La più grande organizzazione sindacale del settore, chiede alla politica un’attenzione maggiore e l’applicazione di regole chiare

BADIA POLESINE (Rovigo) – Stefano Pattaro, imprenditore nel settore dell’abbigliamento da oltre 30 anni, come presidente provinciale di Confcommercio Imprese per l’Italia, traccia un quadro grigio come la nebbia che avvolge in questi giorni il Polesine.

La sua è un’analisi alquanto impietosa quando afferma: “C’è poco da stare allegri, anzi siamo sempre messi peggio. L’economia ristagna, la gente non ha soldi da spendere ed anche i saldi invernali vanno piuttosto male. Confcommercio non intende fare politica, ma è evidente che la situazione è ben diversa da quella che molti politici vanno millantando. Del resto se per contrastare l’inflazione si deve aumentare il costo del denaro, aumentano i costi vivi delle famiglie e si bloccano di conseguenza i consumi”.

Confcommercio imprese, la più grande organizzazione sindacale del settore, chiede alla politica un’attenzione maggiore e l’applicazione di regole chiare per tutti, per limitare quel far west che penalizza le aziende che si impegnano nella qualità e nel rispetto delle normative. Non solo ma secondo l’analisi del presidente provinciale, la politica dovrebbe prestare più attenzione al costo del lavoro per le imprese ritenuto prioritario rispetto alla tassazione sui redditi e dice: “Senza una politica che incentivi il lavoro non si produce qualità mentre i processi inflativi erodono la platea dei potenziali acquirenti, diminuendo la capacità di spesa”.

Una situazione dunque difficile e complicata. Stefano Pattaro allargando le braccia ammette: “Fare impresa in Italia è sempre stato difficile, oggi lo è ancora di più. Dopo gli anni della pandemia, l’aumento dei prezzi delle materie prime e la difficoltà di accesso al credito, le problematiche del settore sono peggiorate. Si moltiplicano le chiusure per cessata attività o per fuga dai centri commerciali nel tentativo di contenere i costi di gestione. Ma se la grande distribuzione, specialmente nel settore dell’elettronica (si veda la chiusura di Unieuro al centro commerciale il Faro) patisce il commercio online, non va meglio per le altre attività. Anche in piazza aumenta il numero delle vetrine spente o con gli annunci vendesi o affittasi. Posso assicurare che altrove (Adria per esempio) non va meglio”. 

Ad alimentare le fosche previsioni del presidente provinciale di Confcommercio è anche l’andamento dei saldi (tradizionale boccata d’ossigeno per il settore) che segnano il passo.I dati forniti dal gruppo “federmoda” riferisce Pattaro confermano un calo dal 20 al 30% dei saldi invernali”.

Attenzione però– conclude il presidenteConfcommercio rivolgendosi alla politica – le amministrazioni locali e nazionali devono capire che il commercio è la cartina tornasole del benessere di una comunità e che,come ho già avuto modo di dire, i commercianti rimangono pur sempre un presidio fondamentale per la vita dei nostri centri urbani”.

Ugo Mariano Brasioli

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