SAN BELLINO (Rovigo) – Un sogno verde che prende forma, con una data che segna un passaggio importante per tutta la comunità. Oggi, giovedì 19 febbraio, nella Biblioteca comunale di San Bellino, prende il via il primo di tre incontri pubblici dedicati al progetto “Le Mura Verdi”, un intervento che punta a trasformare il volto del paese attraverso la realizzazione di un grande anello naturale alberato attorno al centro abitato.
Il progetto è stato reso possibile grazie all’aggiudicazione del bando Green Up! della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che ha finanziato integralmente l’idea progettuale del Comune con un contributo di 100.000 euro. Un segnale forte di fiducia verso una visione che intreccia ambiente, qualità della vita e valorizzazione del territorio.
Un anello di biodiversità intorno al paese
L’intervento, denominato ufficialmente “Green Up! San Bellino – un anello di biodiversità, mobilità, ecosistemi”, prevede la realizzazione di una vera e propria “cintura verde” periurbana, un percorso naturale fruibile a piedi e in bicicletta che circoscriverà il perimetro dell’abitato, collegandosi alla rete ecologica circostante.
Come descritto nella relazione generale del progetto esecutivo, l’obiettivo è creare un sistema integrato di percorsi pedonali e ciclabili che diventi nel tempo un modello replicabile anche in altri piccoli comuni del Polesine, con benefici ambientali, sociali ed economici .
Risposta al cambiamento climatico e alla pressione infrastrutturale
San Bellino, comune dell’Alto Polesine con poco più di mille abitanti, negli ultimi anni ha visto crescere la presenza di poli logistici e infrastrutture, con conseguenze sulla viabilità e sull’inquinamento atmosferico e acustico.
Il progetto nasce anche come risposta concreta alle sfide del cambiamento climatico: mitigazione delle ondate di calore, miglioramento della qualità dell’aria, tutela della biodiversità e creazione di nuovi spazi di socialità e benessere per i cittadini .
Tra gli obiettivi indicati:
- realizzare un percorso verde alberato accessibile e sicuro
- salvaguardare ecosistemi e insetti impollinatori
- promuovere mobilità sostenibile e stili di vita salutari
- contrastare lo spopolamento dei piccoli centri rurali
“Le mura più belle non sono quelle che dividono”

A sottolineare il valore simbolico e comunitario dell’iniziativa è il sindaco Aldo D’Achille, noto in Veneto per i suoi numerosi progetti green già premiati a livello nazionale, dall’afforestazione delle campagne padane fino alla realizzazione di una tartufaia nel parco comunale.
“Parte un progetto che può cambiare il volto del nostro paese: un percorso naturale che abbraccia San Bellino, pensato per aumentare il benessere di tutti noi, creare nuovi spazi di incontro, valorizzare il territorio e accrescere anche il valore immobiliare dell’intera comunità”, ha dichiarato il primo cittadino.
D’Achille aggiunge anche un’immagine destinata a diventare il manifesto dell’iniziativa:
“Le mura più belle non sono quelle che dividono, ma quelle verdi che uniscono”.
Si parte subito: acquisizione dei terreni e primo anello “rosso”
Il progetto prevede uno sviluppo modulare: il masterplan individua più “anelli” verdi che potranno intersecarsi nel tempo. Per ora, come spiegato dal sindaco, si parte dal primo tracciato, quello definito “rosso”, con l’acquisto dei terreni già concordato in modo bonario.
L’anello verde comprenderà filari alberati, siepi arbustive e fasce boscate con specie autoctone tipiche della pianura veneta, contribuendo alla rinaturalizzazione di un paesaggio agricolo che negli ultimi decenni ha perso molte delle sue siepi storiche .
Il primo incontro in biblioteca
L’appuntamento di oggi rappresenta il primo momento di condivisione con la cittadinanza. Il tema scelto per l’avvio è particolarmente significativo: “Il cambiamento climatico e il valore degli alberi in agricoltura”, con la relazione del dott. Alberto Bonora.
Un percorso partecipato che accompagnerà passo dopo passo la realizzazione delle “Mura Verdi”, trasformando San Bellino in un esempio concreto di come anche un piccolo comune possa guidare una grande visione ambientale.
Perché, a quanto pare, ogni tanto gli esseri umani riescono persino a costruire qualcosa che non sia cemento.









