dichiarato che non avrei votato alcun accordo errato onde evitare di incorrere in conseguenze future”.

Il dubbio di Bononi era sicuramente fondato, visto che in aula è calato il gelo, il consiglio comunale è stato sospeso ed il punto all’ordine del giorno ritirato.

“Si ritiene che sia reale l’errore del revisore – conclude Bononi – ma ancor prima di chi ha pensato, redatto e condiviso l’accordo transattivo e allo stesso tempo una responsabilità da parte di questa amministrazione colpevole di non aver nemmeno letto quanto poi esposto durante il consiglio comunale”.

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