ROSOLINA (Rovigo) – C’è un confine sottile tra narrazione e realtà, e spesso è proprio lì che nascono le storie più urgenti. Giovedì 23 aprile alle ore 20:45, l’Auditorium Sant’Antonio ospiterà il terzo incontro di “Rosolina d’Autore 2026”, rassegna promossa dal Centro Socio Culturale “Per una Civiltà dell’Incontro APS”, in collaborazione con il Circolo Noi Rosolina APS e con il patrocinio del Comune di Rosolina.
Al centro della serata ci sarà Martina Marchiò, infermiera impegnata nelle missioni di Medici Senza Frontiere, che porterà al pubblico una testimonianza maturata nei contesti più critici del pianeta. Non una semplice presentazione letteraria, ma un racconto vissuto, capace di restituire il volto concreto dei conflitti contemporanei.
Nel volume “Brucia anche l’umanità. Diario di un’infermiera a Gaza”, Marchiò descrive il momento in cui la normalità si dissolve: ospedali al collasso, emergenze continue, decisioni che in pochi istanti possono cambiare il destino di una vita. Il libro nasce dall’esperienza diretta nella Striscia di Gaza, dopo l’escalation del conflitto seguita agli eventi del 7 ottobre 2023, offrendo uno sguardo crudo e senza filtri su una realtà spesso raccontata, ma raramente vissuta in prima persona.
Il percorso professionale dell’autrice si snoda attraverso numerosi scenari internazionali — Congo, Mozambico, Etiopia, Sud Sudan, fino a Messico, Grecia, Bangladesh e Gaza — segnato da un impegno costante nelle emergenze umanitarie. Accanto all’attività sul campo, il progetto “Infermiera Zen”, attivo dal 2019, rappresenta uno spazio di condivisione e sensibilizzazione che ha contribuito ad amplificare queste esperienze presso un pubblico sempre più ampio.
A dialogare con l’autrice sarà Enrico Fionotto, che guiderà l’incontro tra domande e riflessioni, accompagnando il pubblico dentro i temi del libro e le complessità del lavoro umanitario.
Come sottolinea Pablo Trincia nella prefazione:
“La testimonianza di Martina Marchiò in questo libro ha un significato profondo. Perché racconta la storia di una donna che prima ancora di ribellarsi al silenzio ha rischiato la propria vita in una terra dove l’esercito israeliano prende di mira e uccide anche gli operatori umanitari”.
L’appuntamento si presenta così come un invito all’ascolto consapevole, capace di andare oltre la superficie delle notizie. Una serata in cui le parole diventano strumenti per comprendere il presente, interrogarsi e dare spazio a storie che raramente trovano voce, ma che risultano fondamentali per leggere il nostro tempo con maggiore lucidità.

















