Lo scorso weekend, l'abbazia della Vangadizza e il teatro Sociale Eugenio Balzan a Badia, il palazzo Bentivoglio e la chiesa arcipretale di Santo Stefano a Castelmassa hanno attirato frotte di visitatori

BADIA POLESINE (Rovigo) – Fra la cittadina altopolesana e Castelmassa la quattordicesima edizione delle Giornate d’autunno promosse dal Fondo per l’ambiente italiano, ha fatto il pieno di ammiratori. Secondo le stime quasi tremila.

Lo scorso weekend, l’abbazia della Vangadizza e il teatro Sociale Eugenio Balzan a Badia, il palazzo Bentivoglio e la chiesa arcipretale di Santo Stefano a Castelmassa hanno attirato frotte di visitatori, molti provenienti da fuori provincia, alcuni da Varese.


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Per Badia si è trattato di un ritorno, dopo il successo del 2020 mentre per Castelmassa è stato un debutto.

Secondo Silvia Baldo, c’è stata una prevalenza di visitatori a Badia, nonostante la coincidenza pomeridiana di “Badia in rosa”. Il dato più sorprendente è che molti badiesi non avevano mai visitato l’abbazia.

Molto apprezzati a Badia gli studenti del Primo Levi, guidati dalla professoressa Serena Mazzetto, nell’inedito ruolo di ciceroni.

Un ringraziamento del Fai è stato rivolto alle famiglie Cazzola, Greco e Sinigaglia, alle amministrazioni comunali di Badia Polesine e Castelmassa, a don Stefano, alla Diocesi di Adria-Rovigo, alla Protezione civile e all’Associazione nazionale carabinieri, per la disponibilità, il sostegno e la preziosa collaborazione, nonché a Qualbuonveneto per il supporto tecnico. 

Remo Facciolo del Nucleo Volontariato e Protezione Civile ANC di Badia Polesine sottolinea il ruolo dei volontari in servizio al Teatro Sociale E. Balzan e all’Abbazia della Vangadizza.

La delegazione di Rovigo è già al lavoro per le Giornate Fai di Primavera.

Ugo Mariano Brasioli

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