ADRIA (Rovigo) – “I cittadini hanno diritto di sapere la verità”. Con queste parole Elena Suman, candidata del Movimento 5 Stelle alle elezioni regionali del 23 e 24 novembre, lancia un appello pubblico ai rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, chiedendo una visita congiunta all’ospedale di Adria per verificare sul campo “cosa resta di quello che per decenni è stato un presidio sanitario di riferimento per tutto il Basso Polesine”.
“Un ospedale svuotato dopo la riforma del 2016”
Suman, che per anni ha lavorato all’interno della struttura, denuncia “la progressiva perdita di servizi, personale e posti letto”, a partire dalla Legge regionale n. 19 del 2016, che ha sancito l’accorpamento dei tre ospedali pubblici polesani in un’unica azienda sanitaria.
«Da allora – afferma – Adria è stata progressivamente ridimensionata, fino a diventare un guscio vuoto rispetto al ruolo che aveva. Le decisioni prese in nome dell’efficienza hanno significato, nei fatti, tagli e disservizi per migliaia di cittadini.»
I numeri del ridimensionamento
Suman elenca una serie di dati che, secondo lei, fotografano in modo impietoso la trasformazione del sistema sanitario polesano:
- Adria: da 230 a 144 posti letto
- Trecenta: da 222 a 132
- Rovigo: da 422 a 374
- Cliniche private: da 275 a 356 (+81)
Una dinamica, osserva la candidata, che si accompagna a un “progressivo spostamento di risorse verso il settore privato”.
In particolare, tra i dati citati emergono gli incrementi di spesa previsti per il 2025 a favore di alcune strutture accreditate:
- Casa di Cura di Porto Viro: da 31,2 a 33,9 milioni di euro (+8,7%)
- Gruppo Bianalisi Veneto: da 3,77 a 4,28 milioni (+13,3%)
- Rovigo Medica: +14,8% stimato tra 2024 e 2025

“Serve trasparenza, non propaganda”
Da qui la richiesta di una verifica pubblica:
«Invito i candidati del centrodestra, il direttore generale dell’Ulss 5 Pietro Girardi e il sindaco di Adria Massimo Barbujani – dichiara Suman – a un sopralluogo congiunto per verificare insieme cosa è rimasto dell’ospedale di Adria. La cittadinanza deve conoscere le reali condizioni del presidio e i motivi per cui tanti reparti e servizi non esistono più.»
La candidata propone che l’esito dell’ispezione sia reso noto “durante un incontro pubblico, con data e sede da definire”, sottolineando come la questione sanitaria rappresenti “una delle vere emergenze del Polesine”.
Un appello politico e civico
«L’inclusione sanitaria e la tutela del diritto alla cura non sono temi di bandiera – conclude Suman – ma questioni di giustizia sociale. L’ospedale di Adria non può essere ridotto a una sigla in un piano sanitario: deve tornare a essere un presidio reale, efficiente e vicino ai cittadini del Delta e del Basso Polesine.»










One Comment
ovviamente il conte si dimentica di dire nei suoi due governi (non eletti) quanti e quali tagli alla sanita’ pubblica ha fatto…e non sono cose da poco!!