VENEZIA – Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato la nuova legge dedicata alla priorità housing, un provvedimento pensato per sostenere gli operatori del sistema sanitario e socio-sanitario attraverso l’accesso ad alloggi a canone calmierato. La misura punta a rispondere a una delle principali criticità che incidono sulla carenza di personale: la difficoltà di trovare un’abitazione a costi sostenibili nelle aree dove medici, infermieri e operatori sono chiamati a lavorare.
La normativa consente di utilizzare in modo più efficace le risorse europee del Programma FESR 2021-2027, ampliando le possibilità di destinare gli alloggi di social housing a chi svolge un servizio essenziale per la collettività.
«Questa è una legge alla quale tengo particolarmente perché affronta una delle emergenze più sentite dalle nostre comunità: garantire una casa a chi ogni giorno tutela il diritto alla salute dei cittadini. Oggi istituiamo un servizio di welfare aziendale per i professionisti della sanità», ha dichiarato il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani.
Secondo Stefani, medici, infermieri, operatori socio-sanitari e professionisti delle IPAB rappresentano una risorsa fondamentale per il Veneto, ma continuano a scontrarsi con il costo elevato degli affitti nelle aree a maggiore pressione abitativa.
Investimento da 25 milioni di euro
La legge introduce una disciplina straordinaria che consente di superare, per i progetti finanziati con le risorse europee dedicate all’housing sociale, i limiti numerici previsti dalla normativa regionale. L’obiettivo è favorire il recupero di immobili pubblici inutilizzati o da riqualificare, destinandoli ad abitazioni per il personale sanitario.
Gli interventi avranno una durata massima di cinque anni e saranno regolati da criteri che saranno definiti dalla Giunta regionale, senza nuovi oneri per il bilancio della Regione. Il piano potrà contare su un investimento complessivo di 25 milioni di euro.
«La carenza di personale sanitario non dipende soltanto dalle dinamiche del mercato del lavoro, ma anche dall’elevato costo della vita e degli affitti. Con questa legge mettiamo in campo uno strumento innovativo che valorizza il patrimonio pubblico inutilizzato, offrendo alloggi a canone calmierato a chi sceglie di lavorare al servizio della nostra comunità», ha sottolineato ancora Alberto Stefani.
Il presidente ha infine evidenziato come il provvedimento rappresenti una scelta di «buon governo», capace di coniugare il recupero del patrimonio immobiliare pubblico con l’utilizzo delle risorse europee già disponibili, sostenendo concretamente chi ogni giorno garantisce il funzionamento del sistema sanitario.
«La casa è uno dei pilastri della qualità della vita e della capacità di attrarre competenze. Con questo provvedimento il Veneto compie un passo importante per rendere il nostro sistema sanitario ancora più forte e competitivo, offrendo condizioni migliori a chi decide di costruire qui il proprio futuro professionale e personale», ha concluso Stefani.
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