ROVIGO – Rovigo diventa laboratorio nazionale di integrazione tra scuola e sport. Sabato 25 aprile, alle ore 14, lo stadio “Mario Battaglini” ospiterà il primo torneo del progetto “Scuole e Rugby – Crescere Insieme”, promosso dalla Federazione Italiana Rugby insieme al Comitato Regionale Veneto. Un appuntamento che segna la conclusione della fase sperimentale e, allo stesso tempo, l’inizio concreto di un nuovo modello educativo.
Al centro dell’iniziativa c’è un’idea chiara: rafforzare il legame tra scuola, territorio e pratica sportiva, offrendo ai più giovani un percorso strutturato che vada oltre le ore curricolari. In questo contesto, Rovigo e il Veneto fanno da apripista, primi in Italia a testare un sistema di tutoraggio in cui i club affiancano le scuole, coinvolgendo attivamente anche le famiglie.
Protagonisti del torneo saranno circa venti studenti, dalla quarta elementare alla terza media, provenienti dai tre istituti comprensivi cittadini. I ragazzi hanno preso parte a un percorso iniziato nei mesi scorsi, tra lezioni in aula e allenamenti sul campo, seguiti da tecnici qualificati della Monti Rugby Rovigo Junior. Un’esperienza costruita passo dopo passo, culminata negli incontri del 10, 17 e 24 aprile proprio al Battaglini.
Elemento chiave del progetto è il rugby tag, variante senza contatto fisico che permette un approccio sicuro e inclusivo alla disciplina. Una scelta che ha favorito la partecipazione, superando timori e barriere, e promuovendo valori come rispetto, collaborazione e spirito di squadra. Il torneo rappresenterà dunque non solo una competizione, ma soprattutto un momento di condivisione tra studenti, famiglie e comunità sportiva.
La giornata avrà anche un forte valore simbolico: i giovani partecipanti accompagneranno in campo le squadre di Serie A Elite, Rugby Rovigo Delta e Fiamme Oro Rugby, prima dell’ultima gara di campionato. Successivamente assisteranno al match dalla tribuna insieme ai genitori, vivendo da vicino l’atmosfera del rugby di alto livello.
Il progetto, coordinato a livello regionale da Stefano Bordon e seguito per la Monti Rugby Rovigo Junior da Roberta Ponzetto, si inserisce in una strategia più ampia avviata già da settembre. L’obiettivo è chiaro: rendere il rugby uno strumento educativo stabile, capace di incidere positivamente sulla crescita delle nuove generazioni.
Dalle istituzioni sportive arriva un messaggio condiviso. Il presidente del Comitato Regionale Veneto, Vittorio Raccamari, sottolinea come l’iniziativa rappresenti “un passaggio fondamentale” per avvicinare i giovani al rugby in modo graduale e coinvolgente. Per Stefano Bordon, il valore risiede nel percorso costruito insieme a scuole e club, mentre Damiano Libralon, presidente della Monti Rugby Rovigo Junior, evidenzia l’importanza di creare un ponte concreto tra realtà scolastica e società sportive.
Particolarmente significativo anche il bilancio tracciato da Roberta Ponzetto: il progetto ha coinvolto 30 classi e circa 590 alunni, dimostrando come il rugby possa diventare un potente strumento formativo. Dalla gestione della palla ovale al passaggio all’indietro, fino al gioco di squadra, ogni elemento ha contribuito a sviluppare competenze motorie ma anche relazionali e cognitive.
In un contesto segnato da fenomeni come sedentarietà e isolamento giovanile, esperienze come questa mostrano una strada possibile: educare attraverso lo sport, costruendo comunità più inclusive e consapevoli. Rovigo, ancora una volta, si conferma capitale del rugby italiano, ma anche terreno fertile per nuove idee.













