30enne di nazionalità egiziana ha picchiato selvaggiamente una bimba mandandola all’Ospedale con gravi lesioni, portato in carcere dalla Squadra Mobile 

ROVIGO – La Procura della Repubblica di Rovigo ha richiesto ed ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari la misura della custodia cautelare in carcere, eseguita oggi venerdì 4 aprile 2025 dalla Squadra Mobile della Questura di Rovigo su delega della Procura, nei confronti di E.A.A., 30enne di nazionalità egiziana, ritenuto responsabile in ipotesi accusatoria del reato di lesioni pluriaggravate dal rapporto di convivenza, dai futili motivi, dalla minorata difesa stante l’età della vittima,  commesso in Rovigo il 29 marzo 2025 ai danni di una bambina di anni cinque, figlia di una donna di nazionalità marocchina, con la quale l’indagato conviveva assieme alla minore.

Le indagini, svolte con tempestività e accuratezza dalla Squadra Mobile della Questura di Rovigo, diretta dal commissario capo Marica Bozzelli, coordinata dalla Procura della Repubblica di Rovigo diretta dalla dottoressa Manuela Fasolato, sono consistite nell’assunzione di più persone informate sui fatti, tra cui la madre della bambina e altri soggetti informati sui fatti, i medici dell’ospedale presso cui la bambina è stata ricoverata a seguito delle lesioni, nella acquisizione di documentazione medica e di materiale fotografico,  nonché nell’esecuzione di una perquisizione delegata dalla Procura presso l’abitazione del soggetto indagato che ha permesso di trovare riscontri al fatto reato che viene contestato di lesioni. 

La bambina, secondo l’ipotesi accusatoria, in conseguenza della condotta dell’indagato connotata da violenza e ferocia ha riportato, come risulta da esami strumentali ospedalieri e visite mediche, contusioni ad un rene, ai tessuti molli del cranio, la perforazione di un timpano con ipoacusia trasmissiva bilaterale, ecchimosi ed escoriazioni diffuse al volto, collo, tronco, dorso, glutei e arti superiori, ecchimosi del labbro superiore di destra nella porzione centrale con associato incisivo superiore mobile, nonché area di alopecia da trazione traumatica dei capelli.

Le esigenze cautelari che la Procura di Rovigo ha evidenziato nella richiesta della misura cautelare del carcere, sono sia quelle di evitare inquinamento probatorio, in relazione alle successive indagini da svolgere, che la reiterazione di reati della stessa specie di quelli per cui si procede

La bambina è ancora ricoverata, non è ancora nota la prognosi definitiva.

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