Organizzato da Confagricoltura Rovigo si svolgerà martedì 25 febbraio, alle 9.30, nella sede associativa di piazza Duomo 

ROVIGO – Quali saranno gli effetti della riforma fiscale per le attività agricole innovative, come i crediti di carbonio? Quale sarà la possibile evoluzione di attività agricole connesse, come le agroenergie? E quali novità porterà la legge di bilancio?

Di questo si parlerà nel convegno fiscale organizzato da Confagricoltura Rovigo che si svolgerà martedì 25 febbraio, alle 9.30, nella sede associativa di piazza Duomo. La giornata è valida anche per l’aggiornamento dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili, dell’Ordine dottori agronomi e dottori forestali e del Collegio provinciale periti agrari e periti agrari laureati. È prevista la possibilità di seguire il convegno in videoconferenza.

Dopo l’introduzione di Massimo Chiarelli, direttore di Confagricoltura Rovigo, seguiranno le relazioni di Nicola Caputo, direttore del settore Politiche fiscali Confagricoltura, e di Alessandra Caputo, commercialista dello Studio Caputo e Valenti Associati, e pubblicista di Il Sole 24 Ore. Ampio spazio verrà dato alle novità della Legge di Bilancio 2025: nuove aliquote Irpef; detrazioni fiscali; regime forfettario; rideterminazione quote e terreni; bonus edilizi; tracciabilità spese di trasferta; credito 5.0; credito 4.0; riduzione aliquota Ires; nuova Sabatini; assegnazioni agevolate.

“Ogni anno Confagricoltura organizza incontri su temi cruciali per il mondo agricolo, anticipando spesso i tempi – dice Lauro Ballani, presidente di Confagricoltura Rovigo -. Molto interessante l’attenzione dedicata dalla riforma fiscale allo sviluppo delle nuove tipologie di agricoltura. È il caso delle prime modifiche all’Irpef con la riconduzione ai redditi agricoli dei proventi che possono ricavarsi dalla cessione di beni materiali e immateriali derivanti dalla lotta ai cambiamenti climatici e dalla tutela dell’ambiente. Un esempio sono i crediti di carbonio per la cattura della CO2 attraverso l’utilizzo delle nuove tecniche dell’agricoltura rigenerativa. Altro caso è il riconoscimento, sempre dal punto di vista fiscale, di attività collegate allo svolgimento di cicli biologici di carattere vegetale, come le vertical farms, mirate anche a raggiungere gli obiettivi della sostenibilità ambientale”.

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