Il capogruppo di Noi per Rovigo dopo il Ferrarese-bis: “Tradimenti nella maggioranza e cattivi consiglieri isolano la Sindaca”

ROVIGO – Le elezioni provinciali di Rovigo, concluse con la riconferma di Enrico Ferrarese alla guida della Provincia (LEGGI ARTICOLO), lasciano strascichi pesanti nel capoluogo dopo l’intervento dell’ex candidato sindaco del centrosinistra Franco Palmiro Tosini (LEGGI ARTICOLO). A sottolinearlo è Antonio Rossini, che interviene duramente sul dato politico emerso dal voto di secondo livello: cinque voti mancanti al candidato del centrodestra provenienti proprio dall’area della maggioranza che governa Rovigo.

Secondo Rossini, il risultato provinciale mette in luce una frattura interna ormai evidente nell’amministrazione guidata dalla sindaca Valeria Cittadin. “Ancora una volta – afferma – la Sindaca dimostra di circondarsi di cattivi consiglieri, che la stanno trascinando nelle sabbie mobili della politica, facendole perdere lucidità e credibilità”.

Il punto più critico riguarda il comportamento di una parte della maggioranza consiliare di Rovigo. Rossini parla apertamente di un tradimento politico: quattro consiglieri della coalizione che sostiene Cittadin avrebbero infatti scelto di non votare per Ferrarese, orientandosi sul candidato del centrosinistra. Un segnale che, pur non avendo inciso sull’esito finale dell’elezione provinciale, pesa come un macigno sugli equilibri del capoluogo.

“È un fatto grave – sottolinea il capogruppo di Noi per Rovigo – che mina la coesione interna e mette seriamente in discussione la capacità della Sindaca di valutare e pesare le persone di cui si circonda”. Per Rossini, quanto accaduto alle provinciali certifica l’isolamento politico della prima cittadina, sempre più distante dalle dinamiche reali della sua stessa maggioranza.

La riconferma di Ferrarese alla guida della Provincia chiude formalmente la partita istituzionale, ma apre una fase di riflessione tutta interna a Palazzo Nodari. Per Rossini il messaggio uscito dalle urne è chiaro: dietro la facciata della maggioranza, a Rovigo, le crepe sono ormai strutturali. E ignorarle, avverte, rischia di avere conseguenze ben più pesanti delle elezioni provinciali.

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