ROVIGO – Si è conclusa domenica 30 novembre presso l’Auditorium Marco Tamburini di Rovigo l’edizione 2025 della “storica” doppia rassegna Musica e Poesia / Musica e Pittura organizzata da Conservatorio di Musica Francesco Venezze, Fondazione Banca del Monte di Rovigo e Accademia dei Concordi con la partecipazione di FinecoBank.


Nel saluto introduttivo il presidente dell’Accademia dei Concordi Pier Luigi Bagatin ha brevemente ripercorso gli otto appuntamenti della rassegna impostata, sia per la parte poetica che per quella figurativa, sulla ricchezza culturale del Novecento polesano. Ha ricordato in particolare gli interessanti interventi dei Licei Celio-Roccati e Paleocapa per l’analisi dei poeti e i relatori che l’hanno preceduto nella sezione pittorica, auspicando che si possa al più presto disegnare una storia artistica del Polesine del secolo scorso attraverso incontri – anche in binomio con la musica – pubblicazioni, ma soprattutto esposizioni delle opere dei tanti artisti che il territorio rodigino ha avuto nei vari decenni.


Lo stesso Bagatin ha poi esposto un’agile e puntualissima relazione sul tema “I paesaggi polesani di Carolina Occari e Frida Osti”. Di Carolina Occari ha individuato alcune acqueforti degli anni Novanta aventi a tema il Po e le vegetazioni tipiche dei paesaggi fluviali, sempre ricchissime di dettagli, mentre l’arte di Frida Osti, assai diversa, sia nella tecnica dell’acquaforte sia quando dipinge a olio, rende la visione del mare o della foce del Po in maniera essenziale, in una vera e propria semplificazione estrema del paesaggio.
Il programma musicale è stato introdotto da Giuseppe Fagnocchi che ha altresì portato il saluto della presidente del Conservatorio Maria Grazia Faganello rivolto al pubblico, ai partner istituzionali e agli studenti del Venezze sempre all’altezza di prestazioni musicali di successo. Venendo al programma Fagnocchi ha evidenziato come l’impaginato scelto di “trasparenti e delicate trame sonore” costituisse un parallelo con l’arte delle due pittrici: analiticamente cesellata la Sonata D 574 di Franz Schubert e, al contrario, quasi un unico gesto di fluidità legata e delicata risonanza la Berceuse di Ottorino Respighi per poi passare ad un linguaggio ammiccante anche alla musica non colta nella successiva Valse caressante.
Queste caratteristiche sono state attentamente proposte nell’interpretazione del duo Silvia Muscarà violino e Eleonora Luchetti pianoforte che si è caratterizzato anzitutto per l’accuratissimo equilibrio sonoro tra le parti in tutto il programma, ma anche per un attento rilievo agli elementi testuali, riccamente presenti nel testo di Schubert, rendendo la dimensione concertante e la direzione delle frasi sempre puntuali e ben orientate nella scansione temporale. Opportunamente diverse le sonorità ricercate nei due pezzi di Respighi, il primo delicatissimo con sordina e il secondo di grande coinvolgimento per il pubblico che ha ripagato meritatamente le due concertiste con un lungo applauso finale.
Nel saluto conclusivo il presidente della Fondazione Banca del Monte Giorgio Lazzarini ha infine ringraziato il pubblico annunciando che già è allo studio avanzato il tema della doppia rassegna del prossimo anno 2026 e, augurando a tutti buone festività, ha lasciato spazio al duo Muscarà-Luchetti che ha riproposto la Valse di Respighi.
















