La famiglia chiede giustizia dopo il decesso del piccolo di due anni e mezzo. La comunità egiziana si mobilita per una veglia pacifica di solidarietà
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ROVIGO – Una tragedia che scuote due città e un’intera comunità. La morte del piccolo Adam Mohamed Abdelmoeti Ibrahim Seddik, due anni e mezzo, ha aperto interrogativi profondi e dolorosi su quanto accaduto durante un intervento chirurgico programmato (LEGGI ARTICOLO). Domenica 19 aprile, alle ore 10:30, è stata organizzata una veglia pacifica davanti all’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Rovigo, luogo da cui ha avuto inizio la drammatica sequenza di eventi.

Il bambino, residente con la famiglia di origine egiziana in provincia di Parma, era stato indirizzato proprio a Rovigo, indicato come centro di eccellenza per la correzione della malformazione congenita al braccio destro. Un intervento definito di routine, programmato per la mattina del 14 aprile, si è però complicato circa un’ora dopo l’inizio. Da lì, la decisione urgente di trasferire il piccolo all’ospedale di Padova, struttura dotata di reparti più attrezzati per le emergenze.

Il trasferimento in ambulanza è durato circa quaranta minuti. Ma il cuore del bambino ha cessato di battere durante il tragitto. Una corsa contro il tempo che non è bastata a salvargli la vita.

La famiglia, distrutta dal dolore, ha presentato un esposto per fare luce sull’accaduto. “È entrato in ospedale saltellando, pieno di vita, e poche ore dopo non c’era più”, hanno raccontato i genitori, chiedendo risposte su ciò che è successo in sala operatoria. Assistiti dai legali, chiedono chiarezza su eventuali responsabilità e sulle procedure adottate.

Adam soffriva dalla nascita di una lesione del plesso brachiale destro che coinvolgeva spalla, gomito e mano. Dopo terapie in Italia e un primo intervento in Egitto non risolutivo, alla famiglia era stato consigliato il centro di Rovigo come riferimento per questo tipo di chirurgia.

Intanto, cresce la mobilitazione. La comunità egiziana in Italia, insieme a cittadini e associazioni, ha promosso la veglia di domenica davanti all’ospedale rodigino. Un momento di raccoglimento e solidarietà, ma anche un appello forte a “verità, trasparenza e giustizia”.

“Non chiediamo vendetta, ma solo di sapere cosa è successo”, è il messaggio condiviso sui social da amici e rappresentanti della comunità. Un dolore che si fa collettivo, trasformandosi in richiesta di chiarezza.

Durante la veglia sarà osservato un momento di silenzio in memoria del piccolo Adam. Un gesto semplice, per ricordare una vita spezzata troppo presto e per sostenere una famiglia che ora cerca risposte. Una tragedia devastante 

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