VENEZIA (Rovigo) – Il tema delle rette RSA e della loro sostenibilità per i bilanci comunali approda ufficialmente al tavolo tra Regione del Veneto e Anci Veneto, dopo l’incontro del 3 marzo tra l’assessore regionale al Sociale Paola Roma e la delegazione dei sindaci guidata dal presidente Mario Conte.
A intervenire è la consigliera regionale Rossella Cendron (Le Civiche Venete), che rivendica di aver sollevato già nelle scorse settimane la questione, definendola una vera e propria “bomba socio-economica” per gli enti locali.
«È stato fondamentale – dichiara Cendron – aver posto con forza, già il 3 febbraio scorso, il tema della sostenibilità delle rette RSA per i Comuni. Un rischio concreto di default per molti enti, soprattutto di piccole dimensioni, che oggi trova pieno riscontro nel confronto avviato tra Regione e Anci».
Il nodo ISEE e le sentenze
La consigliera ricorda di aver depositato un’interrogazione scritta alla Giunta regionale per sollecitare un intervento urgente, alla luce delle recenti pronunce giurisprudenziali, culminate con la sentenza del Consiglio di Stato n. 778/2025, che stabilisce come l’ISEE sia l’unico parametro per determinare la quota a carico dell’utente.
Un principio che, di fatto, impone ai Comuni di coprire le eventuali differenze sulle rette delle residenze sanitarie assistenziali, con un impatto potenzialmente rilevante sui bilanci locali.
«La mia interrogazione è ancora in attesa di risposta formale – prosegue Cendron – ma non posso che esprimere soddisfazione nel vedere che Anci Veneto e l’assessore Roma si sono già attivati per affrontare strutturalmente il problema, monitorando i contenziosi e valutando possibili interventi normativi insieme ai livelli nazionali».
“Tutela per famiglie e Comuni”
Secondo la consigliera regionale, l’obiettivo deve essere duplice: da un lato garantire i diritti delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie, dall’altro evitare che un impianto normativo attuale rischi di mettere in seria difficoltà finanziaria gli enti locali.
«La Regione ha il dovere di non lasciare soli i sindaci – conclude –. Bene quindi la scelta di fare sistema, coinvolgendo tutte le Regioni e attivando anche Anci Nazionale per aprire un confronto con il Governo sulla revisione dei criteri ISEE. Ora occorre passare rapidamente dalle parole a soluzioni concrete e sostenibili per i nostri Comuni».













