50&Più Associazione di Rovigo: concluso l’ultimo incontro sulla salute parlando delle malattie vascolari con il Dr Stefano Cuppini, Primario di Angiologia dell’Azienda Ulss 5 Polesana

ROVIGO – Si è concluso il ciclo di incontri sulla salute organizzato dalla Associazione 50&Più di Rovigo, in collaborazione con Confcommercio della provincia di Rovigo, con l’ultimo appuntamento che ha visto la partecipazione del primario di Angiologia dell’Ulss 5 Polesana, Stefano Cuppini.

Medesimo format, coordinato dal medico di medicina generale Roberto Turrini,  dal Presidente dell’Associazione Giancarlo Destro ed il ritorno dell’ex primario di Diabetologia Francesco Mollo, questa volta tra il pubblico, per l’attinenza dei problemi metabolici con quelli circolatori.

La serie di appuntamenti sulla salute,  è stata resa possibile dall’impegno di tutta la struttura di Rovigo della 50&Più.

Il medico Stefano Cuppini, con alta specialità in Angiologia, si è occupato di circolazione del sangue, stenosi, trombosi dei vasi, e anche vasculiti, ovvero l’infiammazione della parete dei vasi (e qui il diabete è un fattore di rischio importante, con conseguenze che poi coinvolgono quasi sempre anche la cardiologia).

Prima cosa da capire è la differenza tra arteria e vena: la prima ha una parete muscolare che si contrae insieme al battito cardiaco, la vena, invece, non ha parete muscolare.

Arteriopatia ed arteriosclerosi sono le patologie più significative, la cosa più importante sono i sintomi e l’obiettività di una visita. Una buona anamnesi ed un accurato esame obiettivo sono sufficienti nel 90% dei casi. I sintomi, purtroppo, si manifestano con stenosi dei vasi a partire dal 50%, motivo per cui la prevenzione è fondamentale. Quando il paziente accusa i sintomi ha un apparato circolatorio con problemi e la regressione è alquanto improbabile.

I principali fattori di rischio per le arteriopatie sono il fumo, il diabete, l’ipertensione, i valori del colesterolo “cattivo”. Il tasso di mortalità per arterie ostruite, benché siano migliorate le tecniche per risolvere le ischemie critiche per ripristinare la circolazione e l’ossigenazione, rimane comunque molto alto ad 1-5 anni.

Massima attenzione per i pazienti diabetici, soprattutto al piede con lesioni, che devono essere trattate subito per scongiurare che l’infezione possa diventare sepsi (amputazione) o addirittura setticemia, mortale nel giro di pochissimi giorni. Un paziente diabetico con problema al piede rischia inoltre la morte anche per problemi cardiaci in quanto l’infiammazione che parte da un punto si propaga in tutto l’apparato cardiocircolatorio, colpendo quasi sempre il cuore.

Le prescrizioni del medico sono sempre quelle di un corretto ed attivo stile di vita, esami del sangue con emocromo, colesterolo, glicemia, da ripetere su base regolare per scongiurare i principali fattori di rischio.

Non c’è regressione della placca che ostruisce i vasi, i farmaci stabilizzano, evitano la progressione, ma l’importanza della prevenzione è cruciale. Non bisogna arrivare alla patologia perché non si torna indietro.

Dal punto di vista farmacologico le statine sono farmaci molto complessi che si occupano di ridurre il processo infiammatorio dei vasi alla base della placca, altrimenti si usano farmaci antiaggreganti delle piastrine, come l’aspirina ed i vasodilatatori, soprattutto in ospedale nei casi di ischemie, anche critiche.

Dove non arrivano i farmaci si deve intervenire in sala operatoria con varie tecniche ed angioplastiche.

Se dalle arteriopatie si passa alle problematiche del circolo venoso, la flebite o la trombosi venosa profonda, sono le patologie più significative. La seconda è molto pericolosa perché il trombo può muoversi verso il cuore o i polmoni, evolvendo verso l’embolia polmonare, potenzialmente fatale. Se l’arteriopatia è una problematica progressiva, la trombosi venosa può diventare un episodio acuto senza preavviso.

La raccomandazione per tutti è quella di non sottovalutare mai i sintomi, solitamente agli arti inferiori, è importante dialogare con il medico di base che può fare una impegnativa per visita specialistica urgente (in giornata) oppure entro 72 ore, oppure entro 10 giorni. 

L’angiologia di Rovigo è di alto livello – conclude Francesco Mollo: – e questa specialità è la dimostrazione dell’importanza della anamnesi e della visita clinica nell’approccio al paziente. Siamo di fronte ad un caso di supremazia del medico rispetto alla tecnologia in medicina.

Una volta individuata la necessità di cura, diventa fondamentale il rapporto con il paziente per fargli capire la necessità della aderenza terapeutica prescritta, e non sempre è facile essere costanti e coerenti nel prendere trattamenti in condizioni di apparente benessere” ha ricordato Mollo.

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