In piazza Vittorio Emanuele II il nuovo punto informativo della Camera Penale Rodigina: Noce e Petternella spiegano le ragioni della riforma tra separazione delle carriere e stop alle correnti

ROVIGO – Un nuovo presidio informativo in vista del referendum costituzionale sulla riforma dell’ordinamento giudiziario. È stato inaugurato nel tardo pomeriggio di venerdì 6 febbraio, in piazza Vittorio Emanuele II, il punto informativo della Camera Penale Rodigina, aderente al Comitato delle Camere Penali per il “Sì”.

L’iniziativa, guidata dal presidente avvocato Marco Petternella, si inserisce nella campagna nazionale promossa dall’Unione delle Camere Penali Italiane, con l’obiettivo di portare nel dibattito pubblico una riforma che, secondo i sostenitori del “Sì”, rappresenta una svolta storica per l’equilibrio tra accusa e giudizio e per il funzionamento degli organi di autogoverno della magistratura.

Valentina Noce: “Nel cuore della riforma c’è il lavoro dell’avvocatura”

Tra gli interventi principali quello dell’avvocata rodigina Valentina Noce, segretaria particolare del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha ribadito il sostegno del Governo alla riforma.

Noce ha spiegato come il testo sia frutto di un lungo confronto con l’avvocatura e in particolare con le Camere Penali: “Nel cuore della riforma c’è tanto del lavoro dell’avvocatura e delle Camere Penali. In questi anni abbiamo condiviso moltissimo e molte istanze sono state recepite in sede ministeriale”.

Secondo Noce, la vera portata innovativa non riguarda solo la separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante, ma soprattutto la modifica del sistema di nomina del CSM: “Il vero problema per chi sostiene il No non è la separazione delle carriere, ma lo stop alle correnti. Il sorteggio del CSM è una rivoluzione copernicana perché distrugge quella cinghia di trasmissione che portava al potere determinati magistrati”.

Un passaggio che, nelle intenzioni dei promotori, mira a ridurre il peso del sistema correntizio e a rafforzare la fiducia dei cittadini nell’imparzialità della giustizia.

“Nessun attacco alla libertà dei giudici”

Noce ha respinto anche le critiche di chi vede nella riforma un rischio di assoggettamento della magistratura al potere esecutivo: “Resta la totale indipendenza sia del requirente che del giudicante. Entrambi assorbono le stesse posizioni costituzionali. Non c’è alcun assoggettamento al Governo, anzi si rafforzano le tutele”.

Petternella: “Una battaglia decennale, una riforma di civiltà”

A fare gli onori di casa è stato il presidente della Camera Penale Rodigina, Marco Petternella, che ha definito la separazione delle carriere una battaglia storica dell’avvocatura penalista: “È una battaglia decennale delle Camere Penali italiane. La riforma approvata dal Parlamento ricalca per l’80% la proposta di iniziativa popolare elaborata da noi”.

Petternella ha ricordato come quella proposta avesse raccolto oltre 700 mila firme, con il sostegno anche di forze politiche diverse, dal Partito Radicale al Partito Democratico: “È una battaglia di civiltà e modernizzazione, prevista già da commissioni come quella D’Alema e rimasta in sospeso per anni”.

Un punto informativo per i cittadini

Il nuovo spazio in centro città nasce con un obiettivo preciso: offrire un supporto informativo a chi non ha strumenti tecnici per orientarsi in una riforma costituzionale complessa.

“Molti cittadini non hanno le condizioni per valutare la portata del testo. Il nostro scopo è portare questa riforma fuori dagli addetti ai lavori”.

Petternella ha riconosciuto che il mondo della giustizia è diviso, tra magistrati e avvocati favorevoli o contrari, ma ha insistito sul fatto che il referendum sarà deciso soprattutto dall’opinione pubblica.

Il nodo dell’imparzialità: “Come un arbitro tesserato”

Nel confronto con i giornalisti è emersa anche una delle metafore più forti utilizzate dai sostenitori del “Sì”: quella dell’arbitro.

“Se un arbitro famoso fosse tesserato per una squadra, non lo farebbero mai arbitrare una finale. Oggi giudici e pubblici ministeri sono colleghi dello stesso ordinamento, con carriere intrecciate”.

Per i promotori della riforma, spezzare questa colleganza significa rafforzare la percezione di terzietà del giudice, nell’interesse dell’imputato e del cittadino.

Correnti e CSM: “Oggi è in mano ai gruppi di potere”

Altro punto centrale è il funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura, che secondo Petternella sarebbe oggi condizionato dal sistema delle correnti: “Il CSM decide su carriere, avanzamenti e disciplina. Oggi è in mano alle correnti. Il sorteggio serve a spezzare questo meccanismo”.

Un tema che, ha ricordato, è stato sollevato negli anni anche da figure pubbliche e magistrati di primo piano.

Verso il voto: informazione e partecipazione

Con l’apertura della sede rodigina, la campagna per il referendum entra nel vivo anche in Polesine. Il comitato per il “Sì” punta ora a incontri pubblici e momenti di confronto, per spiegare ai cittadini una riforma che, sottolineano i promotori, non va confusa con una generica “riforma della giustizia”, ma riguarda in modo specifico l’assetto costituzionale dell’ordinamento giudiziario.

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